
Tra fede, tragedia e rivelazioni scioccanti, Outlander costruisce un episodio intenso e carico di significato.
Insomma, Outlander sta percorrendo il suo tratto finale dandosi un tono potentemente biblico. Nel titolo della scorsa puntata, infatti, c’era una beatitudine: “Beati i misericordiosi (perché riceveranno misericordia)”. Stavolta invece, c’è Evidence Of Things Not Seen, ovvero la risposta che Dante Alighieri fornisce a san Pietro, nel canto XXIV del Paradiso, quando deve sostenere un’esame sulla fede per accedere ai cieli superiori.
Meglio ancora, per dare la risposta giusta, Dante si appoggia sulla Lettera agli Ebrei, che potrebbe essere (o non essere) scritta da san Paolo.
Nell’episodio, non viene fornito questo minuto spiegone, ma l’idea di delicata preziosità, di legame impalpabile, viene suggerita con l’immagine dei merletti al tombolo.
GRANDI EMOZIONI (E SI RISCHIA PURE DI CONCLUDERE QUALCOSA)
Tra un dialogo e l’altro, assumono una certa importanza quelli di Lord John e famiglia. Amaranthus sapeva che il padre di suo figlio non era morto e aveva progettato tutto. Sbacchettate per lei. William farebbe meglio a dedicarsi al gioco, data la sfortuna che ha in amore. Si spera in un suo riscatto.
Grazie alla buona interpretazione di David Barry, diventa particolarmente interessante la scena con Perseverance “Percy”. Si rivela essere il suo primo amore di gioventù, mai sopito da ambo le parti. Qui è legittimo chiedersi perché nella scorsa stagione non abbia fatto parola di questo. Dev’essere stato l’effetto negativo di Claire, riversatosi su tutta la puntata.
Intanto, l’episodio in oggetto diventa così meno statico e noiosetto del precedente. Ciò è bene.
Basta solo ci sia tempo di concludere queste sotto trame in tempo utile e soddisfacente. A meno di non fare uno spin – off sulle avventure di Lord John, a cui Diana Gabaldon ha dedicato novelle apposite.
UNA TRAGEDIA IMPROVVISA
Un’altra sotto trama si conclude invece nel modo più drammatico e improvviso. O meglio, la vita di un personaggio amato e gentile: Fergus Claudel. Muore in un incendio della sua casa – tipografia, molto probabilmente innescato dai suoi oppositori politici.
Questo dà un sapore inedito e struggente al vedere suo figlio nano, Henri – Christian, trovare una propria dimensione nell’imparare a fare il tipografo. Oppure al vedere qualche sana scena di sesso tra Fergus e sua moglie Marsalis.
Quest’ultima, comunque, cerca di superare il dolore portando avanti i propri figli, mentre si vedrà come continuerà la stamperia di famiglia e, con essa, gli ideali sociali e politici condivisi col marito.
RIVELAZIONI UFFICIALI SULLA SORTE DI FAITH
Se non bastasse la storia di Fergus Claudel ad illustrare nel modo migliore i legami al di là del tempo e delle distanze, c’è anche la conferma ufficiale di un sospetto quasi certo.
Una sequenza ambientata nella Francia di metà ‘700, infatti, mostra che Faith, la figlia maggiore di Claire e Jaimie, non è nata morta. Ha vissuto abbastanza da diventare madre ed è poi scomparsa in un naufragio.
L’intera costruzione dell’episodio suggerisce la composizione di un ricamo fatto di luci e di ombre. In tutta questa stagione è un tema centrale la contrapposizione fra male, crudeltà e sofferenza ed una luce benigna (quella di Claire quando ha assistito al parto).
Tra l’altro, non manca all’appuntamento pure la diabolica voce di Frank Randall, per predire la battaglia e la morte di Jamie. A parte invitare Tobias Menzies alle puntate conclusive, non si è capito se abbia scritto il suo libro per tormentare Jamie, per tormentare Claire (essendo geloso di sua moglie) o per quale altro motivo.
THUMBS UP 👍
- David Barry
- Tutto s'impreziosisce con merletti al tombolo e riferimenti biblici
- Non si sa se ci sia nei libri, ma fa piacere sapere che Fanny è davvero la nipote di Jamie e Claire
THUMBS DOWN 👎
- Fergus Claudel inizia la vita in malo modo, nel mezzo gli viene tagliata una mano a gratis, muore in modo tragico
- Si spera che William si calmi un attimo e non sia troppo fiscale col papà sodomita






