Shrinking 3×08 – Depression DietTEMPO DI LETTURA 5 min

3
(1)
Shrinking 3x08 recensione: Jimmy, Gaby e Brian in Depression Diet
Recensione Serie TV Shrinking Stagione 3 Episodio 8 Depression Diet Apple TV

Un episodio sufficiente ma dispersivo che continua a sprecare minutaggio sulle sottotrame più deboli e trova in Gaby l’unica vera traiettoria emotiva capace di lasciare il segno.

Il problema di Shrinking, in questa terza stagione, non è tanto la mancanza di calore umano o di momenti capaci di strappare un sorriso. Quelli ci sono ancora, e infatti anche “Depression Diet” riesce più volte a far ridere o almeno a mantenere quella leggerezza agrodolce che è sempre stata una delle firme della serie.
Il vero problema è che la stagione continua a disperdersi in sottotrame di dubbio gusto e a distribuire il minutaggio in modo discutibile, quasi come se non avesse ancora deciso davvero quali siano i suoi personaggi e i suoi conflitti centrali. Questo ottavo episodio ne è l’esempio perfetto, perché è tutto sommato sufficiente, ma lascia addosso la sensazione molto netta che una gestione migliore del tempo avrebbe migliorato la puntata con pochissimo sforzo.

UN EPISODIO CHE RIDE, MA CONTINUA A SBAGLIARE LE PRIORITÀ


“Depression Diet” segue fondamentalmente tre linee narrative. La prima è quella del primo appuntamento tra Jimmy e Sofi, una situazione che sulla carta poteva già risultare un po’ straniante e che sullo schermo lo diventa ancora di più per chiunque abbia negli occhi nove stagioni di How I Met Your Mother. Vedere Jason Segel e Cobie Smulders insieme richiama inevitabilmente Marshall e Robin, e questo rende la dinamica più difficile da assorbire di quanto probabilmente la serie avesse previsto.
Va però riconosciuto che il modo in cui la trama viene gestita e soprattutto il modo in cui viene chiusa restituiscono una certa misura, quasi un sollievo. Non è la storyline peggiore della puntata, ma nemmeno quella che riesce davvero a lasciare il segno. La seconda, invece, è proprio quella che continua a trascinare verso il basso la percezione generale dell’episodio, cioè tutto ciò che riguarda Brian e Charlie. Questa volta i due si ritrovano per l’ennesima volta a nascondere qualcosa a Liz, nello specifico il fatto che la madre naturale del loro figlio adottivo stia vivendo di nascosto in casa loro. È una sottotrama teoricamente comprensibile, ma il punto non è la situazione in sé. Il problema si chiama Brian.
È ormai evidente che il personaggio continui a ottenere una quantità di minutaggio sproporzionata rispetto al suo reale apporto alla storia. La sua eccentricità, spinta sempre oltre il limite, e il suo essere costantemente self-centric finiscono per trasformarlo in una presenza più frustrante che brillante. E ogni volta che Shrinking gli consegna una porzione importante di episodio, la serie sembra perdere equilibrio, tono e anche credibilità emotiva. Non è un caso che, nei momenti in cui il focus torna troppo su di lui, l’episodio smetta di avanzare davvero.

GABY È L’UNICA VERA STORIA FORTE DI “DEPRESSION DIET”


La trama più interessante è infatti quella che arriva quasi a sorpresa e che riguarda Gaby. Dopo essere rimasta spesso in secondo piano durante la stagione, qui il personaggio crolla emotivamente e psicologicamente dopo il suicidio della sua paziente, senza essere riuscita a prevenirlo. È una linea narrativa forte perché tocca un nervo scoperto, mette finalmente Gaby al centro e lo fa non in funzione di qualcun altro, ma del suo stesso dolore, del suo stesso senso di colpa e del suo stesso limite professionale. È qui che la puntata smette di galleggiare e inizia davvero a dire qualcosa. Gaby si prende tutte le responsabilità per quanto accaduto, si lascia travolgere dal peso dell’evento e arriva persino a prendersi una pausa dal lavoro, scelta che secondo il suo mentore Paul è la cosa peggiore che un terapista possa fare. È proprio questa tensione a rendere la storyline interessante, perché non offre conforto immediato, non cerca soluzioni facili e apre invece una serie di conseguenze che, con soli tre episodi ancora a disposizione, andrebbero esplorate molto più a fondo.
Ed è qui che nasce la frustrazione vera dell’episodio: Shrinking ha finalmente in mano una trama capace di incidere, ma continua a dividerla con materiale molto meno forte, come se non si fidasse abbastanza della sua componente più dolorosa. Chi ha visto come la serie abbia già saputo lavorare bene sul peso delle scelte in Shrinking 3×07 – I Will Be Grape e sulle crepe più sottili dei personaggi in Shrinking 3×06 – Dereks Don’t Die sa bene che il potenziale per andare più a fondo esiste. Proprio per questo “Depression Diet” lascia una sensazione ambigua. Fa il minimo per garantirsi la sufficienza, diverte in più punti e conferma che lo show sa ancora essere piacevole da seguire, ma allo stesso tempo dimostra che la stagione continua a perdersi e che, anche stavolta, la trama migliore è quella a cui viene concesso meno spazio di quanto meriterebbe.
E se davvero l’obiettivo di questa parte finale di stagione è arrivare a un punto di rottura emotiva più netto, allora la serie dovrà smettere molto presto di usare Brian come riempitivo e iniziare a fidarsi di più delle sue ferite migliori.

Il giudizio di Recenserie

SAVE THEM ALL

Un episodio che si lascia guardare e che trova in Gaby il suo unico vero colpo emotivo, ma che continua a sprecare troppo tempo sulle linee narrative meno interessanti. La sufficienza c’è, l’impressione di occasione solo parzialmente colta pure.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
KILL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
BURN
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
SLAP
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
SAVE
Valutazione finale: THANK THEM ALL
THANK
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
BLESS

Quanto ti è piaciuta la puntata?

3

Nessun voto per ora

Federico Salata

Federico Salata è il fondatore di Recenserie e autore di recensioni, news e approfondimenti dedicati a serie TV e film. Su Recenserie si occupa di critica televisiva e cinematografica, contenuti podcast e coverage di festival ed eventi del settore. Firma articoli editoriali su serialità, cinema, piattaforme streaming e principali uscite dell’intrattenimento.

Voce fondatrice del progetto, segue da vicino l’evoluzione del panorama televisivo e cinematografico con un taglio editoriale che unisce analisi, attualità e riconoscibilità stilistica.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Paradise Rinnovato Per una 3ª, E Probabile Ultima, Stagione
Precedente

Paradise Rinnovato Per una 3ª, E Probabile Ultima, Stagione

Nouvelle Vague recensione film
Prossima

Nouvelle Vague