Si Tu Penses Bien – Think GoodTEMPO DI LETTURA 5 min

Si Tu Penses Bien - Think Good
Recensione Film Si Tu Penses Bien - Think Good Cinema Presentato al Festival di Cannes 2026

Géraldine Nakache racconta una relazione tossica dentro un contesto religioso e familiare complesso, ma non sempre riesce a rendere il film pienamente accessibile.

Logo del Festival di Cannes 2026

Sinossi

Quando Gil incontra Jacques, il loro amore sembra immediato e irresistibile. Con il passare del tempo, però, l’intensità iniziale lascia spazio a una relazione sempre più soffocante, in cui la donna si sente intrappolata fino a perdere progressivamente i propri punti di riferimento. Mentre Jacques continua a rassicurarla dicendole che, se penserà nel modo giusto, le accadranno solo cose buone, Gil comincia a riconoscere il controllo sottile e insidioso che l’uomo esercita sulla sua vita.

Non in concorso a Cannes 2026 ma presente nell’ensemble generale del festival come Cannes Première, ecco arrivare l’ennesimo film francese e belga: Si Tu Penses Bien, presentato in inglese con il titolo Think Good. A scriverlo e dirigerlo c’è Géraldine Nakache, che nella vita fa anche l’attrice e che qui è al suo quarto film da regista, ed è un film apparentemente molto personale per Nakache, cresciuta in una famiglia ebrea algerina.
Si dice personale perché la trama ha dei fortissimi legami con la religione ebraica e soprattutto con il ruolo della donna all’interno di una coppia dove il marito, tendenzialmente, è sempre visto con un occhio di riguardo. Un tema di cui, verosimilmente, Nakache ha sentito di dover parlare e lo fa in modo delicato ma sempre abbastanza oggettivo.

UNA RELAZIONE TOSSICA


D’altronde la storia è abbastanza esplicativa: Gil e Jacques sono una coppia ebrea sposata e con una bambina, in cui Jacques emerge sempre di più come un marito tossico che manipola Gil facendola sentire sempre in colpa, tanto che la psiche della donna viene impattata pesantemente, esattamente come avviene in una relazione tossica in cui la vittima si sente colpevole di cose che non sono colpa sua.
Nakache e la protagonista Monia Chokri fanno veramente un lavoro esemplare per far percepire allo spettatore la spirale di violenza psicologica perpetrata dal marito Jacques, interpretato da Niels Schneider. Questo è oggettivamente il pregio più importante della pellicola, che non si risparmia nel mostrare il crollo psicologico della donna e la sua prospettiva. Il film funziona soprattutto quando resta accanto a Gil e lascia emergere il peso progressivo del controllo emotivo.

RELIGIONE E CONTESTO


La trama di Si Tu Penses Bien è però un’arma a doppio taglio perché, per poterla apprezzare appieno, servirebbe anche una conoscenza pregressa della religione ebraica e, in particolar modo, del modo in cui la donna viene rappresentata nei suoi doveri di moglie e madre, specialmente in contrapposizione con quelli dell’uomo, padre e marito.
È una conoscenza che serve perché l’intero film si fonda e presenta tutta una serie di situazioni e regole che devono essere rispettate all’interno di un matrimonio, regole che lo spettatore medio, verosimilmente italiano ma non solo, potrebbe non conoscere. Da questo punto di vista Nakache pecca nel non prendere un paio di minuti per delucidare il pubblico su questa serie di regole della religione ebraica a cui i due protagonisti decidono di sottostare, e quindi di riflesso vizia anche l’apprezzamento del film.

FLASHBACK CONFUSI


Altro elemento di possibile confusione è la scelta di usare flashback ricorrenti senza però esplicitare esattamente date e luoghi, un approccio che magari funziona a livello di sceneggiatura ma che avrebbe meritato una resa scenica più chiara e lapalissiana, leggasi come un montaggio lineare, piuttosto che questo mix di salti temporali che confonde più che spiegare.
Il film, in questo senso, sembra a tratti dare per scontato che lo spettatore possieda già tutti gli strumenti culturali e narrativi necessari per orientarsi dentro la storia. Quando invece la regia si concentra sulla dimensione emotiva di Gil, sul suo progressivo smarrimento e sulla difficoltà di riconoscere la manipolazione mentre la sta subendo, Think Good trova una forza decisamente più limpida.

FINALE TROPPO TRONCO


Il finale è probabilmente il punto più debole del film, vuoi perché arriva velocemente e sembra tronco, vuoi perché offre un limitato senso di chiusura che vizia la valutazione finale. Senza fare spoiler, il processo di emancipazione di Gil incomincia ma non viene portato a compimento, lasciando ampi margini allo spettatore per immaginare il prosieguo della storia.
Il che è sicuramente una scelta voluta, ma è anche una scelta che sarebbe potuta essere presentata con meno frettolosità, tanto che durante la visione degli ultimi minuti si rimane interdetti quando partono i titoli di coda. Si Tu Penses Bien resta quindi un film importante per il tema e sensibile nella prospettiva, ma non completamente risolto nella costruzione narrativa.

Scheda film
Titolo originaleSi Tu Penses Bien / Think Good
RegiaGéraldine Nakache
SceneggiaturaGéraldine Nakache, David Lambert
InterpretiMonia Chokri, Niels Schneider, Clémentine Célarié, Christian Benedetti, Mina Kavani
DistribuzioneCinema
Durata94 minuti
OrigineFrancia, Belgio, 2026
FestivalPresentato a Cannes Première al 79° Festival de Cannes
Il giudizio di Recenserie

SAVE THEM ALL

Un dramma sensibile e necessario nel modo in cui racconta la manipolazione psicologica dentro una relazione tossica, sostenuto soprattutto dal lavoro di Monia Chokri e dalla prospettiva emotiva di Gil. Resta però un film non del tutto compiuto, appesantito da alcuni passaggi poco chiari per chi non conosce il contesto religioso e da un finale troppo frettoloso.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
Federico Salata

Federico Salata è il fondatore di Recenserie e autore di recensioni, news e approfondimenti dedicati a serie TV e film. Su Recenserie si occupa di critica televisiva e cinematografica, contenuti podcast e coverage di festival ed eventi del settore. Firma articoli editoriali su serialità, cinema, piattaforme streaming e principali uscite dell’intrattenimento.

Voce fondatrice del progetto, segue da vicino l’evoluzione del panorama televisivo e cinematografico con un taglio editoriale che unisce analisi, attualità e riconoscibilità stilistica.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Spartacus: House of Ashur cancellata da Starz dopo una stagione, Lionsgate cerca una nuova piattaforma
Precedente

Spartacus: House of Ashur cancellata da Starz dopo una sola stagione, ma Lionsgate cerca una nuova casa

Gianna Jun in Colony Gun-Che, film di Yeon Sang-ho presentato nelle Midnight Screenings di Cannes 2026.
Prossima

Colony – Gun-Che