Euphoria 3×05 – This Little PiggyTEMPO DI LETTURA 7 min

Euphoria 3x05 recensione: Cassie, Nate, Maddy e Rue in This Little Piggy
Recensione Serie TV Euphoria Stagione 3 Episodio 5 This Little Piggy HBO

Un episodio provocatorio, discutibile e volutamente eccessivo, che conferma tutti i problemi della terza stagione ma anche la sua capacità quasi irritante di tenere incollato lo spettatore.

Nell’ultima puntata del podcast in cui si parlava di Euphoria, è stato riportato a galla un vecchio articolo uscito nel 2012 in cui il regista di “Blackwater” di Game Of Thrones Neil Marshall raccontava di come ci fosse almeno un produttore esecutivo di HBO che forzava la mano affinché ci fossero più scene di nudi integrali possibili. Un produttore che si auto-identificava come la personificazione della parte pervertita del pubblico. Ecco, a questo punto, dopo l’intro dei primi cinque minuti in cui Sydney Sweeney diventa una gigante a Hollywood che distrugge le finestre di un palazzo con le sue tette (il tutto per raggiungere un suo ammiratore che si sta masturbando su un suo video), appare evidente che quel produttore stia ancora decisamente lavorando per HBO e, probabilmente, abbia anche acquistato potere.
La scena è decisamente oltre ogni aspettativa. L’obiettivo di Sam Levinson è chiaro: far parlare di Euphoria e delle sue scene di nudo. E ci sta riuscendo, perché la gratuità di sequenze come questa fa sicuramente clamore, però arriva anche con uno scopo molto superficiale, votato principalmente a generare reazioni e non tanto a servire davvero la trama. Ed è questo il vero problema.

CASSIE GIGANTE E LA PROVOCAZIONE FINE A SÉ STESSA


Se il senso era mostrare in maniera iconica e surreale la crescita di Cassie a Hollywood, l’idea può anche starci. Anzi, in teoria sarebbe persino coerente con la nuova direzione della stagione, sempre più interessata a raccontare corpi, immagini, performance e mercificazione del desiderio. Però poteva essere anche una scena di trenta secondi. Levinson invece ha chiaramente priorità diverse e Sydney Sweeney è palesemente la musa su cui sta puntando sempre di più.
Chiaramente non si è a conoscenza delle discussioni e delle scelte che hanno portato Levinson, HBO e Sweeney a concordare tutte queste scene di nudo gratuite, che comunque renderanno felici molte persone grazie a un soft-porn abbastanza esplicito, ma tutte le scelte fatte dimostrano una correlazione piuttosto netta tra la trama di questa stagione di Euphoria e la voglia di denudare Sydney Sweeney. Nel bene e nel male.
E se già “Kitty Likes To Dance” mostrava una serie sempre più decisa a trasfigurare se stessa in qualcosa di diverso dal teen drama originario, “This Little Piggy” conferma la trasformazione ma ne espone anche i lati più compiaciuti.
Il punto non è l’uso del corpo in sé, perché Euphoria ha sempre lavorato su esposizione, vulnerabilità, desiderio e auto-rappresentazione. Il punto è la sensazione di gratuità, cioè l’impressione che la provocazione venga prima del personaggio e che la scena sia costruita più per diventare conversazione online che per aggiungere davvero qualcosa alla traiettoria di Cassie. E questa, per una serie che ha sempre rivendicato un’identità autoriale molto forte, è una contraddizione non da poco.

NATE IN FUNZIONE DI CASSIE E L’EMANCIPAZIONE DI MADDY


Sempre nel podcast si discuteva anche di come Nate fosse stato privato del suo machiavellismo proprio in funzione della trama di Cassie, e a riprova di questa tesi arriva un’altra puntata in cui Nate si mostra come totalmente dipendente nei confronti della moglie. Il cambio radicale della sua opinione circa il lavoro su OnlyFans di Cassie è ovviamente dettato dal pestaggio e dal taglio del mignolo del piede, ma segna anche la superficialità di una relazione che ormai è semplicemente inesistente e basata solo sulla necessità di Nate di ricevere più bonifici possibili da Cassie.
A questo punto Nate è diventato quasi irrecuperabile e, a meno di un deus ex machina improvviso, la sua sorte sembra pressoché segnata da una Cassie che presto taglierà i rapporti con lui e probabilmente anche dalla perdita di qualche altro dito. Il problema è che Nate, un tempo tra i character più disturbanti e strategicamente “pericolosi” della serie, ora sembra soprattutto una pedina. Non guida più la manipolazione, la subisce, e questa inversione può anche essere interessante, ma per ora sembra più funzionale alla costruzione di Cassie che a un vero arco autonomo del personaggio.
Ma come già detto, Nate è “in funzione” di Cassie, così come lo è anche Maddy, che però in questa puntata riesce almeno a fare qualcosa di diverso. Oltre a tirare fuori le unghie facendo firmare un contratto di esclusiva a Cassie, Maddy riesce anche a emanciparsi attraverso un’inaspettata collaborazione con Alamo. Uno di quegli incontri “made in heaven”, come direbbero gli americani, e anche uno di quegli incontri completamente studiati a tavolino nella stanza degli sceneggiatori a casa di Sam Levinson che servono a far incrociare personaggi che altrimenti non avrebbero avuto alcun motivo per incontrarsi.
Eppure Maddy è anche la vera sorpresa di questo episodio, perché diventa improvvisamente più rilevante sia per il collegamento diretto con Alamo, sia perché la sua storyline sembra finalmente avere una direzione non dipendente da Cassie. Cosa che molti altri character non possono vantarsi di avere.

IL CLIFFHANGER CHE NON FUNZIONA


L’unico personaggio a non avere ancora un collegamento diretto con il resto del gruppo principale è Rue (e anche Jules, ma Jules non ha una storyline). In questo episodio Zendaya non sembra al massimo delle sue capacità ed è pressoché sempre in balia degli eventi, sia della DEA, sia di Alamo. Il problema nella trama di Rue è che la scontatezza sembra aver preso il sopravvento in questa puntata, una scontatezza che invece Levinson non riserva ad altri character.
Si parla di scontatezza perché, nel momento esatto in cui Alamo si presenta alla tavola calda con Maddy, e Rue e successivamente Rue va a scavare una buca nel mezzo del nulla, già si sa di essere di fronte a una resa dei conti da cui Rue dovrà cercare di uscire. Il cliffhanger finale non è nemmeno davvero un cliffhanger perché, con altri tre episodi a disposizione, Levinson non può in alcun modo far morire la protagonista dello show. Viene quindi meno anche l’effetto sorpresa che forse si pensava di avere in fase di scrittura.
Chiunque con un minimo di lungimiranza sa infatti che nulla potrà accadere a Rue fino al series finale, sia per la necessità di tenere Zendaya al centro di tutto, sia perché Rue servirà a livello di trama per far esplodere completamente la faida tra Laurie, Alamo e la DEA. Quindi tanto vale essere onesti con gli spettatori e optare per un finale meno furbo. Il problema non è mettere Rue in pericolo, ma farlo in un modo che non sembri così chiaramente vincolato alle regole industriali della serie. Il pericolo deve sembrare possibile, altrimenti diventa solo una pausa prima della prossima puntata.

EPPURE, NONOSTANTE TUTTO, EUPHORIA CONTINUA A FUNZIONARE


Alla fine della fiera, comunque, questa versione di Euphoria continua a essere apprezzabile. E lo è perché, al di là di qualsiasi critica che si possa fare a freddo, e ce ne sono varie, il fatto è che l’attesa spasmodica per l’uscita della puntata successiva c’è ed è piuttosto grande. Quindi Sam Levinson forse aveva ragione, o forse, più semplicemente, la voglia di vedere dove voglia andare a parare ha preso il sopravvento.
Qualsiasi sia la risposta, sta comunque funzionando. “This Little Piggy” è un episodio pieno di problemi, di provocazioni discutibili, di svolte forzate e di cliffhanger più furbi che davvero efficaci. Però è anche una puntata che sposta i pezzi, crea nuove alleanze, rende Cassie sempre più centrale, rilancia Maddy e avvicina Rue al cuore della faida criminale. Dopo un percorso irregolare iniziato con “Àndale“, questa terza stagione continua a sembrare una creatura sbilanciata, discutibile e spesso (auto)compiaciuta. Ma anche, incredibilmente, difficile da ignorare. E forse è proprio questo il suo vero superpotere.

THUMBS UP 👍

  • Maddy trova finalmente una direzione autonoma e non più solo dipendente da Cassie
  • Cassie resta il motore più imprevedibile e disturbante della stagione
  • La puntata sposta diversi pezzi importanti verso la faida finale tra Laurie, Alamo e DEA
  • Nonostante le critiche, l’attesa per l’episodio successivo resta altissima

THUMBS DOWN 👎

  • La scena iniziale con Cassie gigante è provocatoria ma troppo gratuita
  • Nate è sempre più ridotto a funzione narrativa della storyline di Cassie
  • Il cliffhanger su Rue è furbo ma poco credibile come vero cliffhanger
  • Zendaya appare meno incisiva del solito in un episodio che la lascia troppo in balia degli eventi
Il giudizio di Recenserie

SAVE THEM ALL

“This Little Piggy” è un episodio pieno di problemi, provocazioni gratuite e scorciatoie narrative, ma anche una puntata che conferma quanto Euphoria riesca ancora a catalizzare attenzione e attesa. Levinson forza la mano, spesso troppo, però muove finalmente diverse pedine importanti e rende questa terza stagione sempre più discutibile, sbilanciata e impossibile da ignorare.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
Federico Salata

Federico Salata è il fondatore di Recenserie e autore di recensioni, news e approfondimenti dedicati a serie TV e film. Su Recenserie si occupa di critica televisiva e cinematografica, contenuti podcast e coverage di festival ed eventi del settore. Firma articoli editoriali su serialità, cinema, piattaforme streaming e principali uscite dell’intrattenimento.

Voce fondatrice del progetto, segue da vicino l’evoluzione del panorama televisivo e cinematografico con un taglio editoriale che unisce analisi, attualità e riconoscibilità stilistica.

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