Daredevil: Born Again 2×08 – The Southern CrossTEMPO DI LETTURA 6 min

Daredevil: Born Again 2x08 recensione: Matt Murdock e Wilson Fisk nel finale di stagione
Recensione Serie TV Daredevil: Born Again Stagione 2 Episodio 8 Disney+

Un finale intenso, politico e carico di conseguenze che chiude bene una stagione buona ma continua a portarsi dietro i limiti più evidenti di Born Again.

Il finale della seconda stagione di Daredevil: Born Again chiude una stagione tutto sommato buona, non eccellente, sicuramente imperfetta, ma comunque ricca di buoni spunti. La cosa più interessante, arrivati ai titoli di coda, è che sembra voler virare verso una direzione completamente diversa ma anche non così inaspettata, soprattutto per chi conosce un minimo la storia fumettistica del personaggio. Il risultato è una puntata intensa, politica, carica di conseguenze e piuttosto eccitante, ma anche emblematica di tutti i limiti di questa annata, che continua a fare bene alcune cose e a sbagliarne altre con una costanza quasi disarmante.

UN FINALE CHE FUNZIONA PIÙ PER LE CONSEGUENZE CHE PER LE SORPRESE


A livello fumettistico, e Dario Scardapane lo sa perfettamente, l’identità segreta di Matt Murdock è sì un segreto, ma è anche uno di quei segreti che nel corso degli anni sono stati rivelati al mondo a più riprese. Allo stesso modo, sempre nei fumetti, Daredevil è finito davvero in prigione affrontando diverse nemesi. Quindi quello che viene fatto in questo episodio, pur essendo ottimo ed eccitante, non è nulla che non sia già stato visto, sia sulla pagina che sullo schermo. Basti pensare ad Arrow sul piccolo schermo, oppure a Spider-Man e Iron Man sul grande.
Eppure la puntata riesce comunque a cogliere di sorpresa, soprattutto per il modo in cui Matt sceglie di compiere il sacrificio supremo annientando la propria vita personale pur di sconfiggere Wilson Fisk. La rivelazione in diretta televisiva di essere Daredevil arriva da contraltare alla vittoria ottenuta contro Fisk e proprio per questo ha un peso reale. È una scelta che nella puntata precedente era stata fatta intuire, ma che di solito resta sempre sul piano della minaccia, dello spauracchio evocato e mai davvero materializzato.
Qui invece si materializza davvero e questo dà al finale una consistenza che va riconosciuta. Lo scontro funziona proprio perché avviene prima sui piani civili del tribunale e poi su quelli incivili fatti di ossa rotte, pugni e calci. Il passaggio dalla legalità alla violenza pura è gestito bene e restituisce il senso di una battaglia che non può mai concludersi con un vero happy ending. In questo senso la puntata colpisce nel segno, perché vincere contro Fisk significa comunque perdere qualcosa di enorme.

DAREDEVIL: BORN AGAIN USA BENE LA POLITICA MA CONTINUA A SPRECARE TROPPO


Uno degli elementi più interessanti dell’episodio è che Scardapane prende chiaramente spunto da eventi reali. L’assalto al palazzo di giustizia dove si sta svolgendo il processo contro Karen Page richiama in maniera piuttosto evidente l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, solo a parti inverse, perché qui sono “i buoni” a cercare di entrare. È una suggestione forte, riconoscibile, e aggiunge un sottotesto politico molto più interessante di quanto la serie abbia fatto in altri momenti della stagione.
Il problema è che, ancora una volta, a essere gestiti male sono i personaggi secondari. Heather Glenn continua a occupare spazio senza che si capisca davvero perché, confermando tutta la sua inutilità e lasciando persino intuire una possibile trasformazione nel nuovo Muse. Una svolta che, a questo punto, più che sorprendere rischia di far alzare gli occhi al cielo, proprio perché Heather è stata costruita male fin dall’inizio e non ha mai trovato un ruolo davvero chiaro dentro la storia principale. Heather resta uno dei più grandi errori della stagione.
Allo stesso modo, Karen Page viene nuovamente rimessa quasi nel dimenticatoio e questo è paradossale perché proprio il processo mediatico e giudiziario contro di lei avrebbe potuto darle ancora più centralità. Questa resta forse la fotografia più precisa della scrittura di Born Again: quando sembra aver finalmente trovato il modo giusto di usare un personaggio, subito dopo lo spegne di nuovo come un interruttore. Il problema di Daredevil: Born Again, anche nel suo finale, non è mai davvero Matt o Fisk. Il problema resta tutto ciò che li circonda. La stagione è stata buona, ma continuamente sabotata da una gestione disordinata, superficiale e spesso pigra dei personaggi secondari. Questo episodio chiude bene il percorso principale, ma non riesce a cancellare del tutto quella sensazione di spreco che ha accompagnato l’annata quasi dall’inizio.

FISK VINCE, MATT PERDE E IL FINALE LASCIA PIÙ AMARO CHE EUFORIA


Tra i momenti migliori dell’episodio c’è sicuramente quello in cui Wilson Fisk, ormai completamente libero da qualsiasi restrizione legale e lontano dagli occhi delle telecamere, si trasforma in una macchina da guerra che ricorda moltissimo Juggernaut. È una scena importante non solo per la brutalità fisica, ma perché ricorda allo spettatore che Fisk non è semplicemente un politico corrotto o un boss criminale raffinato. È anche una creatura fisicamente devastante, quasi sovrumana, e questa componente del personaggio viene sfruttata bene.
Detto questo, il finale con Fisk libero in riva al mare non soddisfa davvero, anche se si capisce perfettamente la necessità di tenerlo in vita per poterlo far tornare in futuro. La realtà dei fatti, però, è che Fisk vince e Matt perde, e questo lascia addosso una sensazione piuttosto irrazionale se si guarda a come si sono evoluti gli eventi e a quale dovrebbe essere l’impatto dell’opinione pubblica su tutto ciò che è accaduto. È difficile accettare fino in fondo che, dopo tutto il caos, le morti e la pressione mediatica, Fisk riesca comunque a uscire da New York così. Si capisce la logica seriale, si capisce il bisogno di non chiudere definitivamente la porta, ma resta una scorciatoia narrativa che sporca un po’ il gusto finale della puntata.
Dulcis in fundo, va comunque menzionato il ritorno di Luke Cage nel MCU, che arriva all’ultimo come una piacevolissima sorpresa. È uno di quei momenti che funzionano proprio perché non vengono spremuti troppo e perché aprono in maniera naturale alla possibilità di una terza stagione ancora più ambiziosa. Se davvero questa seconda stagione ha servito soprattutto a chiudere il capitolo Fisk sindaco e a ribaltare definitivamente la posizione di Matt Murdock nel mondo, allora il ritorno di Luke Cage è esattamente il tipo di segnale che serviva per far percepire che il vero cambio di rotta potrebbe iniziare adesso.

THUMBS UP 👍

  • La rivelazione pubblica di Matt Murdock funziona ed è davvero carica di conseguenze
  • Lo scontro tra Matt e Fisk prima legale e poi fisico è uno dei punti più forti del finale
  • L’assalto al tribunale richiama eventi reali e aggiunge un sottotesto politico interessante
  • Il ritorno di Luke Cage è una sorpresa riuscita e apre scenari molto intriganti

THUMBS DOWN 👎

  • Heather Glenn continua a essere un personaggio inutile e molto frustrante
  • Karen Page viene di nuovo sottoutilizzata proprio quando potrebbe servire di più
  • La libertà concessa a Fisk resta poco soddisfacente e difficile da giustificare fino in fondo
  • La stagione si chiude bene ma non cancella la cattiva gestione dei personaggi secondari
Il giudizio di Recenserie

THANK THEM ALL

Un finale intenso, politico e riuscito in diversi passaggi che chiude bene una stagione buona ma mai davvero eccellente. Fisk “perde”, Matt “vince”, e proprio questo lascia addosso un’amarezza interessante ma anche un po’ frustrante. Il vero punto, adesso, è capire se la terza stagione saprà sfruttare davvero tutto ciò che questo finale ha rimesso in gioco.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
Federico Salata

Federico Salata è il fondatore di Recenserie e autore di recensioni, news e approfondimenti dedicati a serie TV e film. Su Recenserie si occupa di critica televisiva e cinematografica, contenuti podcast e coverage di festival ed eventi del settore. Firma articoli editoriali su serialità, cinema, piattaforme streaming e principali uscite dell’intrattenimento.

Voce fondatrice del progetto, segue da vicino l’evoluzione del panorama televisivo e cinematografico con un taglio editoriale che unisce analisi, attualità e riconoscibilità stilistica.

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