Half Man 1×04 – Episodio 4TEMPO DI LETTURA 6 min

Half Man 1x04 recensione: Richard Gadd nei panni di Ruben e Jamie Bell nei panni di Niall
Recensione Serie TVHalf Man Stagione 1 Episodio 4 HBO Max

L’episodio meno sconvolgente della stagione, ma anche quello che sposta con più forza il peso emotivo dal passato al presente.

Tra quelli visti finora, “Episodio 4” è probabilmente il capitolo più “debole” di Half Man. Attenzione però: più debole non significa insufficiente, anzi. Il problema, semmai, è che Richard Gadd ha abituato lo spettatore a un livello di violenza emotiva, tensione psicologica e situazioni difficili da digerire talmente alto che una puntata più trattenuta rischia inevitabilmente di sembrare meno incisiva.
Dopo la brutalità del college, il pestaggio di Alby, il tribunale e quella continua sensazione di disagio capace di trasformare ogni scena in una minaccia, il confronto post-prigione tra Niall e Ruben, a distanza di anni, arriva con un impatto meno immediato. Ma proprio questa apparente minor esplosività permette alla serie di fare qualcosa di diverso: spostare progressivamente l’attenzione dal passato al presente, preparando il terreno per un finale che promette di essere tutt’altro che pacificato.

RUOLI RIBALTATI


Come già evidenziato negli episodi precedenti, Half Man costruisce ogni puntata attorno a una dinamica precisa: uno dei due “fratelli” ha bisogno dell’altro, in un’alternanza di dipendenza, salvataggio, manipolazione e ricatto emotivo che rende il rapporto tra Niall e Ruben impossibile da leggere in modo lineare. “Episodio 4” non fa eccezione, ma sovverte le aspettative e i ruoli nel modo più interessante possibile. Dopo quanto visto in “Episodio 3”, sarebbe stato naturale immaginare Ruben distrutto, isolato, ancora schiacciato dalle conseguenze della sua violenza. Invece lo si ritrova fuori dal carcere, ricco, apparentemente felice e persino innamorato.
Il paradosso è che a essere in estrema difficoltà questa volta è Niall. Il personaggio arriva in questa fase della storia con addosso tutto il peso delle scelte fatte, delle verità taciute e delle bugie accettate. Non è più semplicemente il ragazzo che cerca di capire chi è, come accadeva nel primo episodio, ma un uomo sempre più distante dalla felicità che il presente, almeno sulla carta, dovrebbe promettergli. È proprio in questa frizione che la puntata trova la sua forza più sottile: mentre Ruben sembra aver trovato un posto nel mondo, Niall appare ancora bloccato dentro le macerie emotive di ciò che quel rapporto gli ha lasciato addosso.

I’m your fucking muse!

LA MADRE COLPISCE FORTE


Il confronto con la madre è uno dei momenti più forti dell’episodio e funziona come vero punto di svolta. Niall viene preso a metaforici schiaffi in faccia da una figura che prova a dargli un assaggio della realtà, costringendolo a guardare qualcosa che lui continua a evitare. In Half Man le madri non sono mai semplici figure di contorno: sono dispositivi emotivi, pressioni sociali, custodi di menzogne e talvolta complici inconsapevoli del dolore dei figli. Qui la madre diventa lo strumento attraverso cui la serie rompe l’autocommiserazione di Niall e lo spinge verso una seconda parte decisamente più incisiva della prima.
La puntata, infatti, cresce molto dopo questo confronto. La prima metà lavora più di preparazione, di attesa, di posizionamento dei personaggi dopo anni di distanza. La seconda, invece, porta finalmente alla reunion tra i due fratellastri e a uno scontro verbale intenso, probabilmente il punto più alto dell’episodio. È una scena costruita non sulla sorpresa, ma sull’accumulo: tutto ciò che Niall e Ruben non si sono detti, tutto ciò che hanno deformato nella memoria, tutto ciò che hanno finto di superare torna improvvisamente in superficie. E la cosa più interessante è che questa possibile riappacificazione viene subito contraddetta dal presente, dove il risentimento appare ancora vivo, ancora tossico, ancora tutto da svelare.

ALBY RESTA NELL’OMBRA


C’è poi una scelta narrativa curiosa ma tutt’altro che casuale: Alby rimane un personaggio presente nel futuro, ma ancora sostanzialmente assente nel passato. Dopo il peso enorme avuto negli episodi precedenti, soprattutto per ciò che il suo sguardo e la sua presenza silenziosa avevano rappresentato nel tribunale, questa assenza si sente. E si deve sentire. Perché Gadd sembra voler portare Niall in una posizione emotiva estremamente distante dalla felicità e dal matrimonio a cui si sta assistendo nella timeline presente.
Il punto non è dimenticare Alby, ma far percepire quanto sia ancora incompleto il percorso che dovrebbe condurre Niall all’altare. Se il presente mostra un matrimonio imminente, il passato racconta invece un uomo ancora imprigionato in un rapporto irrisolto con Ruben, ancora incapace di separare del tutto amore, colpa, dipendenza e identità.
I prossimi due episodi dovranno necessariamente reintrodurre Alby in modo attivo nella narrazione, perché il suo ruolo non può restare solo quello di destinazione romantica. Deve tornare a essere una presenza capace di interrogare Niall, di metterlo davanti a ciò che ha fatto e, soprattutto, a ciò che ha scelto di non fare.

IL PRESENTE PRENDE FUOCO


Per una volta, la parte più interessante non è quella ambientata nel passato, ma quella che avviene nel presente, durante il matrimonio. È qui che “Episodio 4” si gioca davvero la propria importanza all’interno della stagione. L’ultima scena, in particolare, cambia completamente la prospettiva: si scopre che Ruben è morto all’interno di un fienile e che il suo corpo viene portato fuori dal coroner. Non è nemmeno necessario chiedersi se la sua morte sia un suicidio o un omicidio, volontario o involontario, da parte di Niall. La vera domanda è un’altra: come si è arrivati a quel punto?
Ed è proprio qui che Gadd dimostra ancora una volta la propria abilità. Dopo aver usato i salti temporali per mostrare le ferite del passato, ora sposta il baricentro emotivo sul presente, preparando il terreno per il finale. La morte di Ruben non è soltanto un cliffhanger, ma una detonazione retroattiva: costringe a rileggere ogni gesto, ogni silenzio, ogni tensione tra i personaggi come parte di una tragedia già avvenuta e ancora tutta da spiegare. “Episodio 4” sarà anche meno scioccante dei precedenti, ma nel suo finale ricorda allo spettatore una cosa molto semplice: Half Man non ha nessuna intenzione di lasciarlo uscire illeso da questa storia.

THUMBS UP 👍

  • Il confronto tra Niall e la madre è molto forte
  • La reunion tra Niall e Ruben funziona benissimo
  • Il presente diventa finalmente centrale
  • Il cliffhanger finale prepara alla perfezione il finale di stagione

THUMBS DOWN 👎

  • Episodio meno potente dei precedenti
  • Alby resta ancora troppo ai margini nel passato

Il giudizio di Recenserie

THANK THEM ALL

Half Man firma il suo episodio meno devastante finora, ma non per questo meno importante. “Episodio 4” lavora sui ruoli ribaltati tra Niall e Ruben, sposta il peso emotivo sul presente e chiude con una rivelazione che cambia completamente la traiettoria della miniserie. Meno scioccante, forse, ma decisamente fondamentale.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL

Federico Salata

Federico Salata è il fondatore di Recenserie e autore di recensioni, news e approfondimenti dedicati a serie TV e film. Su Recenserie si occupa di critica televisiva e cinematografica, contenuti podcast e coverage di festival ed eventi del settore. Firma articoli editoriali su serialità, cinema, piattaforme streaming e principali uscite dell’intrattenimento.

Voce fondatrice del progetto, segue da vicino l’evoluzione del panorama televisivo e cinematografico con un taglio editoriale che unisce analisi, attualità e riconoscibilità stilistica.

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