
Ormund manipola Daeron e si prende la scena, mentre Daemon mente a Rhaenyra in un episodio lento ma decisivo.
Questa recensione di House of the Dragon 3×04 – “Tumbleton” parte dal personaggio che si prende davvero la scena: Ormund Hightower, sempre più chiaramente destinato a diventare uno dei principali antagonisti della stagione attraverso la sua manipolazione di Daeron.
“Tumbleton” segna anche il giro di boa della terza stagione ed è uno di quegli episodi che rallentano il ritmo, si prendono il proprio tempo e lavorano principalmente per preparare gli eventi futuri. Una sorta di pausa che, per quanto non particolarmente auspicabile, ha senso ed era prevedibile visto il ritmo altissimo con cui la stagione è cominciata.
Non è necessariamente un difetto, ma si sente fin troppo chiaramente che la puntata esiste soprattutto per preparare altro.
Come già discusso nella puntata di SPIN-OFF dedicata a House of the Dragon 3×03, la serie aveva concluso alcuni dei discorsi rimasti aperti dalla stagione precedente e aveva bisogno di trovare un nuovo punto di partenza.
Quel punto di partenza è la ridente cittadina di Tumbleton, dove Ormund Hightower si è insediato insieme a Daeron, il figlio più giovane di Alicent, mentre nel resto del regno Rhaenyra scopre che conquistare il Trono di Spade è molto più semplice che governare chi vive sotto di esso.
ORMUND TRASFORMA DAERON IN UN’ARMA
Il passaggio più importante di “Tumbleton” non riguarda semplicemente la conquista della città, ma il modo in cui Ormund Hightower decide di educare Daeron alla guerra. Il giovane Targaryen viene progressivamente trascinato dentro una logica in cui l’onore, la pietà e la giustizia contano soltanto quando risultano utili agli obiettivi militari degli Hightower.
Ormund sembra inizialmente voler punire il comportamento brutale dei propri soldati, ma dietro questa apparente dimostrazione di giustizia si nasconde una manipolazione molto più profonda. Costringere Daeron a uccidere non serve semplicemente a mantenere la disciplina: serve a spezzare definitivamente la distanza tra il ragazzo e la violenza esercitata in suo nome.
Ormund non sta semplicemente guidando Daeron: lo sta trasformando nell’arma politica e militare di cui ha bisogno.
La scena permette anche a Ormund di smettere di essere soltanto un nuovo comandante comparso sulla scacchiera e di imporsi come una delle presenze più pericolose della stagione. La sua forza non deriva da un drago, ma dalla capacità di controllare chi i draghi può effettivamente cavalcarli.
Daeron entra quindi nella guerra superando immediatamente un punto di non ritorno. Ed è proprio questo sviluppo a rendere la situazione di Tumbleton molto più interessante della semplice apertura di un nuovo fronte militare.
TUMBLETON È IL PROSSIMO INCENDIO DA SPEGNERE
L’ambientazione che dà il titolo all’episodio rappresenta chiaramente uno dei prossimi centri nevralgici della guerra. La presenza di Ormund Hightower e Daeron sposta l’attenzione verso un fronte rimasto finora relativamente marginale, ma destinato a diventare molto più importante sia sul piano militare sia su quello politico.
La puntata, però, non ha alcuna fretta di mostrare fino in fondo le proprie carte. Ryan Condal si limita principalmente a gettare legna sul fuoco, suggerendo che la situazione a Tumbleton sia molto più instabile di quanto possa apparire e che le decisioni prese sul posto avranno conseguenze inevitabili sull’intero regno.
È una costruzione sensata, soprattutto in un episodio di metà stagione, ma anche piuttosto prudente. Ormund e Daeron vengono introdotti nel nuovo equilibrio generale, ma l’esplosione vera e propria viene ancora rimandata.
In compenso, mentre alcuni personaggi conquistano nuovo spazio, altri spariscono completamente. L’assenza di Aemond è talmente rumorosa da diventare quasi una presenza. Considerando la centralità assunta dal personaggio e il peso delle sue ultime azioni, non sfiorarne minimamente la posizione lascia un vuoto difficile da ignorare.
Non è necessario che ogni protagonista compaia in ogni episodio, ma in questo caso la sua mancanza contribuisce alla sensazione generale di una narrazione frammentata.
RHAENYRA HA CONQUISTATO IL TRONO, NON APPRODO DEL RE
Il vero fulcro del resto dell’episodio rimane la gestione di King’s Landing, ovvero Approdo del Re. Dopo il discreto reality check ricevuto in House of the Dragon 3×03 – “Rhaenyra Triumphant”, la nuova regina deve finalmente confrontarsi con ciò che significa sedersi sul Trono di Spade quando le casse sono vuote, il popolo ha fame e la guerra continua a consumare risorse.
La situazione in città non è migliorata quanto Rhaenyra vorrebbe credere. I problemi economici restano intatti, il malcontento sociale continua a crescere e le nuove politiche della corona non sembrano aver prodotto risultati abbastanza concreti da cambiare davvero la percezione della popolazione.
In questo contesto si inserisce il murale dedicato alla nuova regina, capace di mostrare una certa apertura mentale nei confronti della sovrana e, soprattutto, di scatenare la reazione delle autorità. Il successivo raid per rintracciare l’autore, naturalmente con l’intenzione dichiarata di celebrarlo davanti a tutti e non certo di interrogarlo in una stanza buia, restituisce bene la contraddizione del nuovo potere.
Rhaenyra vuole essere percepita come una liberatrice, ma governa comunque attraverso gli strumenti di una monarchia impaurita.
La distanza tra l’immagine che desidera costruire e quella prodotta dalle sue decisioni diventa così uno degli elementi più interessanti dell’episodio. A peggiorare le cose c’è la situazione a Tumbleton, tutt’altro che risolta.
Il regno di Rhaenyra si prepara quindi ad affrontare contemporaneamente una crisi sociale all’interno della capitale e una minaccia militare capace di aprire un nuovo fronte. Per il momento Condal non fa esplodere nessuna delle due, preferendo aumentare lentamente la pressione.
TANTE TRAME, POCHISSIMO SPAZIO PER RESPIRARE
Il ritmo compassato di “Tumbleton” ricorda alcuni degli episodi più problematici della seconda stagione, quando House of the Dragon faticava a gestire la quantità di personaggi, fronti e sottotrame presenti nello stesso momento. Non perché manchino gli eventi, ma perché nessuno di essi riceve abbastanza spazio per diventare davvero centrale.
Si vedono Rhaena, Addam, Aegon e persino un sempre più dimenticato Criston Cole, ma le loro storie vengono toccate e poi immediatamente abbandonate. La sensazione è quella di aver visto un po’ di tutto senza aver approfondito quasi nulla.
Qui si trova la ragione principale per cui l’episodio si ferma a un save invece di raggiungere il thank. Un’ora di durata potrebbe sembrare sufficiente, ma tra le tante trame da mantenere in movimento e la necessità di preparare gli eventi futuri il tempo finisce comunque per non bastare.
Alcuni passaggi sembrano frettolosi, altri fin troppo dilatati, e il risultato è un equilibrio strano in cui la puntata appare contemporaneamente lenta e sovraccarica.
Rhaena continua ad avere un ruolo potenzialmente cruciale nella vicenda di Sheepstealer, Addam resta legato alla nuova configurazione delle forze dei Neri, Aegon rappresenta ancora una variabile politica fondamentale e Criston Cole dovrebbe essere uno dei principali protagonisti militari della guerra. Eppure, “Tumbleton” li tratta quasi tutti come promemoria, ricordando allo spettatore che esistono senza concedere loro una vera evoluzione.
LA BUGIA DI DAEMON È GIÀ PRONTA A ESPLODERE
La trama più interessante sul lungo periodo riguarda invece la piccola, piccolissima bugia raccontata da Daemon a Rhaenyra. Il principe prova a chiudere il cerchio sulla morte di Jace gettando sul tavolo la testa di un pastore di pecore e sostenendo di aver eliminato il responsabile dell’attacco avvenuto durante la Battaglia del Condotto insieme a Sheepstealer.
Naturalmente, non è così. E la serie non prova nemmeno a far credere seriamente che la questione possa considerarsi conclusa. La menzogna di Daemon è una bomba narrativa con la miccia già accesa, destinata prima o poi a essere scoperta e a produrre un nuovo scontro interno alla coppia reale.
Il problema non riguarda soltanto il rapporto tra Daemon e Rhaenyra. La verità potrebbe infatti esporre direttamente Rhaena, soprattutto considerando la sete di vendetta mostrata dalla regina dopo la morte del figlio.
Se Rhaenyra dovesse scoprire che Sheepstealer è ancora vivo e che qualcuno le ha nascosto informazioni decisive, la posizione di Rhaena potrebbe diventare estremamente pericolosa.
È un meccanismo molto televisivo, quasi fin troppo evidente, ma efficace. Daemon mente per guadagnare tempo, proteggere qualcuno o evitare un’esplosione immediata, finendo però per preparare un disastro ancora più grande. Il tipo di decisione che il personaggio prende da sempre, convinto di poter controllare le conseguenze fino al momento esatto in cui queste gli esplodono in faccia.
UNA PAUSA NECESSARIA, MA NON ABBASTANZA INCISIVA
“Tumbleton” non è un episodio sbagliato. È una puntata necessaria, coerente con la posizione occupata all’interno della stagione e utile a spostare i personaggi verso il prossimo blocco narrativo. Approdo del Re è sull’orlo di una nuova crisi, Tumbleton si prepara a diventare un fronte decisivo, Daeron entra finalmente nell’equazione e la bugia di Daemon promette di aggravare ulteriormente il rapporto con Rhaenyra.
Il problema è che gran parte di questo materiale resta ancora allo stadio della promessa. La puntata accumula tensione, ma non la libera. Presenta nuovi problemi, ma ne approfondisce davvero soltanto una parte. Ricorda allo spettatore l’esistenza di numerose sottotrame, ma concede loro pochissimi minuti.
Il save nasce quindi da un episodio che prepara bene il futuro, ma offre troppo poco nel presente.
Dopo l’avvio potente della stagione, una pausa era inevitabile. Quello che mancava era forse una seconda trama capace di accompagnare la manipolazione di Daeron e trasformare questa pausa in qualcosa di più memorabile.
House of the Dragon rimane solidissima sul piano tecnico, interpretativo e politico, ma “Tumbleton” torna a mostrare il limite già emerso nella stagione precedente: quando i personaggi diventano troppi, la serie rischia di distribuire il proprio tempo senza riuscire a costruire un vero centro emotivo. Ormund si prende la puntata, ma tutto ciò che lo circonda resta ancora troppo frammentato.
THUMBS UP 👍
- Ormund Hightower emerge come uno degli antagonisti più interessanti della stagione
- La manipolazione di Daeron rappresenta il vero punto di svolta dell'episodio
- La gestione politica di Approdo del Re approfondisce il regno di Rhaenyra
- La bugia di Daemon prepara un conflitto interno potenzialmente esplosivo
THUMBS DOWN 👎
- Troppe trame vengono soltanto sfiorate senza ricevere un vero approfondimento
- L'assenza di Aemond pesa molto sull'equilibrio della puntata
- Rhaena, Addam, Aegon e Criston Cole restano quasi semplici promemoria narrativi
- L'episodio prepara molto ma offre pochi eventi davvero incisivi nel presente







