House Of The Dragon 3×04 – TumbletonTEMPO DI LETTURA 8 min

House of the Dragon 3x04 recensione: Rhaenyra a King's Landing e Daeron a Tumbleton
Recensione Serie TVHouse of the Dragon Stagione 3 Episodio 4 Tumbleton HBO

Un episodio di passaggio che rallenta la guerra, allarga il fronte di Tumbleton e prepara nuove crisi politiche e familiari.

Questa recensione di House of the Dragon 3×04 – “Tumbleton” parte da una constatazione inevitabile: dopo tre episodi lanciati a velocità piuttosto sostenuta, prima o poi la serie avrebbe dovuto rallentare, respirare e cominciare a sistemare le pedine per la seconda metà della stagione.
“Tumbleton” segna infatti il giro di boa della terza stagione ed è uno di quegli episodi che si prendono il proprio tempo, riducono la portata degli eventi immediati e lavorano soprattutto in funzione di ciò che dovrà accadere più avanti. Non è necessariamente un difetto, ma si sente fin troppo chiaramente che la puntata esiste per preparare altro.
Una pausa del genere non era particolarmente auspicabile, ma era prevedibile considerando il ritmo altissimo con cui la stagione era cominciata. Come già discusso nella puntata di SPIN-OFF dedicata a House of the Dragon 3×03, la serie aveva concluso alcuni dei discorsi rimasti aperti dalla stagione precedente e aveva bisogno di trovare un nuovo punto di partenza.
Quel punto di partenza è la ridente cittadina di Tumbleton, dove Ormund Hightower si è insediato insieme al vero figlio di Alicent, Daeron, mentre nel resto del regno Rhaenyra scopre che conquistare il Trono di Spade è molto più facile che governare chi vive sotto di esso.

TUMBLETON È IL PROSSIMO INCENDIO DA SPEGNERE


L’ambientazione che dà il titolo all’episodio rappresenta chiaramente uno dei prossimi centri nevralgici della guerra. La presenza di Ormund Hightower e Daeron sposta l’attenzione verso un fronte rimasto finora relativamente marginale, ma destinato a diventare molto più importante sia sul piano militare sia su quello politico.
La puntata, però, non ha alcuna fretta di mostrare fino in fondo le proprie carte. Ryan Condal si limita a gettare legna sul fuoco, suggerendo che la situazione a Tumbleton sia molto più instabile di quanto possa apparire e che le decisioni prese sul posto avranno conseguenze inevitabili sull’intero regno.
È una costruzione sensata, soprattutto in un episodio di metà stagione, ma anche piuttosto prudente. Ormund e Daeron vengono introdotti nel nuovo equilibrio generale senza che la loro presenza riesca ancora a produrre un vero scatto narrativo. Il potenziale è evidente, l’esplosione viene però rimandata.
In compenso, mentre alcuni personaggi conquistano nuovo spazio, altri spariscono completamente. L’assenza di Aemond è talmente rumorosa da diventare quasi una presenza. Considerando la centralità assunta dal personaggio e il peso delle sue ultime azioni, non sfiorarne minimamente la posizione lascia un vuoto difficile da ignorare. Non è necessario che ogni protagonista compaia in ogni episodio, ma in questo caso la sua mancanza contribuisce alla sensazione generale di una narrazione frammentata.

RHAENYRA HA CONQUISTATO IL TRONO, NON KING’S LANDING


Il vero fulcro dell’episodio resta comunque la gestione di King’s Landing. Dopo il discreto reality check ricevuto in House of the Dragon 3×03 – “Rhaenyra Triumphant”, la nuova regina deve finalmente confrontarsi con ciò che significa sedersi sul Trono di Spade quando le casse sono vuote, il popolo ha fame e la guerra continua a consumare risorse.
La situazione in città non è migliorata quanto Rhaenyra vorrebbe credere. I problemi economici restano intatti, il malcontento sociale continua a crescere e le nuove politiche della corona non sembrano aver prodotto risultati abbastanza concreti da cambiare davvero la percezione della popolazione.
In questo contesto si inserisce il murale dedicato alla nuova regina, capace di mostrare una certa apertura mentale nei confronti della sovrana e, soprattutto, di scatenare la reazione delle autorità. Il successivo raid per rintracciare l’autore, naturalmente con l’intenzione dichiarata di celebrarlo davanti a tutti e non certo di interrogarlo in una stanza buia, restituisce bene la contraddizione del nuovo potere.
Rhaenyra vuole essere percepita come una liberatrice, ma governa comunque attraverso gli strumenti di una monarchia impaurita. La distanza tra l’immagine che desidera costruire e quella prodotta dalle sue decisioni diventa così uno degli elementi più interessanti dell’episodio.
A peggiorare le cose c’è la situazione a Tumbleton, tutt’altro che risolta. Il regno di Rhaenyra si prepara quindi ad affrontare contemporaneamente una crisi sociale all’interno della capitale e una minaccia militare che potrebbe aprire un nuovo fronte. Per il momento Condal non fa esplodere nessuna delle due, preferendo aumentare lentamente la pressione.

TANTE TRAME, POCHISSIMO SPAZIO PER RESPIRARE


Il ritmo compassato di “Tumbleton” ricorda alcuni degli episodi più problematici della seconda stagione, quando la serie faticava a gestire la quantità di personaggi, fronti e sottotrame presenti nello stesso momento. Non perché manchino gli eventi, ma perché nessuno di essi riceve abbastanza spazio per diventare davvero centrale.
Si vedono Rhaena, Addam, Aegon e persino un sempre più dimenticato Criston Cole, ma le loro storie vengono toccate e poi immediatamente abbandonate. La sensazione è quella di aver visto un po’ di tutto senza aver approfondito quasi nulla.
Qui si trova la ragione principale per cui l’episodio si ferma a un save invece di raggiungere il thank. Un’ora di durata potrebbe sembrare sufficiente, ma tra le tante trame da mantenere in movimento e la necessità di preparare gli eventi futuri il tempo finisce comunque per non bastare. Alcuni passaggi sembrano frettolosi, altri fin troppo dilatati, e il risultato è un equilibrio strano in cui la puntata appare contemporaneamente lenta e sovraccarica.
Rhaena continua ad avere un ruolo potenzialmente cruciale nella vicenda di Sheepstealer, Addam resta legato alla nuova configurazione delle forze dei Neri, Aegon rappresenta ancora una variabile politica fondamentale e Criston Cole dovrebbe essere uno dei principali protagonisti militari della guerra. Eppure, “Tumbleton” li tratta quasi tutti come promemoria, ricordando allo spettatore che esistono senza concedere loro una vera evoluzione.

LA BUGIA DI DAEMON È GIÀ PRONTA A ESPLODERE


La trama più interessante sul lungo periodo riguarda però la piccola, piccolissima bugia raccontata da Daemon a Rhaenyra. Il principe prova a chiudere il cerchio sulla morte di Jace gettando sul tavolo la testa di un pastore di pecore e sostenendo di aver eliminato il responsabile dell’attacco avvenuto durante la Battaglia del Condotto insieme a Sheepstealer.
Naturalmente, non è così. E la serie non prova nemmeno a far credere seriamente che la questione possa considerarsi conclusa. La menzogna di Daemon è una bomba narrativa con la miccia già accesa, destinata prima o poi a essere scoperta e a produrre un nuovo scontro interno alla coppia reale.
Il problema non riguarda soltanto il rapporto tra Daemon e Rhaenyra. La verità potrebbe infatti esporre direttamente Rhaena, soprattutto considerando la sete di vendetta mostrata dalla regina dopo la morte del figlio. Se Rhaenyra dovesse scoprire che Sheepstealer è ancora vivo e che qualcuno le ha nascosto informazioni decisive, la posizione di Rhaena potrebbe diventare estremamente pericolosa.
È un meccanismo molto televisivo, quasi fin troppo evidente, ma efficace. Daemon mente per guadagnare tempo, proteggere qualcuno o evitare un’esplosione immediata, finendo però per preparare un disastro ancora più grande. Il tipo di decisione che il personaggio prende da sempre, convinto di poter controllare le conseguenze fino al momento esatto in cui queste gli esplodono in faccia.

UNA PAUSA NECESSARIA, MA NON ABBASTANZA INCISIVA


“Tumbleton” non è un episodio sbagliato. È una puntata necessaria, coerente con la posizione occupata all’interno della stagione e utile a spostare i personaggi verso il prossimo blocco narrativo. King’s Landing è sull’orlo di una nuova crisi, Tumbleton si prepara a diventare un fronte decisivo, Daeron entra finalmente nell’equazione e la bugia di Daemon promette di aggravare ulteriormente il rapporto con Rhaenyra.
Il problema è che tutto questo resta ancora allo stadio della promessa. La puntata accumula tensione, ma non la libera. Presenta nuovi problemi, ma non ne approfondisce davvero nessuno. Ricorda allo spettatore l’esistenza di molte sottotrame, ma concede loro soltanto pochi minuti.
Il save nasce quindi da un episodio che prepara bene il futuro, ma offre troppo poco nel presente. Dopo l’avvio potente della stagione, una pausa era inevitabile. Quello che mancava era forse una trama capace di trasformare questa pausa in qualcosa di più memorabile.
House of the Dragon rimane solidissima sul piano tecnico, interpretativo e politico, ma “Tumbleton” torna a mostrare il limite già emerso nella stagione precedente: quando i personaggi diventano troppi, la serie rischia di distribuire il proprio tempo senza riuscire a costruire un vero centro emotivo. La legna è stata gettata sul fuoco. Ora, però, bisogna finalmente lasciarla bruciare.

THUMBS UP 👍

  • La gestione politica di King's Landing continua ad approfondire il regno di Rhaenyra
  • Tumbleton e Daeron aprono un nuovo fronte potenzialmente decisivo
  • La bugia di Daemon prepara un conflitto interno molto interessante
  • L'atmosfera di tensione cresce nonostante il ritmo più lento

THUMBS DOWN 👎

  • Troppe trame vengono soltanto sfiorate senza ricevere un vero approfondimento
  • L'assenza di Aemond pesa molto sull'equilibrio della puntata
  • Rhaena, Addam, Aegon e Criston Cole restano quasi semplici promemoria narrativi
  • L'episodio prepara molto ma offre pochi eventi davvero incisivi
Il giudizio di Recenserie

SAVE THEM ALL

“Tumbleton” è una pausa comprensibile dopo il ritmo altissimo dell'inizio di stagione e prepara diversi conflitti interessanti, dalla crisi di King's Landing alla bugia di Daemon. Il problema è che troppe trame vengono soltanto sfiorate e nessuna riesce a diventare davvero centrale. Un episodio utile per il futuro, ma troppo povero di sostanza nel presente per andare oltre il save.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL


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Federico Salata

Federico Salata è il fondatore di Recenserie e autore di recensioni, news e approfondimenti dedicati a serie TV e film. Su Recenserie si occupa di critica televisiva e cinematografica, contenuti podcast e coverage di festival ed eventi del settore. Firma articoli editoriali su serialità, cinema, piattaforme streaming e principali uscite dell’intrattenimento.

Voce fondatrice del progetto, segue da vicino l’evoluzione del panorama televisivo e cinematografico con un taglio editoriale che unisce analisi, attualità e riconoscibilità stilistica.

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