
Un inizio potente e disturbante che scava nelle radici più profonde dei rapporti tossici.
Nuovo progetto di Richard Gadd, la brillante mente dietro la miniserie Baby Reindeer, grande successo di pubblico e critica del 2024 per Netflix. Stavolta il canale scelto è HBO Max (insieme a BBC One) e le premesse sembrano alzare ulteriormente il tiro, esplorando le varie sfumature dei rapporti tossici attraverso una narrazione più ampia e stratificata. Fin dal primo episodio, Half Man mostra una forte identità autoriale, capace di costruire un racconto disturbante ma estremamente coinvolgente, che mette al centro dinamiche emotive complesse e difficili da decifrare.
“SIAMO FRATELLI DI MADRI DIVERSE”
Ruben irrompe durante il matrimonio di Niall dopo molti anni, rompendo immediatamente ogni equilibrio apparente. Sembra avere un conto in sospeso e trascina Niall in uno scantinato per una resa dei conti che lascia intendere tensioni mai realmente risolte.
I due non sono fratelli di sangue, ma sono cresciuti insieme dopo che le rispettive madri hanno intrecciato una relazione, unite da un passato segnato da perdita e violenza. È proprio in questa configurazione familiare atipica che si sviluppa il loro rapporto, fin da subito caratterizzato da una forte ambiguità. Ruben è impulsivo, aggressivo, incapace di gestire le proprie emozioni se non attraverso la rabbia. Niall, invece, è l’opposto, introverso, fragile, spesso vittima di chi lo circonda.
In questo equilibrio precario, Ruben trova in Niall l’unico punto di contatto emotivo, mentre Niall subisce una presenza ingombrante che finisce per ridefinire il suo spazio personale e la sua identità. Il risultato è un legame fatto di dipendenza, tensione e bisogno reciproco, un rapporto sbilanciato che diventa il vero motore della narrazione.
UN MONDO SENZA PUNTI DI RIFERIMENTO
Uno degli elementi più interessanti dell’episodio è il modo in cui Gadd costruisce il contesto familiare e sociale attorno ai protagonisti. La famiglia non è mai un luogo di sicurezza, ma uno spazio fragile, privo di punti di riferimento chiari.
L’assenza delle figure paterne pesa su ogni dinamica, lasciando i personaggi senza modelli a cui ancorarsi. Niall, in particolare, fatica a comprendere la natura del rapporto tra le due madri, non per un rifiuto ideologico, ma per una mancanza di strumenti emotivi. Questo genera un senso costante di disorientamento, che si riflette nelle sue relazioni e nel modo in cui percepisce sé stesso.
Tutti i personaggi sembrano muoversi all’interno di un vuoto affettivo, cercando disperatamente connessione senza sapere come ottenerla. I gesti diventano allora goffi, eccessivi, spesso fuori luogo, come nel caso dell’abbraccio forzato di Maura. È in questa dimensione che emerge una fragilità emotiva diffusa, che rende ogni relazione instabile e potenzialmente distruttiva.
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La scena più significativa dell’episodio è senza dubbio quella della perdita della verginità di Niall, momento chiave in cui si condensano molte delle dinamiche della serie.
Ruben decide di “aiutare” il fratellastro organizzando un incontro con una ragazza e guidandolo passo dopo passo. Quello che potrebbe sembrare un gesto di supporto si trasforma rapidamente in qualcosa di profondamente disturbante. Niall non vive quell’esperienza come una scoperta personale, ma come un atto imposto e controllato. È una forma di invasione emotiva che rischia di compromettere la sua percezione dell’intimità e dell’amore.
Ancora più significativo è il tema della sincronizzazione tra i due. Il controllo del respiro, la gestione dell’ansia, la presenza costante di Ruben diventano elementi simbolici di un legame che va oltre il semplice rapporto familiare. Niall finisce per modellare le proprie emozioni su quelle di Ruben, perdendo progressivamente autonomia. È proprio questa dinamica a rendere la serie così incisiva, perché mette lo spettatore di fronte a una relazione difficile da etichettare ma impossibile da ignorare.
Un tema molto interessante nell’analisi di quanto avviene all’interno di alcuni rapporti morbosi (o tossici), portando lo spettatore a chiedersi cosa sia successo in questi quarant’anni tra i due per portare alla decisione di Ruben e, in qualche modo, a tradire quel respiro in comune che li legava come fratelli.
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