24 Jump Street è finalmente tornato in movimento. Dopo anni di sviluppo, rinvii, ipotesi di crossover improbabili e quella sensazione molto hollywoodiana da “se ne parla ogni tre anni ma non succede mai niente”, Sony Pictures sta lavorando a un nuovo capitolo della saga comedy lanciata da 21 Jump Street e proseguita con 22 Jump Street. Jonah Hill, Channing Tatum e Ice Cube sono in trattative per tornare rispettivamente nei panni di Schmidt, Jenko e Captain Dickson.
La regia sarà affidata a Rodney Rothman, già coinvolto nella sceneggiatura di 22 Jump Street e vincitore dell’Oscar per Spider-Man: Into the Spider-Verse. Rothman ha scritto il nuovo film insieme a Jonah Hill e Meghan Malloy. Phil Lord e Chris Miller, registi dei primi due film, non torneranno dietro la macchina da presa ma saranno produttori insieme a Neal H. Moritz, Hill, Matt Dines, Tatum e Reid Carolin.
PERCHÉ 24 JUMP STREET CONTA
La notizia è interessante perché arriva più di dieci anni dopo 22 Jump Street, uscito nel 2014, e riapre una delle comedy franchise più intelligenti degli ultimi anni. I primi due film funzionavano non solo per la chimica tra Hill e Tatum, ma perché prendevano in giro con grande lucidità proprio il meccanismo di remake, reboot, sequel e franchise industriale. In pratica: erano film commerciali che ridevano dei film commerciali, e lo facevano molto meglio di tanti prodotti convinti di essere furbi solo perché mettono due battute meta a caso.
Il titolo, ovviamente, è già parte dello scherzo. Dopo 21 Jump Street e 22 Jump Street, il terzo film non si chiamerà 23 ma 24 Jump Street. Il motivo non è stato spiegato ufficialmente, ma il produttore Neal H. Moritz ha pubblicato su Instagram la pagina del copione con una frase perfettamente in linea con lo spirito della saga: “ci è voluto così tanto per farlo, che ne abbiamo dovuto saltare uno”. Una giustificazione talmente stupida da sembrare scritta apposta per essere la battuta migliore del comunicato stampa.
Il franchise cinematografico nasce dalla serie televisiva 21 Jump Street, andata in onda su Fox dal 1987 per cinque stagioni e resa celebre anche dalla presenza di Johnny Depp, poi apparso in cameo nel film del 2012. La versione cinematografica con Hill e Tatum aveva però ribaltato il materiale originale trasformandolo in una buddy comedy ad alto tasso di autocoscienza: due poliziotti sotto copertura, un’indagine scolastica e una comicità costruita sul contrasto tra il fisico da action hero di Tatum e la nevrosi comica di Hill.
I numeri spiegano perché Sony non abbia mai davvero mollato il progetto. 21 Jump Street aveva superato i 200 milioni di dollari al box office mondiale, mentre 22 Jump Street era andato ancora meglio, arrivando a circa 331 milioni. In un’epoca in cui la comedy da sala è diventata una specie protetta, riportare in vita una saga capace di incassare, far ridere e funzionare anche come commento sul sistema dei sequel ha perfettamente senso.
Il percorso, però, è stato tutto fuorché lineare. Per anni si è parlato di un terzo film, incluso il famigerato crossover con Men in Black, noto come MiB 23, progetto che avrebbe dovuto unire Schmidt e Jenko agli agenti dell’universo sci-fi Sony. L’idea, sulla carta, era talmente assurda da sembrare quasi perfetta per Jump Street. Poi, come spesso succede quando Hollywood prova a essere geniale tramite riunione di condominio, il progetto si è perso tra problemi logistici, accordi complicati e mille ostacoli produttivi.
Il ritorno di Jonah Hill è particolarmente rilevante anche perché l’attore è coinvolto nella scrittura. Su Recenserie, Hill è già stato al centro di film molto diversi tra loro, dalla satira politica di Don’t Look Up alla comedy più irrisolta di You People. Qui, però, il punto è diverso: Jump Street resta probabilmente uno dei contesti in cui il suo umorismo più caustico, autodistruttivo e metacinematografico può funzionare meglio.
La grande domanda ora è se 24 Jump Street riuscirà a essere ancora necessario. La saga ha sempre vissuto sul paradosso di prendere in giro sequel e reboot mentre diventava essa stessa un sequel e un reboot. Dopo oltre un decennio, il rischio di sembrare fuori tempo massimo è reale. Ma proprio quel ritardo potrebbe diventare il motore comico del film: saltare il 23, fingere che qualcosa sia successo nel frattempo, trasformare l’assenza in gag e magari usare il tempo passato per ridicolizzare l’ossessione contemporanea per franchise, legacy sequel e nostalgia venduta come evento.
Per ora non ci sono dettagli sulla trama né una data d’uscita. Ma se Hill, Tatum e Ice Cube chiuderanno gli accordi, 24 Jump Street potrebbe diventare uno dei ritorni comedy più curiosi dei prossimi anni. Non tanto perché il pubblico abbia necessariamente “bisogno” di un altro Jump Street, ma perché pochi franchise hanno dimostrato di saper ridere della propria esistenza con altrettanta lucidità. E dopo anni di sequel serissimi di cose che nessuno aveva chiesto, forse due idioti sotto copertura che sanno di essere in un sequel sono quasi una forma di sollievo pubblico.
Fonte: Fonte: sviluppo di “24 Jump Street”, trattative per Jonah Hill, Channing Tatum e Ice Cube, regia di Rodney Rothman e ritorno di Phil Lord e Chris Miller riportati da The Hollywood Reporter. Ulteriori dettagli su titolo, sceneggiatura e storia produttiva riportati da Entertainment Weekly e Variety.

