
Glen Powell guida una black comedy ereditaria dal buon concept e dal cast solidissimo, ma meno affilata di quanto avrebbe potuto essere.
Sinossi
Becket Redfellow è cresciuto lontano dalla ricchissima famiglia che ha rinnegato sua madre. Quando scopre di poter ancora reclamare un’enorme eredità, decide di eliminare uno dopo l’altro i parenti che lo separano dalla fortuna dei Redfellow. L’incontro con Julia Steinway, però, complica un piano già moralmente discutibile.
C’è qualcosa di quasi scientifico nel modo in cui certi titoli italiani riescono a sabotare l’identità di un film ancora prima che lo spettatore entri in sala. Ricchi… Da Morire – Delitti In Famiglia, titolo scelto per portare in Italia How To Make A Killing, arriva a quattro mesi dall’uscita internazionale con un nome che sembra voler vendere a tutti i costi una commedia più smaccatamente farsesca di quella che il film scritto e diretto da John Patton Ford è davvero. Una scelta estremamente discutibile, perché né le tempistiche della distribuzione né l’adattamento del titolo sembrano aiutare una pellicola già non semplicissima da posizionare commercialmente.
Il biglietto da visita, d’altra parte, non è dei più incoraggianti: a fronte di un budget da 15 milioni di dollari, il film ha incassato circa 21 milioni nel mondo, rimanendo lontano da quel break even che, per una produzione di questo tipo, si può stimare intorno ai 30 milioni. Non che il botteghino debba determinare il valore artistico di un film, ovviamente, ma nel caso di How To Make A Killing racconta bene anche il problema di percezione dell’operazione: un prodotto pensato per intrattenere, ma difficile da vendere davvero come evento.
How far would you go to claim what you think you deserve?
UN’EREDITÀ DI SANGUE BLU
Il punto di partenza è tutt’altro che debole. Il film prende spunto da Sangue blu (Kind Hearts And Coronets), classico del 1949 diretto da Robert Hamer, in cui il protagonista, rimasto orfano della madre rinnegata dalla famiglia aristocratica per essersi sposata al di fuori della propria classe sociale, decide di vendicarsi eliminando gli otto parenti che lo separano dal titolo di duca.
Qui la dinamica viene aggiornata al nuovo millennio e modificata in alcuni snodi: i parenti da far fuori diventano “solo” sette e la madre di Becket non viene respinta per un matrimonio socialmente sconveniente, ma per aver deciso di tenere il bambino dopo essere rimasta incinta. L’idea di base funziona perché riprende un concept già solidissimo e lo rilegge attraverso un immaginario contemporaneo fatto di ricchezze oscene, rancori familiari, ambizione sociale e desiderio di rivalsa. A rendere il tutto ancora più appetibile c’è poi un cast che, almeno sulla carta, avrebbe potuto trasformare la pellicola in una black comedy decisamente più memorabile: Glen Powell, Margaret Qualley, Jessica Henwick, Bill Camp, Zach Woods, Topher Grace ed Ed Harris sono esattamente quel tipo di nomi capaci di alzare il livello anche di un film medio. E infatti, quando il film respira sui suoi attori, il risultato resta godibile.
BLACK COMEDY O DRAMMA MASCHERATO?
Il problema di Ricchi… Da Morire – Delitti In Famiglia non è nemmeno la durata, perché i 105 minuti scorrono senza trasformarsi in una tortura. Il problema vero sta nelle aspettative che il film genera e in ciò che poi sceglie di essere. A tratti sembra voler apparire più drammatico e moralmente torbido di quanto non sia; in altri momenti si comporta come una black comedy che cerca di prendersi sul serio senza però avere abbastanza precisione per reggere davvero il gioco.
Il risultato è una pellicola piacevole, ma più fragile del previsto. La sceneggiatura di John Patton Ford, che in origine era stata inserita nella famigerata The Black List del 2014, aveva evidentemente un potenziale più affilato, più cattivo e forse anche più realistico. Eppure, nel passaggio allo schermo, qualcosa sembra essersi ammorbidito. How To Make A Killing non prova mai a vendersi come il film dell’anno, ma proprio questa sua mancanza di ambizione finisce per limitarlo. Le possibilità per renderlo più serio, più cinico o più disturbante c’erano tutte; il film, invece, preferisce restare in una zona intermedia, intrattenente ma raramente davvero incisiva. A complicare ulteriormente le cose ci sono alcuni buchi di trama difficili da ignorare. Non abbastanza gravi da far crollare completamente il film, ma sufficienti per impedire alla sospensione dell’incredulità di funzionare sempre come dovrebbe. In una black comedy del genere si può accettare molto, anche l’assurdo, ma serve una coerenza interna capace di rendere credibile il meccanismo. Qui, invece, alcuni passaggi sembrano più comodi che costruiti.
GLEN POWELL FUNZIONA, IL FILM UN PO’ MENO
Glen Powell fa il suo, come ormai accade con una regolarità quasi sospetta. Ha carisma, presenza, tempi giusti e quella faccia da protagonista contemporaneo che può oscillare tra fascino, opportunismo e ambiguità senza dover cambiare troppo registro. Accanto a lui, il resto del cast non è assolutamente da meno: Margaret Qualley porta sempre con sé una qualità magnetica, Ed Harris basta che compaia per dare peso alla scena, mentre Bill Camp, Zach Woods, Topher Grace e Jessica Henwick completano un ensemble che avrebbe meritato forse un film più tagliente.
Ed è proprio qui che si sente la distanza tra aspettativa e realtà. Ricchi… Da Morire – Delitti In Famiglia è un buon intrattenimento, ma non diventa mai la black comedy velenosa che promette di essere. Funziona abbastanza da non lasciare insoddisfatti, ma non abbastanza da far dimenticare quanto materiale sia rimasto inespresso. Si ride poco, si resta coinvolti il giusto, si apprezza il cast, ma rimane la sensazione di un’occasione trattenuta, come se il film avesse avuto paura di spingere davvero fino in fondo sulla cattiveria della sua premessa. E forse il punto è tutto qui: più che un problema di durata, interpreti o concept, è una questione di aspettative contro realtà. La prima prometteva una commedia nera feroce, la seconda consegna un film corretto, piacevole, ma molto meno memorabile di quanto avrebbe potuto essere.






