
I mostri tornano finalmente al centro della scena, ma From continua a inciampare nei suoi soliti problemi di comunicazione.
Mancano pochi episodi alla fine della stagione e quindi non è un caso che le diverse situazioni comincino finalmente a muoversi con più decisione rispetto ai precedenti sei episodi. “Best Laid Plans” è una puntata imperfetta, a tratti ancora appesantita dai soliti problemi strutturali di From, ma ha almeno un merito importante: riporta i mostri al centro della scena. E, dopo settimane di assenze, deviazioni, visioni, bambole giganti e misteri lasciati a mollo come panni dimenticati in lavatrice, non era una cosa da poco. Per la prima volta in questa stagione, se si esclude il trip di Jade, gli abitanti di Fromville tornano davvero a entrare in contatto/scontro con quelle creature che per molti spettatori rappresentano ancora il cuore più disturbante della serie.
FINALMENTE I MOSTRI
L’assenza di veri incontri con i mostri aveva creato diversi malumori, soprattutto tra quegli spettatori che godono particolarmente di queste interazioni. E come biasimarli, considerando che uno Smiley che prova a uccidere Kenny ha un peso specifico molto diverso rispetto all’attacco delle bambole giganti. Quello può essere inquietante, certo, ma non ha la stessa forza primordiale di una creatura di Fromville che sorride mentre si avvicina per sbranare qualcuno.
Il tentativo di Kenny di uccidere uno dei mostri usando il totem con cui è stata eliminata la bambola gigante, e poi anche Roger, diventa quindi l’evento che tutti aspettavano con una certa ansia. Non soltanto perché mette davvero in pericolo gli abitanti, ma perché restituisce alla serie quella sensazione di minaccia concreta che nella stagione si era un po’ dispersa tra teorie, sottotrame e deviazioni più o meno riuscite. Dopo il ritmo più trattenuto di “The Heart Is A Lonely Hunter”, era necessario rimettere un po’ di carne viva sul tavolo. Possibilmente prima che il pubblico iniziasse a masticare direttamente il telecomando.
FATIMA E SMILEY
Ovviamente lo scontro non ha solo lo scopo di creare hype e tensione. Serve anche ad aggiungere un nuovo livello di problematiche nel confronto tra mostri e abitanti, oltre che a mostrare il collegamento tra Fatima e Smiley. Da un punto di vista meramente strutturale, John Griffin e il suo team di sceneggiatori non possono permettersi di far fuori i mostri così facilmente: se il totem funzionasse davvero contro di loro, buona notte Fromville, tutti a casa e tanti saluti alla mitologia.
La trovata è quindi destinata a fallire, come si evince dal risultato del test, ma ciò che salta all’occhio è un altro dettaglio molto più interessante. Fatima non solo vede direttamente ciò che Smiley vede, ma riesce anche, seppur brevemente, a controllarlo. Coff coff, Will in Stranger Things, coff coff. È un elemento che potrebbe tornare a vantaggio degli abitanti, soprattutto se la serie decidesse di esplorare fino in fondo l’ipotesi di una possessione o di un controllo più completo di Smiley. La scena ha quindi più livelli di lettura e andrà giudicata solo con il tempo: per ora è uno degli spunti più promettenti dell’episodio.
LE SOLITE LUNGAGGINI
Detto questo, “Best Laid Plans” continua a portarsi dietro difetti che non possono essere ignorati. Alcune interazioni sembrano ancora troppo lunghe rispetto al peso reale che hanno sulla trama: Elgin e Julie alla tavola calda, oppure Jade e Henry, sono esempi di scene che aggiungono poco o nulla a una puntata che avrebbe avuto bisogno di maggiore compattezza. Il problema non è prendersi del tempo per i personaggi, ma farlo quando la stagione ha ormai poco margine per permettersi conversazioni che sembrano girare intorno a concetti già espressi.
I personaggi restano inoltre molto sconnessi tra loro, continuano a portarsi dietro segreti e diverse scene non vengono approfondite con la tempestività necessaria. Victor che trova il sacchetto di denti appartenente a The Man In Yellow è un momento potenzialmente enorme, ma viene lasciato lì, sospeso, come se la serie avesse appoggiato sul tavolo una granata con la sicura tolta e poi fosse uscita dalla stanza per prepararsi un caffè. A livello di tempistiche la cosa dà fastidio, anche se potrebbe essere una semplice questione di minutaggio. Se ne parlerà nella prossima puntata? Possibile. Ma From ha consumato da tempo il bonus “tranquilli, ci arriviamo dopo”.
NESSUNO PARLA MAI
Rimane vivissimo anche il problema delle relazioni tra personaggi che non comunicano tra loro, una specialità molto in voga a Fromville e soprattutto tra Tabitha e Julie. Da un lato Tabitha comunica finalmente ai figli di aver vissuto diverse vite, non ultima quella di Miranda, la madre di Victor. Dall’altro Julie reagisce come una bambina, come se questa fosse una cosa impossibile e inaccettabile, mentre lei stessa, in gran segreto, continua a fare “sleep-walking” rischiando di essere uccisa.
Il cortocircuito è sempre lo stesso: fatto inspiegabile accade a personaggio X, personaggio X e pubblico si fanno delle domande, personaggio X non dice niente a nessuno e prosegue la propria vita come se niente fosse. Anche le visioni di Henry, disteso in un ospedale, potrebbero e dovrebbero essere generate dalle gocce di sangue di Sophia, come già suggerito in parte dalle dinamiche introdotte negli episodi precedenti e dalla deriva sempre più mitologica della stagione, esplosa soprattutto in “Of Myths And Monsters”. Ma anche qui: nessuna comunicazione reale, nemmeno con Jade, che era lì presente. Ecco, arrivati così vicini al finale, sarebbe il caso di risolvere questi problemi di sceneggiatura.
PIANI IMPERFETTI
“Best Laid Plans” è quindi un episodio che funziona quando rimette in scena il pericolo fisico, quando lascia che Smiley torni a essere Smiley e quando suggerisce un collegamento più profondo tra Fatima e i mostri. Sono tutti elementi che danno alla puntata un’energia più forte rispetto ad alcune uscite precedenti e che fanno intuire una possibile accelerazione verso il finale di stagione.
Allo stesso tempo, però, From continua a essere ostaggio dei suoi vizi peggiori: personaggi che non parlano, informazioni cruciali lasciate in sospeso, sottotrame che si sfiorano senza davvero convergere e scene che sembrano più interessate a prolungare il mistero che a far avanzare il racconto. Il risultato è una puntata migliore per movimento e tensione, ma ancora frenata da una scrittura che troppo spesso confonde il mistero con la mancata condivisione delle informazioni. “Best Laid Plans” salva il salvabile e riaccende l’interesse, ma con la fine della stagione ormai vicina, Fromville non può più permettersi di continuare a sussurrare quando dovrebbe finalmente parlare chiaro.
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