Le BambineTEMPO DI LETTURA 5 min

12/07/2026
Le Bambine
Recensione Film Le Bambine Cinema

Un coming of age originale e coinvolgente che racconta la perdita dell’innocenza con uno sguardo infantile autentico, nonostante qualche eccesso.

Sinossi

Nell’estate del 1997, in un tranquillo quartiere borghese di Ferrara, le sorelle Marta e Azzurra fanno amicizia con Linda, appena trasferitasi insieme alla madre Eva. Attraverso i loro occhi, il film racconta la scoperta del mondo adulto, tra giochi, nuove esperienze e una progressiva perdita dell’innocenza.

L’infanzia è il momento più delicato della vita di una persona, una fase in cui non si riesce a decifrare completamente ciò che avviene attorno a sé, comprendendo la realtà solo in modo parziale. Una fanciullezza tendenzialmente tranquilla permette a un bambino di vivere quell’età dedicandosi alla scoperta e al gioco. Chi invece si trova a vivere i primi anni della propria vita in contesti complessi è costretto a interrompere questa fase per affrontare problematiche che appartengono al mondo degli adulti. Quella visione ingenua viene quindi alterata, privando il bambino di momenti di serenità che non potranno mai più tornare.
Le Bambine, film d’esordio delle sorelle Valentina e Nicole Bertani (Valentina aveva già diretto il documentario La Timidezza Delle Chiome), presentato in anteprima alla 13ª edizione del Bridge Film Festival di Verona, racconta proprio questa perdita dell’innocenza. Le registe affrontano questa tematica con un punto di vista diverso, più ingenuo ma allo stesso tempo più travolgente. Solo con il passare dei minuti lo spettatore capisce con quali occhi osservare un’incredibile avventura di un’estate degli anni ‘90.

RACCONTO DI UN’ESTATE


Come spiegato nel Q&A successivo alla visione della pellicola, per i fatti narrati nel film le sorelle Bertani hanno preso spunto da una loro reale estate. L’idea alla base del progetto è stata quella di riportare in vita uno dei periodi più traumatici della loro esistenza, basandosi su ciò che ciascuna ricordava. In questa fase di confronto hanno notato che vi erano delle discrepanze tra i loro ricordi, un fatto che le ha portate a riflettere sul punto di vista parziale e limitato tipico dell’infanzia.
Grazie a questa intuizione è arrivata la decisione di iniziare il film con un formato d’immagine in 1:1, cercando di rappresentare visivamente e portare in scena questa prospettiva ridotta. Oltre alla regia, anche la sceneggiatura è stata utilizzata per veicolare questa visione: soprattutto all’inizio della pellicola, diversi dialoghi sembrano esagerati, a tratti grotteschi, con parole usate fuori contesto. Questa scelta ricorda proprio il modo in cui i bambini cercano di utilizzare espressioni per loro nuove e divertenti.
Questa ricerca di autenticità della storia è passata anche attraverso la scenografia: vi è stata infatti una vera e propria ricerca metodica del materiale di scena. Oltre ai vestiti, alle acconciature e alle espressioni del tempo, gli interni, gli oggetti e persino la colonna sonora ricordano perfettamente, agli spettatori più adulti, l’esatta atmosfera anni ’90.

DOVE L’INFANZIA FINISCE


Il film è ambientato nell’estate del 1997 a Ferrara, in un quartiere borghese, e racconta l’incontro tra le sorelle Marta (Petra Scheggia) e Azzurra (Agnese Scazza) con Linda (Mia Ferricelli) e sua madre Eva (Clara Tramontano), appena trasferitesi dalla Svizzera. Questo incontro permette alle due giovani sorelle di cominciare ad ampliare la propria visione del mondo, in quanto Eva, giovane donna ribelle, è una persona totalmente senza filtri. Con il passare dell’estate vengono approfonditi diversi scenari familiari, sempre attraverso questo filtro infantile in cui i comportamenti degli adulti risultano costantemente amplificati. Difatti molti personaggi non hanno un nome: i “grandi” sono figure la cui funzione ricopre totalmente la personalità, come Madre (Tatiana Lepore), Padre (Matteo Martari) o la Nonna (Cristina Donadio). L’unico altro personaggio ad avere un nome proprio è invece Carlino (Milutin Dapcevic), il babysitter omosessuale delle due sorelle. Il fatto che sia anche l’unico adulto capace di comprenderle davvero sembra suggerire che la sua identità venga percepita dalle protagoniste al di là del ruolo che ricopre. Lui stesso è ritratto come una persona ancora alla ricerca della propria maturità e dell’accettazione da parte degli altri.
L’idea alla base del film è originale e accattivante, capace di distinguere la pellicola da altri coming of age. Tuttavia, a volte questi tratti sembrano esasperati ed irritanti, così come alcune interpretazioni risultano talmente caricaturali da apparire forzate. In ogni caso, la regia si rende partecipe di queste scoperte: con il proseguire della storia, infatti, l’inquadratura si amplia uscendo dal formato 1:1 e arrivando ad un campo allargato, procedendo di pari passo con la crescita e la consapevolezza delle bambine protagoniste.
Una prima, precoce maturità che passa attraverso la delusione nei confronti del mondo degli adulti, la scoperta di se stesse e, infine, il drammatico incontro con la morte. In quell’estate di fine anni Novanta, la vita di tre ragazzine cambia per sempre, spezzando in anticipo l’incanto di una fanciullezza che avrebbe meritato di essere vissuta più a lungo e appieno.

 

Scheda film
Titolo originaleLe Bambine
RegiaNicole Bertani, Valentina Bertani
SceneggiaturaNicole Bertani, Valentina Bertani, Maria Sole Limodio
InterpretiMatteo Martari, Cristina Donadio, Milutin Dapcevic, Jessica Piccolo Valerani, Mia Ferricelli, Agnese Scazza, Petra Scheggia, Clara Tramontano
Distribuzione / PiattaformaCinema
Durata105′
OrigineItalia, Svizzera, 2025
Data di uscitaPresentato in anteprima alla 13ª edizione del Bridge Film Festival
Il giudizio di Recenserie

THANK THEM ALL

Le Bambine, film d’esordio delle sorelle Bertani, è una pellicola imperfetta ma che colpisce per la sua originalità e vivacità. Tra un’estetica inconfondibile radicata negli anni Novanta, contesti familiari borghesi tipici dell’epoca e personaggi memorabili, si può certamente parlare di un coming of age riuscito e totalmente scevro dalle banalità.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
Eros Ferraretto

Eros Ferraretto è autore di Recenserie e segue serie TV e film con attenzione costante alle uscite e ai titoli da tenere d’occhio. Il suo approccio unisce precisione, memoria editoriale e quella vena polemica che su Recenserie trova sempre il suo spazio naturale.

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