Peccato 1×02 – Pensavate Di Aver Visto Tutto?TEMPO DI LETTURA 4 min

Peccato 1x02 recensione: Emanuela Fanelli e la rivalità con Paola Cortellesi in Pensavate Di Aver Visto Tutto?
Recensione Serie TVPeccato Stagione 1 Episodio 2 Pensavate Di Aver Visto Tutto? HBO Max

Il nonsense di Emanuela Fanelli resta imprevedibile e brillante, ma la rivalità con Paola Cortellesi mette alla prova la tenuta narrativa della serie.

Peccato, il nuovo prodotto italiano di HBO Max, non è una classica comedy, né tanto meno una sitcom all’italiana. È una serie sui generis, unica nel panorama italiano, brillante e audace. Lo show ideato da Emanuela Fanelli, infatti, non si limita a riprendere i codici del mockumentary, ma li rielabora contaminandoli con quelli della docuserie,  rivoltandone e accentuandone i tratti caratteristici. Si creano così siparietti unici, in cui i personaggi riescono a comunicare tra loro direttamente attraverso le interviste, nonostante — nell’ottica del mockumentary — le riprese siano state effettuate in tempi e luoghi diversi. Lo spettatore si ritrova così spiazzato da una comicità imprevedibile, costruita su un nonsense che rappresenta uno dei maggiori punti di forza dello show. Eppure, in questo secondo capitolo emerge la prima criticità: la trama orizzontale trova un primo scoglio, mentre le gag estemporanee risultano essere l’elemento più riuscito della messa in scena.

«Pensavate di aver visto tutto? Pensavate di aver sentito tutto? No, no! No nonononono!»

DAL LATO DI EMANUELA


Probabilmente nello stesso universo narrativo e nello stesso anno in cui l’agente K (Ryan Gosling) dà la caccia ai replicanti in Blade Runner 2049, ma soprattutto in cui il Dodicesimo Dottore (Peter Capaldi) scopre che la Luna era in realtà un gigantesco uovo pronto a schiudersi, il reporter Malcolm Pagani riesce finalmente a parlare con Emanuela Fanelli, nell’isolata Val D’Aosta, ora un Canton Svizzero.
La vecchia attrice dimostra di portare bene la propria età, rivelandosi una persona molto umile che non ama parlare di sé e del proprio successo. Accetta di partecipare al documentario solo per rievocare qualche ricordo in amicizia senza, tuttavia, voler parlare del fattaccio legale che l’ha portata a sparire dalle scene.
L’ex attrice dimostra di non averci mai tenuto a ostentare il proprio successo, rimanendo professionale e con la testa sulle spalle nonostante la vittoria del premio come Miglior Attrice Non Protagonista ai David di Donatello del 2023 per Siccità di Paolo Virzì.
In questo secondo capitolo viene esplorato soprattutto il rapporto con l’ex amica e ora Presidente della Repubblica: Paola Cortellesi. Le due, un tempo legate da profonda amicizia, riescono a confrontarsi anche a distanza, lasciando emergere la gelosia e l’ottusità della regista e protagonista di C’è Ancora Domani. Solo una persona completamente miope non apprezzerebbe il tormentone che la Fanelli ha portato nella sua incredibile parabola a Striscia la Notizia.
Si è così creata una rivalità che non ha portato nulla di buono a nessuna delle due, finendo solo per turbare l’imperturbabile Antonio Ricci.

DAL LATO DELLO SPETTATORE


Ritornando seri e analizzando quanto mostrato dalla serie in “Pensavate Di Aver Visto Tutto?”, lo show ritrova la brillantezza della prima puntata in diverse occasioni, riuscendo ad ampliare progressivamente il proprio universo narrativo. Le persone reali dimostrano di sapersi prestare al gioco, accettando di venire stereotipati pur di far risaltare la comicità. Più che della Fanelli in sé, la serie si fa beffe dello show business, mettendone in luce le contraddizioni e i meccanismi che lo regolano.
Tra questi viene trattato proprio il tema dei tormentoni. Se l’intento della sceneggiatura, come inteso dallo stesso Pagani durante il suo monologo finale, era quello di accentuare al massimo il dibattito tra la Fanelli e la Cortellesi, quello stesso siparietto ha finito per occupare un terzo dell’episodio, diventando davvero pesante e ripetitivo. Viene da chiedersi se ci sarà effettivamente abbastanza materiale per riempire altre quattro puntate senza ricadere nel medesimo difetto.
Eppure la serie funziona comunque, grazie a un’arguzia e a un nonsense che la rendono del tutto imprevedibile. Le scene della morte di Tullio Solenghi recitata con lo stile volontariamente sopra le righe sul modello de Gli Occhi Del Cuore, sono già memorabili, così come la rappresentazione dello stato d’animo della Fanelli attraverso il Gabibbo.
Da segnalare anche una regia che si presta perfettamente al gioco e che sfrutta gli stilemi delle docuserie: durante il tentativo di rianimazione del povero Solenghi, gli operatori del pronto soccorso vengono ripresi comicamente soltanto a mezzo busto. Una scelta che dimostra come la serie riesca a costruire le proprie gag non soltanto attraverso i dialoghi, ma anche attraverso il modo in cui decide di mostrare gli eventi.

THUMBS UP 👍

  • Nonsense imprevedibile
  • Regia che sfrutta con intelligenza il formato docuserie
  • L'uso del Gabibbo
  • La pubblicità con Borghi

THUMBS DOWN 👎

  • Il lungo scambio tra la Fanelli e la Cortellesi sulla questione tormentone
Il giudizio di Recenserie

THANK THEM ALL

Peccato conferma la propria identità con una comicità audace e una regia inventiva. Il secondo episodio, però, mostra i primi limiti della trama orizzontale: quando il tormentone si dilunga troppo, anche il nonsense perde parte della sua efficacia.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL

Eros Ferraretto è autore di Recenserie e segue serie TV e film con attenzione costante alle uscite e ai titoli da tenere d’occhio. Il suo approccio unisce precisione, memoria editoriale e quella vena polemica che su Recenserie trova sempre il suo spazio naturale.

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