Below 1×01 – Come Home YearTEMPO DI LETTURA 4 min

Josh Hartnett in una scena di Below 1x01 Come Home Year
Recensione Serie TVBelow Stagione 1 Episodio 1 Come Home Year Netflix

Il pilot di Below mescola horror marino, cambiamento climatico e conflitti sociali in una remota comunità di pescatori.

In un anno segnato da caldo record e da un cambiamento climatico globale sempre più difficile da ignorare, Netflix ha deciso di aggiungere ulteriore ansia sociale con una nuova miniserie dedicata al complesso rapporto tra uomo e natura. Il tutto in chiave horror, lasciando intuire sin da subito la direzione della storia.
Nasce così Below, il cui primo episodio, “Come Home Year”, richiama in chiave contemporanea Lo Squalo di Steven Spielberg, ambientando la storia in una remota comunità di pescatori dell’isola canadese di Terranova. Qui gli abitanti si trovano improvvisamente minacciati da una misteriosa creatura marina decisa a rivendicare il mare come proprio habitat, mentre tra loro si consuma una sorta di “guerra civile” tra chi vuole accettare la proposta di trasferirsi altrove, vista la progressiva perdita di popolazione, e chi invece lotta per restare e difendere il proprio stile di vita.

UN HORROR SOAPISH FRA I GHIACCI


Anche se la minaccia sembra arrivare soprattutto dall’acqua, questo episodio pilota, pensato principalmente per introdurre contesto e personaggi, lascia intuire fin da subito che il vero pericolo si nasconde sulla terraferma.
A Snooks Arm è in corso un referendum per decidere se accettare o meno una proposta di trasferire gli abitanti altrove, visto che la pesca, un tempo motore economico della zona, non è più fiorente come una volta. Resistono però altre attività, come il turismo e l’estrazione del ghiaccio, portate avanti dalla famiglia Penney.
Infatti Calvin (Josh Hartnett, visto recentemente in Verity) e suo figlio Wade (Charlie Heaton, già visto in Stranger Things) sono proprietari di un B&B nella loro casa. Calvin, inoltre, lavora anche come pescatore di ghiaccio.
Una mattina, lungo la costa viene trovato un enorme pezzo di iceberg, una risorsa preziosa per i pescatori locali. Ma la corsa al ghiaccio è complicata dalla presenza di una misteriosa creatura nelle acque, poco incline a tollerare l’improvviso affollamento del suo habitat.

LA MINACCIA INVISIBILE


Ottima l’intuizione, da parte degli autori, di non mostrare mai la creatura, puntando tutto sul non visto. Ciò rende tale minaccia ancora più inesorabile e inquietante proprio perché invisibile. In compenso, vengono mostrati molto bene i danni che questa provoca, fino a una vera e propria scena splatter nel finale.
Dal punto di vista horror, dunque, l’episodio gioca bene le sue carte, facendo leva su un climax di tensione ben definito, il cui leitmotiv sono gli effetti del cambiamento climatico. Più volte, nel corso della puntata, i personaggi fanno riferimento a variazioni del clima e alla comparsa improvvisa di animali insoliti per l’ambiente, segnali che qualcosa nell’aria sta cambiando.
Fondamentale, in questo senso, il personaggio della dottoressa Fonda Howander, biologa marina interpretata da Mackenzie Davis, indimenticata Yorkie di Black Mirror 3×04 – San Junipero, che serve proprio a introdurre tale tematica.
Anche se, alla lunga, il tutto appare fin troppo forzato. Molti plot twist sono ampiamente prevedibili, e anche il personaggio di Fonda sembra appartenere fin troppo al cliché della scienziata brillante ma “freak”, quindi destinata a essere creduta solo da Calvin e dai personaggi “puri di cuore”.

PERSONAGGI TROPPO MANICHEI


In questo senso, il difetto principale che emerge nello show è la caratterizzazione dei personaggi. Nel pilot si nota una netta divisione manichea tra buoni e cattivi.
È chiaro che lo scopo di “Come Home Year” sia introdurre il contesto e l’ambientazione della storia, ma ciò non toglie che questo limite possa essere corretto in futuro. Al momento, però, i personaggi risultano troppo legati a cliché narrativi e vittime di un giudizio eccessivamente negativo.
Si percepisce la volontà di dipingere Snooks Arm come una cittadina moralmente decadente, con la creatura vista quasi come una punizione divina per i suoi abitanti. Il problema è che tutto appare troppo evidente e schematico.
Inoltre, restano buchi di trama che, se non chiariti entro la fine, rischiano di rendere l’insieme poco digeribile. Come la scena iniziale sul trauma di Calvin, scollegata dal contesto e solo parzialmente utile a spiegare le sue azioni, lasciando incongruenze sulla natura della creatura marina.
Per questi motivi, il giudizio per ora è un SAVE, visto però come segnale di fiducia verso un possibile miglioramento della trama nei prossimi episodi.

THUMBS UP 👍

  • La creatura invisibile e l'uso efficace del non visto
  • L'atmosfera horror e la tensione del finale
  • Il legame tra minaccia marina e cambiamento climatico

THUMBS DOWN 👎

  • Personaggi troppo schematici e manichei
  • Colpi di scena in parte prevedibili
  • Alcuni interrogativi narrativi ancora irrisolti

Il giudizio di Recenserie

SAVE THEM ALL

Il pilot di Below costruisce un'atmosfera inquietante grazie a una minaccia marina che funziona soprattutto quando rimane invisibile. Interessante anche il legame con il cambiamento climatico e le tensioni sociali della comunità, ma personaggi stereotipati e alcuni interrogativi ancora aperti impediscono un giudizio più entusiasta. Per ora è un SAVE di fiducia, in attesa dei prossimi episodi.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita di tutti i giorni fa l'addetto museale. Con il calare delle tenebre, e nel tempo libero in generale, si trasforma in critico cinematografico e seriale nonché podcaster dilettante trattando gli argomenti più disparati ma sempre in ambito culturale e mediatico.

4 Comments Lascia un commento

  1. Buongiorno
    Ho visto la serie ieri .
    Ho trovato la serie banale , scontata.
    Misto horror , mostri marini e temi attuali come il cambiamento climatico non mi hanno convinto .. non guarderei un eventuale seguito ( perché lo fa pensare).
    Scene prevedibili e molte volte intercalare di parolacce che sciupano , no perché mi scandalizzino , ma proprio per i contenuti .. proprio un americanata ..
    saluti Anna ( questo è il primo commento che invio in vita mia , lo respinge dicendo che l ho fatto uguale , impossibile) forse volete solo commenti positivi?

    • C’è un blocco anti-spam automatico e risulta che hai inserito il commento 3 volte alle 8:19, 8:21 e 8:22. Non è che vogliamo commenti positivi, nemmeno il nostro è così positivo, ci mancherebbe altro 🙂

  2. un misto confuso tra mini horror e non si capisce cosa. un fumetto degno dei b-movie più stagionati, ma in chiave moderna. fa tenerezza. niente di più… purtroppo ci stiamo abituando al poco.

  3. E’ un Midnight Mass che non ce l’ha fatta.
    I personaggi sembrano travolti dagli eventi: un tumultuoso susseguirsi di fatti che lasciano intravedere quelli che sembrano dei buchi di trama: l’iceberg, poi il calamaro, poi l’isola abbandonata con i disertori mezzi impazziti che ancora lo abitano (ricorda l’atollo di WaterWorld, nulla di nuovo ma poteva essere interessante), poi la malattia strana che colpisce tutti.
    Ho fatto fatica a trovare una coerenza narrativa nei fatti, nelle decisioni dei personaggi che sembrano non maturare mai il motivo delle loro posizioni. Le prendono e basta e pure improvvisamente e questo rende macchinosa la visione allo spettatore che deve ipotizzare cosa abbiano pensato i personaggi per evolvere in una certa direzione.
    Non si capisce quale sia il vero problema e quindi come agire per contrastarlo, alcuni problemi poi svaniscono nel nulla e boh.
    Il cattivo è il calamaro? Il calamaro gigante o il capitalismo? Forse tutti, forse nessuno.
    Voli pindarici su come riescano a fare certe cose. Non le dico per non fare spoiler.
    Unica nota positiva: bella chimica tra Josh Hartnett e Charlie Heaton anche se Hartnett è uno dei pochi attori che deve aver mangiato più conservanti di me tanto da non dimostrare l’età che ha e che potrebbe permettersi di fare ancora ruoli da figlio piuttosto che da padre.
    Sono stata troppo cattiva?

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