
Ultron controlla il corpo di Visione, mentre il confronto con Jocasta prepara una svolta prevedibile ma ben scritta.
La recensione di VisionQuest 1×05, “Firewall”, parte da un paradosso: il protagonista non controlla più il proprio corpo, ma la serie continua a funzionare soprattutto quando rimane intrappolata nel suo punto di vista. Dopo la decisione di affidarsi a Ultron nel quarto episodio, “Malware”, Visione deve osservare dall’interno le conseguenze della propria fiducia. Una premessa efficace che conduce a uno sviluppo prevedibile, senza però compromettere il risultato complessivo.
LA MENTE DI VISIONE È LA VERA INVENZIONE DELLA SERIE
Il punto di forza di VisionQuest rimane la scelta di dare forma, voce e personalità alle intelligenze artificiali che convivono nella mente di Visione. Non sono soltanto assistenti digitali: E.D.I.T.H., F.R.I.D.A.Y. e le altre presenze rimaste rappresentano approcci differenti allo stesso problema, continuamente impegnati a discutere, proporre soluzioni e mettere in dubbio le decisioni del protagonista.
È qui che il progetto del team guidato da Terry Matalas trova un’identità precisa. Quello che nella realtà di Visione può consumarsi in una frazione infinitesimale di secondo, per lo spettatore diventa una discussione articolata, con tempi, tensioni e conseguenze emotive. La scrittura traduce un calcolo in qualcosa di umano: un’intuizione già emersa nella première “No Strings”.
Ultron ha assunto il controllo del corpo di Visione e confinato le altre coscienze in uno spazio dal quale non possono intervenire. La regia sfrutta allora vecchi televisori e immagini simili a riprese di sorveglianza per mostrarci ciò che accade all’esterno. Visione assiste ai movimenti di Ultron quasi fosse uno spettatore della propria esistenza: una soluzione visiva semplice e intelligente, capace di trasformare la perdita di controllo in un’esperienza concretamente percepibile.
ULTRON E JOCASTA: UNA FIDUCIA CHE NON POTEVA DURARE
La gentilezza dimostrata da Visione nell’episodio precedente non ha certo cancellato la natura manipolatoria di Ultron. L’intelligenza artificiale interpretata da James Spader conserva la capacità di calcolare i vantaggi di ogni situazione e di usare la fiducia altrui come leva. La sua libertà d’azione mette immediatamente in discussione l’idea che concedergli il beneficio del dubbio sia stato un gesto saggio.
Il punto non è tanto scoprire se Ultron tradirà Visione, quanto osservare come costruisca quel tradimento e quali obiettivi lo spingano verso Jocasta. Il confronto tra le due intelligenze artificiali, infatti, è uno dei momenti migliori della puntata. Prima di allearsi devono misurarsi, provocarsi e capire quanto possano davvero fidarsi l’una dell’altra. Non è solo una trattativa tra potenziali antagonisti: è un incontro tra esseri artificiali che sembrano voler attribuire un significato alla propria esistenza.
Anche per questo Jocasta non andrebbe ridotta troppo rapidamente alla semplice etichetta di villain. Il personaggio porta con sé una prospettiva distinta da quella di Ultron, e la serie sembra interessata a esplorare le loro differenze prima ancora delle eventuali conseguenze distruttive della loro alleanza. Il rapporto rimane ambiguo, e proprio per questo interessante. Per approfondire i personaggi e le loro origini c’è anche la guida di Recenserie a VisionQuest.
LA LIBERAZIONE DI ULTRON ERA PREVEDIBILE. IL PERCORSO NO.
Il principale difetto di “Firewall” è che il suo punto d’arrivo appare quasi obbligato. Fin dal pilot era difficile non immaginare che Ultron avrebbe prima o poi cercato di liberarsi dai vincoli imposti dalla mente di Visione. Il ricatto legato alla sorte di Tommy rende la scelta finale del protagonista comprensibile, ma anche piuttosto funzionale alle esigenze della trama: abbassare i firewall significa recuperare il corpo e, contemporaneamente, offrire a Ultron una via di fuga verso il mondo digitale.
Ci sono alcune facilitazioni, insomma, e la sensazione che la sceneggiatura debba arrivare a una precisa configurazione di personaggi per preparare il finale di stagione. Non è certo la prima volta che una serie Marvel ricorre a una progressione del genere. Ma sarebbe sbagliato giudicare l’episodio soltanto in base alla prevedibilità della svolta.
Il merito del team di Matalas sta nel rendere convincente il processo che conduce a un evento già ampiamente annunciato. I dialoghi, il punto di vista limitato di Visione e il confronto tra Ultron e Jocasta possiedono una complessità che impedisce alla puntata di ridursi a un semplice ponte narrativo.
Il risveglio di Visione su un aereo diretto a Madripoor annuncia una nuova fase dello scontro. Ultron è libero, Jocasta resta una presenza da decifrare e Visione deve fare i conti con il prezzo della scelta compiuta. Non tutto sorprende, ma quasi tutto trova una sua coerenza: ed è già una qualità meno scontata di quanto sembri.
THUMBS UP 👍
- La rappresentazione dei processi decisionali nella mente di Visione
- Il punto di vista del protagonista attraverso televisori e immagini di sorveglianza
- Il confronto tra Ultron e Jocasta e le sue sfumature
- Una scrittura che valorizza il percorso più del colpo di scena
THUMBS DOWN 👎
- La liberazione di Ultron è largamente prevedibile
- Alcune scelte sembrano pensate soprattutto per preparare il finale








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