La battaglia sulla fusione tra Paramount e Warner Bros Discovery si sposta in tribunale. Non per iniziativa dei grandi procuratori generali statali, almeno per ora, ma di cinque abbonati a servizi pay-TV e streaming, che hanno depositato una causa antitrust presso la corte federale della California per provare a bloccare l’accordo da 111 miliardi di dollari.
Secondo la denuncia, il voto degli azionisti Warner Bros Discovery del 23 aprile 2026 avrebbe cambiato radicalmente lo stato dell’operazione: prima l’accordo era ancora subordinato all’approvazione degli shareholder, mentre dopo quel passaggio uno dei principali ostacoli alla chiusura sarebbe venuto meno. Per i ricorrenti, da quel momento il danno potenziale sarebbe diventato molto più imminente.
Il cuore dell’accusa è quello classico delle grandi fusioni media: meno concorrenti, più concentrazione, meno scelta. Nella denuncia si sostiene che l’unione tra Paramount e Warner Bros Discovery creerebbe un gruppo con una quota di mercato stimata intorno al 23,6%, rendendolo il maggiore studio tra quelli indicati nell’analisi. La concentrazione dei primi quattro operatori salirebbe, secondo i ricorrenti, fino a circa il 76,3%.
Il dossier mette al centro anche CNN e gli asset news di Warner Bros Discovery. La tesi è che portarli sotto il controllo di Paramount, dentro una più ampia strategia di consolidamento, ridurrebbe il numero di proprietari indipendenti capaci di sostenere operazioni di informazione nazionale su larga scala, con effetti su pluralismo editoriale, risorse investigative e diversità dei punti di vista.
I cinque ricorrenti denunciano possibili danni per i consumatori: aumenti di prezzo, minore scelta, riduzione della qualità e dell’offerta di intrattenimento e informazione, oltre a un peggioramento di elementi non strettamente economici come credibilità, indipendenza editoriale e vigore investigativo.
Paramount Skydance ha respinto rapidamente la causa, sostenendo di essere consapevole dell’azione privata depositata in tribunale e di ritenerla senza fondamento. Secondo la società, la combinazione tra Paramount e WBD creerebbe invece un concorrente più forte, meglio posizionato per sostenere creatività e scelta dei consumatori.
Il voto degli azionisti Warner Bros Discovery ha già approvato la fusione, superando uno degli ostacoli principali dell’operazione. Ma questa causa potrebbe essere soltanto il primo fronte giudiziario di una battaglia più ampia, destinata a intrecciare antitrust, politica industriale, media e controllo dell’informazione.
Fonte: Fonte: causa antitrust e dichiarazioni delle parti riportate da Deadline.


