Origin 1×01 – The Road Not TakenTEMPO DI LETTURA 5 min

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“As you know, Thea exists in the Nexus constellation, situated five light years from Earth. Thea is the only planet we’ve discovered thus far that can sustain human life. We at SIREN are currently in the process of its colonization. It is our intention to create a base for millions. Perhaps one day, even billions. As our colony expands, we require a constant influx of workers to create an infrastructure. An opportunity we would like to offer to you.”

A volte determinate serie tv sono fatte per stupire e sorprendere nonostante le premesse potessero lasciare intendere un prodotto per nulla all’altezza.
Origin è sicuramente una delle serie tv che deve essere menzionata ed inserita all’interno della cerchia di tali prodotti. Una serie creata e sviluppata per YouTube Premium (in precedenza si chiamava YouTube Red) ribalta la situazione e riesce a far ricredere anche noi di RecenSerie.
I prodotti seriali originali di questa estensione della famosa piattaforma di streaming non hanno mai brillato per bellezza o innovazione. Di Impulse abbiamo già avuto modo di parlare.
Ci si preparava quindi alla visione di Origin con tutti i pregiudizi del caso: una serie di YouTube, un cast improntato alla giovinezza ed una storia abbastanza ambiziosa. Poteva andare tutto storto fin dal principio invece il pilot regala quasi solamente gioie allo spettatore ed un piacere visivo di alto livello.
Come si poteva evincere dal trailer la serie cerca di ripercorrere stilemi narrativi più e più volte sviscerati dalla filmografia presente e passata: Passengers, Life, Pandorum, Blade Runner 2049 ed Alien sono solo alcuni dei titoli per i quali è possibile cogliere molte somiglianze durante la visione dei primi quarantacinque minuti di puntata gentilmente resi disponibili gratuitamente sul canale YouTube della serie stessa. Tra i film sopra citati si possono riconoscere titoli rinomati del passato e parallelamente altri molto recenti. Solo uno stona con il resto del gruppo ma appare doveroso dover citare, Pandorum, proprio perché il produttore di tale film altri non era che Paul W.S. Anderson, produttore esecutivo proprio di questa serie nonché regista di questo primo episodio.
All’interno della Origin, la navicella, si respira infatti la stessa cupa aria della Elysium (nave di trasporto in Pandorum): un risveglio pieno di interrogativi, un gruppo di persone non certo amichevoli o disponibili ad aiutarsi vicendevolmente, un mistero a bordo della nave e la morte che inizia a farsi lentamente strada.
Considerato l’elenco di elementi narrativi sopra esposto si potrà notare come Origin poggi la propria struttura su cliché narrativi fortemente conosciuti nell’ambito dei thriller horror di carattere fantascientifico. Nonostante tutto ciò la puntata scorre vie senza intoppi e soprattutto senza appesantire: i cliché appaiono come tali in maniera incontrovertibile, è vero, ma all’interno della storia riescono ad avere un validissimo senso logico e soprattutto aiutano il costrutto a funzionare molto bene.
Un fattore che sicuramente aiuta la storia è il cast di tutto rispetto che forma la squadra di passeggeri che si risveglia a bordo della nave, Natalia Tena (Lana) e Tom Felton (Logan) su tutti. Ma anche Sen Mitsuji (Shun) appare ben immedesimato nel personaggio che la serie lo chiama a ricoprire, dando spessore e valore fin da subito al suo background.
Perché Origin decide di non circoscrivere la propria attenzione solamente all’interno della nave, bensì preferisce spaziare relativamente il passato dei personaggi per mezzo di ben costruiti (e con una ricostruzione ed ambientazione semplicemente spettacolari) flashback.
Almeno questa prima puntata, infatti, appare centrica attorno ad un solo personaggio (Shun), facendo supporre che la serie vada a richiamare la struttura degli episodi che tanto fece la fortuna di una serie rinomata come Lost.
Ma la struttura dell’episodio non è l’unica cosa che riporta alla mente la famosissima serie ABC: il fatto che parte del gruppo decida di andare in aiuto della persona che avevano sentito supplicare per mezzo della radio ricorda a suo modo il messaggio lasciato dalla Rousseau e dalla spedizione dei sopravvissuti del volo Oceanic 815 per cercare di capire “where are we?”
Origin si presenta al proprio pubblico con una prima puntata dall’imponente bellezza e dalla pregiata fattura, con una storia molto ambiziosa alle sue spalle. Sono percepibili molti cliché del genere, ma considerata la validità della storia tali elementi non indeboliscono la storia, anzi, la puntellano là dove le basi necessitano di maggiore solidità. Semplicemente, è una serie che funziona. E fa molto strano dirlo di un prodotto targato YouTube.
Nota a margine: considerato che “when you depart Earth for Thea, we’ll erase your past completely” sarà interessante scoprire il passato violento di ogni singolo personaggio in scena.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Struttura dell’episodio
  • Flashback
  • Storia che richiama molto Pandorum, sperando abbia uno sviluppo ed un prologo di maggiore impatto e valore
  • Prime divisioni e diatribe all’interno del gruppo
  • Tecnologia, ambientazione, riprese, ricostruzione e musica
  • Finale di puntata
  • Claustrofobia che crea la puntata
  • Molti cliché
  • Tracce di sangue completamente a caso
  • “A computer is a computer”: una scena credibilissima sotto tutti i punti di vista

 

La claustrofobia che insinua la serie, considerata l’ambientazione della storia, risulta a tratti fondamentale nel riuscire a colpire nei punti più deboli lo spettatore. Molti cliché, certo, ma una storia che funziona, un cast di ottimo livello ed un desiderio di presentarsi al pubblico non come una banalotta storia su di un gruppo di sopravvissuti risvegliatisi a bordo di una astronave. Origin nasconde molto di più.

 

The Road Not Taken 1×01 ND milioni – ND rating

 

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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