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Recensione film Bliss Prime Video
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Bliss

Recensione di Bliss, film con Owen Wilson e Salma Hayek sulla dipendenza da droghe in salsa sci-fi. Disponibile su Prime Video.

Greg, dopo aver divorziato e perso il lavoro, incontra la misteriosa Isabel, una donna che vive per strada ed è convinta che il mondo intorno a lei sia una simulazione di un computer.

 

Bliss è il nuovo film di Mike Cahill (Another Earth, I Origins), prodotto e distribuito da Prime Video. Sin dal primo trailer, uscito nel mese scorso, la pellicola veniva presentata come un originale film di fantascienza. Lo spettatore si aspetta di vedere infatti universi paralleli e realtà distorte ma viene subito tradito nella prima scena della pellicola con l’introduzione di un piccolo dettaglio: la dipendenza da droghe.
Sicuramente l’errore è da ascrivere a Amazon Prime Video, in quanto distributore, nell’annunciare qualcosa di non veritiero, generando un hype diverso nello spettatore. Infatti, durante la visione del film con Owen Wilson e Salma Hayek, rimane costante una sensazione di estraniamento dovuta a tutta una serie di fattori. Peccato perché il soggetto originale di Cahill aveva delle potenzialità; magari con un casting migliore e con meno similitudini a film cult a quest’ora si parlerebbe di qualcos’altro.

MATRIX IN SALSA “SPOTLESS MIND”


La prima scena di Bliss sa di qualcosa già visto. Greg Wittle è seduto nel suo ufficio, fotografia fredda, atmosfera claustrofobica, eppure non è Matrix. Il character di Owen Wilson fa la conoscenza di un personaggio particolare che sembrerebbe aiutarlo in una situazione di difficoltà e che gli offre una via di fuga da quel mondo grigio, eppure non è Matrix. Greg scopre che ci sono cose reali e non reali, che può controllare quel mondo non reale, eppure non è Matrix.
Una delle pecche più gravi di Bliss, sicuramente la prima a balzare all’occhio, è proprio questa. Strizza continuamente l’occhio a film famosi del passato, in modo fin troppo esplicito, manca solo la scena del cucchiaio. Per esempio la relazione tra Greg e Isabel, con i due legati indissolubilmente come anime gemelle che si cercano in continuazione senza alcun apparente motivo, richiama fin troppo il capolavoro di Gondry Eternal Sunshine Of The Spotless Mind (non ha un titolo italiano, vero?).
Un peccato perché con qualche citazione e/o richiamo in meno il film avrebbe potuto distinguersi per un tocco originale dato a un tema mai approfondito così tanto nel genere sci-fi. Una critica che tocca ormai la maggior parte dei film fantascientifici degli ultimi anni, vedi The Midnight Sky. Partendo da un buon concept non si riesce a svilupparlo a dovere, perdendosi in eccessiva retorica e “spiegoni” evitabili.

GIOCARE SPORCO CON LO SPETTATORE


Altro aspetto non proprio gradevole dell’opera di Cahill è il suo sviare continuamente e deliberatamente lo spettatore. Lo storytelling di Bliss si impegna per mandare fuori strada lo spettatore alla prima visione, ma non come fa Scorsese in Shutter Island, rimanendo coerente e senza schierarsi, lasciando fare i dovuti collegamenti al pubblico. La sceneggiatura estremamente didascalica accompagna chi guarda ad imboccare una strada sbagliata, quasi forzandolo, per poi sorprenderlo facilmente con un colpo di scena finale piuttosto prevedibile.
Tali forzature poi si traducono in incongruenze di trama che portano a un finale da “non te l’aspettavi, vero?” con annesso occhiolino da parte del regista.

PILLOLA GIALLA, PILLOLA BLU


Pur con l’ennesimo rimando al film delle Wachowski, il film regala un bell’affresco sulle dipendenze da droghe, con tutte le conseguenze del caso: Bliss mette in scena, dal punto di vista del diretto interessato, cosa significhi essere un tossicodipendente.
Nonostante la recitazione mono-espressiva di Owen Wilson, mai uscito completamente dalla parte di Zoolander, il personaggio di Greg è il perfetto esempio di brav’uomo decaduto nel baratro dei cristalli colorati. A sopperire la mancanza di magnetismo in recitazione, intervengono il comparto costumi e trucco e parrucco. I vestiti e, soprattutto, il suo aspetto aiutano lo spettatore a capire cosa sta accadendo realmente.
Inoltre il film approfondisce anche la vita da senzatetto che accetta qualsiasi condizione di vita pur di riuscire a comprare un’altra dose. Vengono mostrati soprattutto i danni cerebrali che ne conseguono, con il relativo distaccamento dalla realtà, l’auto-allontanamento dalle persone care che ormai stenta a riconoscere. Visto in quest’ottica il film sembrerebbe anche “salvabile”, però i contro superano di gran lunga i pro e la votazione negativa diventa obbligatoria.


Bliss non è un film sufficiente. La colonna sonora, che riempie l’intera pellicola, risulta ripetitiva e mai incisiva. Sempre presente, anche in momenti dove magari un silenzio sarebbe stato più potente di un suono. I due attori protagonisti non spiccano. Salma Hayek è fin troppo macchiettistica nel mettere in scena il personaggio di una specie di clochard; in lingua originale la sua pronuncia distoglie più volte l’attenzione dagli eventi su schermo. Unica a salvarsi è la giovane Nesta Cooper, interprete della figlia Emily. È commovente la sua ricerca verso il padre, unica persona a credere ancora nella figura di Greg.
Infine è da bocciare in toto la fotografia di Markus Förderer. Va bene l’utilizzo dei lens flare, ma è assurdo il fatto che nel secondo atto ce ne sia uno in ogni inquadratura. È palese il suggerimento di una realtà totalmente psichedelica, con l’arcobaleno che sottolinea il tutto. Tuttavia, anche qui, si pecca nel volere rimarcare troppo gli avvenimenti. Quasi come se si volesse imboccare lo spettatore che potrebbe non collegare i puntini e non comprendere il film: peccato che succeda l’esatto opposto.

 

TITOLO ORIGINALE: Bliss
REGIA: Mike Cahill
SCENEGGIATURA: Mike Cahill

INTERPRETI: Owen Wilson, Salma Hayek
DISTRIBUZIONE: Amazon Prime Video
DURATA: 103′
ORIGINE: USA, 2021
DATA DI USCITA: 05/02/2021

Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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