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Recensione film Psycho Goreman
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Psycho Goreman

Recensione del nuovo film diretto da Steven Kostanski, "Psycho Goreman" è una folle avventura splatter che diverte nella sua originalità.

Dopo aver dissotterrato una gemma che controlla un mostro malvagio che vuole distruggere l’universo, una giovane ragazza e suo fratello la usano per fargli eseguire i loro ordini.

 

Psycho Goreman è un film di quelli che non se ne fanno più. L’impressione durante i suoi 95 minuti è quella di star guardando una perla, un esperimento più unico che raro, figlio di una mente “malata” e stravagante come quella di Steven Kostanski.
PG non è un film, ma un vero e proprio figlio dei sogni più perversi del suo regista. Kostanski non è di certo noto per il suo lavoro dietro la macchina da presa, ma possiede dalla sua un curriculum di tutto rispetto tra il reparto trucco e gli effetti speciali. Per citare alcuni progetti Suicide Squad, Crimson Peak, It, ma anche Star Trek: Discovery e Hannibal.
Effetti speciali, non visivi, quelli realizzati praticamente con la qualunque utilizzando ingegno e manodopera. Psycho Goreman è questo. È un lavoro di artigianato di quelli che non se ne vedono più, che racconta una storia anche semplice, ma ne è consapevole e sceglie di farlo.

TANTA VOGLIA DI TROMA


Sin dalle prime battute si percepisce un alone particolare. Sedersi e vedere Psycho Goreman è come entrare in una macchina del tempo per andare indietro nel tempo di 15/20 anni e assistere a un film della Troma. La storia non è complicata: ci sono due fratellini che, giocando a “palla matta” (un gioco che è già cult), hanno ritrovato un alieno conquistatore di mondi esiliato millenni prima nel loro giardino.
Kostanski sfrutta a suo favore questa linearità di trama, che gli permette di svariare e inserire innumerevoli elementi superficiali, ma che arricchiscono il film e lo rendono unico. Psycho Goreman è un film assolutamente gore, come suggerisce anche il titolo. Lo splatter è una costante, così come anche i pochi personaggi umani in campo, che permettono di realizzare con poco budget sequenze esilaranti e folli.
La comicità raggiunge picchi molto elevati, grazie a una scrittura intelligente, che fa delle debolezze del film i suoi punti di forza. Ogni volta che ci si trova davanti a una forzatura, o ad una soluzione narrativamente pigra, viene tutto risolto con poche linee di dialogo che fanno spuntare un bel sorriso anche a chi era pronto a bocciare un film che non si prende assolutamente mai sul serio. E va bene così.

Psycho Goreman:The horrors you have just witnessed cannot be unseen. Your young minds will carry this until it consumes you in a miserable death.
Mimi:Cool.

ACTION GIRL


La protagonista del film non è il mostro citato nel titolo bensì una bambina. Mimi è un personaggio originalissimo. L’esordiente Nita-Josee Hanna è la grande sorpresa della pellicola. Sull’onda del #MeToo, la protagonista di Psycho Goreman è uno dei personaggi più tosti visti sul grande schermo. La giovane è la degna erede di personaggi del calibro di Sarah Connor o della principessa Leila, donne che si salvano da sole e prendono in mano la situazione.
La sua spalla, il fratellino Luke (Owen Myre), invece è un personaggio costantemente vessato e sovrastato dalla prepotente e dispotica sorellina. Il duo è protagonista di numerosissime gag e scene esilaranti, attraverso le brillanti trovate di sceneggiatura, e la contrapposizione con l’oscuro alieno PG.
Sono ben tratteggiati anche i personaggi dei genitori. Il padre in particolare rappresenta il classico immaturo con la sindrome di Peter Pan, che, però, dà continuamente suggerimenti sbagliati alla figlia. Le dinamiche tra i genitori sono ben accennate attraverso scene simpatiche e realistiche, che trovano la chiave nella pigrizia del padre.

ELEGIA DEL TRUCCO PROSTETICO


Sin dal trailer era chiaro come Psycho Goreman fosse un film a bassissimo budget. Infatti, quando la cinghia si stringe e le risorse sono limitate, vengono fuori le idee migliori. Bisogna pur dire che gli effetti visivi lasciano molto a desiderare per ovvi motivi, e in più di un momento c’è l’effetto Power Rangers. Tuttavia, questo lavoro grezzo non viene mai percepito come scialbo o approssimativo, ma anzi lo si prende come ingenuo, un accenno divertente consapevole di quel che è.
Kostanski mette in atto un’opera, con tutti i suoi difetti, originalissima. Attinge a piene mani da universi come Masters of the Universe, omaggiando quel mondo lì e quel cinema lì, fatto di pupazzoni e tanto amore. Le scene del meeting tra alieni (occhio alla scena mid-credit) sembrano uscire direttamente dalla cantina di Mos Eisley, in quanto Kostanski per questo film ha ideato più di quindici specie aliene differenti. Un lavoro di world-building ingenuo ma molto originale, che si distingue in un panorama di cose viste e riviste, e quasi meriterebbe un approfondimento, o quanto meno un’espansione di quell’universo.


Il voto assegnato a Psycho Goreman è da intendersi come un voto pieno. La fantasia e l’originalità del film rapiscono lo spettatore, che viene poi trascinato dalla divertentissima Mimi in un’avventura stravagante e inaspettata. Il finale è molto soddisfacente, in quanto oltre alla trama principale, presenta anche una certa evoluzione dei personaggi. Gli effetti visivi abbozzati vengono pienamente compensati da un trucco prostetico magnifico, delle sequenze gore che però divertono e non inorridiscono. Inoltre la sceneggiatura, nella sua semplicità, è ben curata e sostiene in toto il film nel suo essere.

 

TITOLO ORIGINALE: Psycho Goreman
REGIA: Steven Kostanski
SCENEGGIATURA: Steven Kostanski

INTERPRETI: Nita-Josee Hanna, Owen Myre, Matthew Ninaber, Steven Vlahos, Adam Brooks, Alexis Kara Hancey
DISTRIBUZIONE: Shudder
DURATA: 95′
ORIGINE: Canada, 2020
DATA DI USCITA: 20/05/2021

Giovane musicista e cineasta famoso tra le pareti di casa sua. Si sta addestrando nell'uso della Forza, ma in realtà gli basterebbe spostare un vaso come Massimo Troisi. Se volete farlo contento regalategli dei Lego, se volete farlo arrabbiare toccategli Sergio Leone. Inizia a recensire per dare sfogo alla sua valvola di critico, anche se nessuno glielo aveva chiesto.

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