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Where The Crawdads Sing – La Ragazza Della Palude

Una donna cresciuta nelle paludi del profondo sud diventa sospettata dell’omicidio di un uomo con cui una volta era legata sentimentalmente.

 

Where The Crawdads Sing è un thriller drama di Olivia Newman basato sull’omonimo romanzo di Delia Owens. Nonostante su Wikipedia la pellicola venga etichettata come “mystery”, la storia raccontata all’interno del film ha ben poco di misterioso. Si tratta di un film investigativo dove una giovane ragazza (Catherine Clark),”la ragazza della palude” così come viene etichettata da tutti durante l’intera durata del film, viene processata per omicidio. Il film, uscito a luglio, è tornato recentemente ad essere menzionato in quanto la canzone originale “Carolina” di Taylor Swift è stata candidata ai Golden Globe.
La vera domanda che occorre porsi però è: se da luglio ad ora questo film è stato menzionato raramente c’è un esatto motivo oppure i grandi critici del cinema si sono persi una pellicola di inestimabile valore? Spoiler: no, la pellicola si attesta sulla sufficienza. Anzi, se il finale non si fosse mostrato con continui flashforward e non avesse deciso di racchiudere, in quella velocità immotivata, anche un plot twist grande come una casa probabilmente la valutazione sarebbe anche più magnanima.
Da annotare tra i lati positivi che per una volta i titolisti italiani non fanno un brutto lavoro: il film arriva in Italia, infatti, con il titolo “La Ragazza Della Palude” e per una volta la connessione con l’opera originale è diretta e motivata. Poteva andare decisamente peggio.

In natura, l’unica costante è il cambiamento.

Il film, come detto, racconta la storia di Catherine “Kya” Clark (Daisy Edgar-Jones). La ragazza ha vissuto da sempre in una baracca, con la propria famiglia, in una palude del North Carolina. La violenza del padre costella l’infanzia della piccola che vede, pezzo dopo pezzo, la sua famiglia allontanarsi da lei: prima la madre, poi le sorelle ed infine il fratello. Rimasta sola (il padre se ne andrà a sua volta poco dopo), sopravvive vendendo cozze ad un piccolo mercato vicino alla palude. Una storia di stenti e che colpisce per la forza d’animo della giovanissima Kya, presa di mira dai servizi sociali che la vogliono allontanare dall’unico luogo che lei riconosce come casa, ma anche dai venditori che vorrebbero comprare il terreno che costeggia la palude (compresa quindi la sua baracca).
Kya cresce analfabeta, aspetto che la fa entrare in contatto con Tate (Taylor John Smith), un amico d’infanzia con il quale inizierà a stringere un legame sempre più profondo ed intimo.
Fino a questo punto del thriller sembrerebbe non esserci traccia. When The Crawdads Sing si compone di due linee narrative infatti: la prima è quella di cui si stava scrivendo, relativa al racconto della vita in solitudine (parziale) di Kya. Il secondo riguarda il presente dove la giovane è sotto processo per la morte di Chase Andrews (Harris Dickinson, recentemente visto in Triangle Of Sadness), un ragazzo con il quale Kya avrà ad un certo punto della propria vita una storia d’amore.

Io ho sempre vissuto a Barkley Cove. E, come voi, conosco le fandonie circolate sulla ragazza della palude. Si diceva che fosse per metà lupo. L’anello mancante tra la scimmia e l’uomo. Che al buio avesse gli occhi di fuoco. Be’, eccola qui. La realtà è che fu abbandonata da bambina. Dovette sopravvivere da sola nella palude, ingiuriata ed emarginata. Il signor James Madison e la moglie, Mabel, che oggi sono qui in aula, sono le uniche persone che si siano mai prese cura di lei. Noi altri…Mi vergogno a dirlo, ma l’abbiamo etichettata e respinta perché la credevamo diversa..

La valutazione, se così si vuole interpretare la sufficienza, sostanzialmente negativa è dettata dalla diversa tipologia di approccio in fase di scrittura relativamente al personaggio di Kya.
Il passato della ragazza riceve un particolare focus e molti dettagli vengono esposti con cura e attenzione. Kya non è solo analfabeta, ma si ritrova incapace di dare un peso ai propri sentimenti, alle proprie emozioni. Cresciuta in totale solitudine, affiancata da un padre violento e che la costringeva a stare segregata in casa senza poter avere contatti con altre persone, Kya è inebetita dal mondo esterno, incapace di sopportare il peso della grandezza della società moderna. La palude è il suo angolo di felicità, lì coltiva i propri hobby (etologia, dipingere, disegnare) che le permetteranno di aprirsi una strada verso un futuro più sereno, riuscendo ad accantonare un passato fatto di stenti e violenza.
Un futuro messo in discussione dal processo che sembra volerla descrivere come colpevole di un omicidio nei confronti di un ragazzo che nel film, senza nemmeno troppa fatica, viene descritto come il consueto bulletto di paese. When The Crawdads Sing abbraccia a piene mani svariati cliché del genere drama-teen: la presenza di un personaggio femminile indifeso; il bulletto che cerca di conquistarla; il principe azzurro che le sta accanto per “salvarla”; la fortuna che arriva all’improvviso dettata dalle doti nascoste della protagonista. È proprio il futuro, ossia gli avvenimenti successivi al processo, che fanno storcere il naso: nel giro di una manciata di minuti allo spettatore vengono lanciati addosso flashforward dopo flashforward e in pochissimo tempo lo spettatore si ritrova proiettato circa 30-40 anni dopo (imprecisa la collocazione temporale), con l’ingombrante plot twist che ribalta quanto mostrato nelle precedenti due ore e che viene malamente giustificato da frasi più adatte alle descrizioni delle foto di Instagram di qualche influencer rispetto alla sceneggiatura di un film (prodotto, tra gli altri, da Reese Witherspoon). Una storia che gioca tra cliché e stereotipi provando a presentarsi come thriller. Aspetto, quest’ultimo, di cui in certi momenti si fatica a ricordare tanta è l’attenzione per il passato di Kya: il corpo di Chase viene mostrato in apertura e poi tutto diventa offuscato, nascosto tra i ricordi di Kya e la torbida acqua della palude.

È sempre stato sufficiente far parte del corso naturale delle cose. Sicura come le maree, la natura è stata la mia guida. La palude conosce bene la morte. E non la considera per forza una tragedia. Di certo non la considera peccato. Sa che ogni creatura fa il necessario per sopravvivere. E che, certe volte, affinché una preda continui a vivere…il suo predatore deve morire. Ora io sono la palude. Sono una piuma di airone. Sono ciascuna delle conchiglie depositate a riva. Sono una lucciola. Ne vedrai a centinaia sfavillare negli angoli bui della palude. Ed è lì che mi troverai, sempre. Laggiù, in fondo. Dove cantano i gamberi.


Where The Crawdads Sing è un thriller blando, più interessato a raccontare il passato della protagonista che il crimine compiuto. Ed il passato, in realtà, viene raccontato anche con cura. Il problema resta nel fatto che la storia riguarda tutt’altro (un omicidio) e tutto ciò che viene mostrato, o comunque buona parte, poco serve ai fini ultimi della storia. Senza dimenticarsi delle banali giustificazioni con cui la pellicola cerca di chiudere prima dei titoli di coda. Nota a margine: molto più interessante approfondire la vita della scrittrice e zoologa, Delia Owens, implicata (in maniera indiretta) nell’omicidio di un bracconiere in Zambia nel 1995, ripreso da una troupe della ABC. Proprio nello Stato africano il suo ex marito e figliastro sono attualmente ricercati. La frase “certe volte, affinché una preda continui a vivere il suo predatore deve morire” assume tutto un altro peso in questo contesto.

 

TITOLO ORIGINALE: Where The Crawdads Sing
REGIA: Olivia Newman
SCENEGGIATURA: Lucy Alibar; soggetto Delia Owens
INTERPRETI: Daisy Edgar-Jones, Taylor John Smith, Sam Anderson, Harris Dickinson, David Strathairn, Michael Hyatt, Sterling Macer Jr., Logan Macrae, Bill Kelly, Ahna O’Reilly, Garret Dillahunt
DISTRIBUZIONE: Sony Pictures
DURATA: 125′
ORIGINE: USA, 2022
DATA DI USCITA: 15/07/2022

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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