George & Tammy 1×05 – 1×06 – Two Story House – Justified & AncientTEMPO DI LETTURA 4 min

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George & Tammy 1x05 recensioneÉ una serie molto particolare George & Tammy. E non ci si riferisce solo all’abbondante quantità di materiale cantato che caratterizza ogni episodio. Certo, come sottolineato nelle scorse recensioni, i brani che compongono la narrazione stessa possono risultare troppi per un pubblico non avvezzo alla componente musical e questo può già essere un elemento inibitorio nell’approccio alla miniserie.
Ma oltre le parti cantate, la difficoltà di visione di George & Tammy risiede anche in una complessità narrativa non indifferente che mette in scena una storia forte ed emotivamente complicata che non si presta certo ad una visione leggera e non impegnata.
Tuttavia, queste difficoltà appena descritte sono solo frutto di un primo approccio alla serie, mentre scompaiono del tutto appena ci si immerge maggiormente nella storia. Questo perché la serie creata da Abe Sylvia, episodio dopo episodio, sta consolidando la sua narrazione ad un livello egregio, trascinato dalle performance eccezionali dei due protagonisti Jessica Chastain e Michael Shannon. Un prodotto che vuole raccontare una storia potente e altamente malinconica che non può non lasciare un forte impatto emotivo nello spettatore. Elementi che nel complesso valgono la visione permettendo di soprassedere su qualche canzone di troppo.

PARABOLA DISCENDENTE


Dopo aver assistito all’ultimo atto discendente del matrimonio tra George e Tammy nello scorso episodio, “Two Story House” si concentra maggiormente sulla sua protagonista femminile, raccontando un altro capitolo della vita di Tammy Wynette magistralmente messo in scena da Jessica Chastain che, per l’occasione, sfoggia se possibile un’interpretazione ancora più elevata. Performance eccellente richiesta a gran voce dalla trama stessa che, infatti, inizia ad affrontare l’ennesima parte travagliata della vita della cantante.
A fare da contorno rimane sempre in primo piano l’amore che continua ad esistere tra George e Tammy. Nonostante il dolore ed un rapporto che non poteva più essere riparato, i due continuano ad essere legati l’uno all’altro da sentimenti troppo forti da spezzare. E qui la serie, insieme ai due attori protagonisti, svolge un lavoro sublime nel rappresentarne il rapporto, lasciando trapelare un sentimento di tristezza che si trasforma anche per lo spettatore stesso in rimpianto. Si, perché nonostante un George assolutamente da allontanare a causa dei suoi problemi di dipendenza e quella violenza sempre pronta ad emergere, il nuovo abisso fatto di prepotenza e abusi che si sta stringendo intorno a Tammy lascia nuovamente interdetti ed emotivamente svuotati.
“Two Story House” racconta infatti quello che è stato il quinto matrimonio della Wynette, questa volta con George Richey. Un rapporto malato, caratterizzato sin dall’inizio da ricatti, manipolazioni e perdita di sé stessi. Il primo sguardo all’abuso di farmaci perpetuato da Tammy in questo episodio è solo l’inizio di questa parabola che porterà la star sempre più a fondo.

George And Tammy 1x06 recensioneVITE DANNATE


Sulla falsariga del penultimo episodio si attesta anche il series finale, intitolato “Justified & Ancient”. Come il precedente, al centro della narrazione viene posta soprattutto Tammy, quella che, al contrario di quanto si poteva pensare ad inizio serie, è adesso quella più vicina “all’inferno” tra i due. Il tutto, nonostante non manchi un’attenzione particolare anche ai sempre presenti vizi di George.
Ma se mr. Jones riuscirà nel tempo a riportare sui giusti binari la propria vita, meno fortunata sarà la Wynette e la serie non manca sicuramente di mostrarlo. I problemi di salute di Tammy si protrarranno così tanto nel tempo da esacerbare la sua dipendenza da farmaci e farla cadere, a tutti gli effetti, nel tunnel della droga. Un precipizio che continuerà anche dopo il coma mostrato in questo episodio a cui la donna è scampata per miracolo.
A tal proposito, non si può non menzionare, ancora una volta, il superbo lavoro di Jessica Chastain che nel corso delle sei puntate ha dato vita ad una straordinaria Tammy Wynette, portando sullo schermo un personaggio a tutto tondo partito da quella donna piena di speranze e sogni del pilot, per poi discendere in un abisso fatto di rassegnazione verso tutti quegli aspetti andati male nella sua vita.

“WE’RE GONNA HOLD ON”


Nonostante George e Tammy non torneranno più insieme dopo il divorzio, il legame che ha unito questi due personaggi si è mantenuto vivo e profondo fino alla fine. La miniserie svolge un bellissimo lavoro nel confezionare il suo finale, mantenendo sempre al centro il rapporto tra i due che, seppur non sempre da giustificare nel corso della loro storia fatta di abusi e violenza, si chiude con una nota quasi “eterna”. Così come le loro canzoni rimangono ancora oggi vive nella storia della musica country, così lo show ha voluto concludere la sua narrazione con un momento di nostalgica intesa ed eterno sentimento, con l’applauso più grande che va ancora una volta fatto ai suoi interpreti principali.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Jessica Chastain fenomenale
  • Michael Shannon altrettanto ottimo
  • Una serie che ha saputo raccontare la parabola discendente di George e Tammy creando il giusto mix di successi lavorativi e drammi personali 
  • L’intero comparto tecnico 
  • Le troppe canzoni presenti possono frenare un po’ l’entusiasmo
  • Puntate troppo lunghe (quasi 60 minuti) per una narrazione lenta, seppur necessaria nell’impostazione del racconto 

 

George & Tammy è una serie a cui può risultare difficile approcciarsi ma che dopo una prima immersione lascerà lo spettatore colpito da un vortice emotivo non indifferente. E vale la pena sorbirsi qualche canzone di troppo per tale risultato. Intanto, il pubblico italiano potrà valutarlo di persona a partire dal 19 gennaio, quando la miniserie approderà su Paramount+.

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Nata con la passione per telefilm e libri, cresciuta con quella per la scrittura. Unirle è sembrata la cosa più naturale. Allegra e socievole finché non trova qualcosa fuori posto, il disordine non è infatti contemplato.
Tra una mania e l'altra, si fa carico di un'estenuante sensibilità che la porta a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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