Il sesto episodio della seconda stagione di Paradise, intitolato “Jane”, prova a dare un po’ di contesto alla trama. Si cerca, infatti, di dare un background a uno dei personaggi più inquietanti della serie, raccontando il passato di Jane.
Il risultato porta alcuni spunti interessanti, ma non mancano anche le ormai solite debolezze narrative che ne limitano l’impatto emotivo complessivo.
La puntata continua a costruire il puzzle della stagione, lasciando però ancora molte domande aperte, soprattutto su Alex, nonostante manchino appena due episodi alla fine di questo secondo ciclo.
BACKGROUND DI UNA PSICOPATICA
Il fulcro dell’episodio è senza dubbio Jane, la cui infanzia viene raccontata attraverso una serie di flashback. L’idea di contestualizzare la sua psicopatia è interessante e coerente con il tono della serie che ne racconta abusi, isolamento e un’inquietante profezia sulla sua nascita. Tutti elementi che contribuiscono a costruire una figura disturbante fin dall’inizio.
L’elemento sci-fi del messaggio ricevuto nel 1997 in cui si avverte che sta per nascere una killer, aggiunge un ulteriore livello di mistero, perfettamente in linea con l’universo di Paradise. Resta però da capire quanto questo evento sia collegato al presente e soprattutto ad Alex, se si tratta di una previsione, di un intervento nel tempo o di qualcosa di ancora più complesso.
Nonostante queste premesse, il racconto del passato di Jane risulta meno incisivo rispetto ad altri archi narrativi della serie. In particolare, non raggiunge la profondità emotiva dei flashback della scorsa stagione dedicati al passato dell’agente Billy Pace, che riuscirono a coinvolgere molto di più lo spettatore.
Qui, invece, la costruzione del personaggio appare a tratti più superficiale e in linea con l’intera costruzione stagionale.
ALTA TENSIONE, MA SVILUPPI PREVEDIBILI
Nel presente, la tensione resta elevata ma con alcuni sviluppi prevedibili. Il tradimento di Gary, ad esempio, era stato ampiamente anticipato dal finale dello scorso episodio e anche la sua costruzione non è risultata coinvolgente.
Ma in realtà, è tutta la parte inerente Xavier a non entusiasmare in questa stagione. Il protagonista della scorsa annata continua, infatti, a essere messo da parte e anche il ricongiungimento con la moglie Teri risulta approssimativo, senza una reale costruzione. Si spera che questo incontro porti finalmente ad una svolta anche per il character interpretato da Sterling K. Brown.
Nel bunker, la situazione narrativa non è comunque migliore. Sinatra riprende il controllo, ma senza una vera controparte capace di metterla in difficoltà. Questo è uno dei problemi principali dell’episodio, ma anche di tutta la stagione. La mancanza di Xavier nel bunker si sente anche qui, con Sinatra che perde il suo impatto anche per l’assenza di qualcuno che la bilanci davvero. Tutti gli altri personaggi che le gravitano intorno, infatti, non riescono a reggere il peso narrativo.
Il rapporto tra Sinatra e Jane rischia di diventare ripetitivo, oltre a non apportare un concreto sviluppo a causa della natura irrazionale dell’agente.
Gabriela, invece, che dovrebbe rappresentare un contrappeso in queste dinamiche, non riesce a svolgere il ruolo. Anzi, la sua scelta di affrontare Jane direttamente risulta poco credibile e decisamente ingenua e insensata.
Rimane inoltre ancora da chiarire il mistero intorno ad Alex, che continua a essere uno degli elementi più intriganti della stagione. La sua connessione con Jane, Sinatra e gli eventi del passato potrebbe rivelarsi cruciale per il finale. Sperando solo che la costruzione ne sia degna.
THUMBS UP 👍
- Il passato di Jane
- Nuovi input riguardo ad Alex
- Xavier e Teri insieme: si spera in risvolti interessanti per la trama
THUMBS DOWN 👎
- Sinatra meno incisiva senza un vero antagonista
- Xavier ancora ai margini
- Il tradimento di Gary atteso e quindi senza un vero impatto
- Continuano le scelte poco credibili dei personaggi







