Superato metà percorso (la serie è composta da sei episodi totali) Portobello continua la sua narrazione accurata del caso giudiziario che dal 1983 coinvolse il presentatore Enzo Tortora.
Dopo un terzo episodio che si è concentrato maggiormente sulla figura umana del presentatore, la puntata in oggetto riprende a dialogare su due strade parallele. Da un lato si mantiene intatto il senso umano di Tortora, mentre dall’altro emerge in maniera più convinta la ragione dei magistrati, persuasi da una storia ricamata ad arte per autodifesa da parte di sempre più affiliati.
Enzo Tortora: “Gesù Cristo, rivolgendosi al Padre, credo quando era sulla croce, dice ‘Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno’. Ma i miei giudici sanno perfettamente quello che stanno facendo. Quindi io non li posso perdonare.”
L’UOMO E IL POLITICO
Il quarto episodio segna un cambiamento fondamentale in questa storia giudiziaria. A partire dai primi minuti della puntata, che riportano lo spettatore al 1984, quando Tortora ottenne, dopo cinque mesi passati in carcere, gli arresti domiciliari.
Ancora una volta, la regia di Marco Bellocchio è suprema nel raccontare il viaggio, questa volta verso casa. Le inquadrature attraverso le sbarre del van della polizia mentre attraversa Milano valgono da sole più delle parole, accompagnate dai gesti di uno straordinario Fabrizio Giufini.
E proprio l’attore romano, senza sorprese, si sta rivelando ancora una volta la marcia in più della serie. Un’interpretazione profonda e reale che traspare oltre che dalle parole, dai momenti di silenzio coadiuvate dalle inquadrature intime della regia. Emblematiche, da questo punto di vista, le scene dell’interruzione della visita medica e del trasporto in ambulanza, che sottolineano la dignità di Tortora in una situazione che cerca invece di privarlo di essa.
Gli arresti domiciliari, quindi, donano un respiro più familiare alle dinamiche di Tortora, dall’incontro con Francesca e le figlie, fino alle scene intime della famiglia riunita nel vedere Sanremo. Altro elemento, questo, utile anche a marcare il contesto storico dei fatti.
La seconda parte di episodio, però, inizia a raccontare un altro evento fondamentale della vicenda, ossia la candidatura e la conseguente elezione di Enzo Tortora come eurodeputato nelle liste del Partito Radicale. Un evento che, nei prossimi episodi, porterà conseguenze anche nella gestione delle accuse.
IL FONTANA DI ALESSANDRO PREZIOSI
Chi ha ascoltato il Podcast di Recenserie nella puntata dell’intervista ad Alessandro Preziosi avrà, nella visione del suo personaggio, avuto quegli input in più raccontati dallo stesso attore.
Questa quarta puntata regala uno sguardo un po’ più accorto alla figura del giudice Fontana, alle prese con sempre più testimonianze contro Enzo Tortora. A tal proposito, la richiesta di protezione di Andrea Villa è emblematica, con l’ennesimo affiliato che si appoggia alla storia costruita su Tortora per un proprio tornaconto.
La serie cerca di costruire in maniera tangibile l’accusa con lo scopo di creare una reale partecipazione nello scontro tra Tortora e Fontana. Come analizzato dallo stesso Preziosi nel podcast, l’escalation di nervi di Enzo Tortora durante il “confronto” con i suoi accusatori, diventa un’arma a doppio taglio per il presentatore. Il tutto mentre la figura di Fontana, più accademica e priva di emozioni, acquista quella concretezza necessaria per giustificare il suo ruolo e la sua condotta.
Un insieme di elementi che riescono ad emergere al meglio soprattutto per le ottime interpretazioni degli attori. Si è già detto di Giufini, sempre eccellente e capace di dare una profondità reale al suo personaggio. A bilanciare, c’è anche il lavoro di Preziosi, interamente immedesimato in un personaggio che lo stesso attore ha ammesso di aver studiato in maniera approfondita anche grazie ad una conoscenza antica di famiglia con il vero Fontana e con i fatti del caso Tortora.
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Portobello continua a mostrare le sue qualità attraverso un racconto reale che unisce la parte umana con quella giudiziaria in un bilanciamento perfetto. HBO Max Italia non poteva esordire in un modo migliore.


