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Snowfall 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 5 min

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Snowfall 1x01 - Pilot

“We’re making no excuses for drugs—hard, soft, or otherwise. Drugs are bad, and we’re going after them. As I’ve said before, we’ve taken down the surrender flag and run up the battle flag. And we’re going to win the war on drugs.”
[Mrs. Reagan, Radio Address to the Nation on Federal Drug Policy. 2 ottobre 1982]

George H. W. Bush non fu il primo Presidente a sfruttare apertamente nella propria presidenza il lemma war on drugs (coniato anni prima da Nixon durante una conferenza stampa), ma fu il suo predecessore e “maestro spirituale” Ronald Reagan ad utilizzare quella determinata tematica per cavalcare l’opinione pubblica ed ottenere un valido riscontro popolare negli USA. La stessa First Lady, Nancy Reagan, si prestò a simbolo di una campagna pubblicitaria (spinta dallo slogan “Just Say No”) per scoraggiare i più giovani nell’utilizzo di sostanze illegali.
Gli USA degli anni ottanta si ritrovano in una situazione non completamente distesa in campo economico: la crisi energetica del 1979 aveva comportato una breve ma intensa recessione per l’anno seguente; l’elezione di Reagan e l’introduzione delle sue politiche negli anni 1981-1982 trascinarono gli Stati Uniti nella peggiore recessione dai tempi della Grande Depressione che vede la propria risoluzione solo nei sei anni successivi (1982-1988). Dal punto di vista sociale, le recessioni hanno comportato un aumento vertiginoso della disoccupazione e dell’inflazione a cui si pose rimedio verso il 1983 quando entrambi i dati presero a calare di diversi punti percentuale.
Questa, seppur abbozzata, rappresenta la descrizione del contesto nel quale la nuova serie FX, Snowfall, viene calata. Per la precisione il pilot sceglie come inizio della propria narrazione il 14 giugno 1983. L’evocativo nome della serie fa riferimento all’ascesa della cocaina (e dell’epidemia del crack nello specifico) nel tessuto sociale delle grandi metropoli americane, dove comportò l’incremento di reati violenti.
Ma Snowfall non rappresenta l’unica serie che prende in esame questi specifici temi e questo determinato periodo: il ben più conosciuto Narcos analizza il contrasto tra le autorità colombiane e la DEA verso il cartello di Medellín e Pablo Escobar. Tutti questi punti di vista differenti (Snowfall al suo interno ne conta addirittura tre) permettono l’ampliamento del caleidoscopio culturale che ha come oggetto la comparsa del crack e la diffusione della cocaina negli anni ’80: Narcos si pone a monte, cercando di analizzare la figura di Pablo Escobar e lo spaccio all’ingrosso, mentre Snowfall predilige una narrazione con quadro leggermente più stretto andando a cercare i protagonisti della propria triplice storia all’interno dei sobborghi.
La serie è infatti strutturata su tre piani narrativi che al momento viaggiano paralleli senza nessun contatto diretto (anche se alcuni elementi accessori sembrano coincidere tra ramo e ramo): il principale vede come protagonista il giovane Franklin (interpretato da Damson Idris), un ragazzo del ghetto deciso ad entrare nel giro dello spaccio per poter guadagnare denaro sia per sé, sia per sua madre; il secondo ha come soggetto principale l’agente della CIA Teddy McDonald, la cui storyline potrebbe coprire un duplice ruolo: concedere allo spettatore un punto di vista alternativo della questione droga (in contrasto con quello di Franklin) e mostrare una sorta di redenzione da parte del personaggio sfruttando questa fantomatica war on drugs; il terzo ramo della narrazione e per ora quello meno coinvolgente (colpevole anche il ristretto minutaggio che sembra essergli affibiato) è quello riguardante il luchadores Gustavo “El Oso” Zapata.
Nel giovane Franklin si potrebbe già riscontrare la futura patologia Vic MackeyWalter White: il suo voler entrare in affari per poter guadagnare ed aiutare la madre potrebbe sostituirsi in futuro con un desiderio ben diverso facendo poi giungere il giovane ragazzo alla conclusione “I did it for me“. Questa ridondanza (o richiamo) non fa risultare la storia del personaggio meno coinvolgente, anzi, spinge lo spettatore a seguirlo passo dopo passo per cercare di comprendere dove esattamente questo percorso porterà Franklin. Il prodotto è di pregevole fattura, così come la recitazione che si attesta su dei buoni livelli. Fatta esclusione per la porzione di trama riguardante El Oso, in questo pilot la meno incisiva dal punto di vista della caratterizzazione.
Le musiche rappresentano un altro punto di forza all’interno dello show: considerato che gli anni ottanta negli USA rappresentano l’adolescenza della musica hip-hop/rap si potrebbe pensare che le soundtrack puntino al monotematico dirigendosi in questa direzione. Si farebbe un grosso errore, però, visto e considerato quanto sia ampia la gamma musicale che Snowfall decide di mettere in gioco: si spazia dall’hip-hop con i Newcleus al synth pop di Gary Numan, dalla celeberrima canzone di Nina Simone al R&B di Donny Hathaway.
Pur partendo in maniera parallela le tre trame sembrano presentare diversi punti di convergenza che è facile prevedere essere le chiavi di volta che potranno dare una valutazione meglio definita per questo show che alla premiere non sfigura.
Snowfall è la creatura di John Singleton, regista di Baby Boy e Rosewood che, dopo aver aspramente criticato gli studios nel 2014 (“They ain’t letting the black people tell the stories“), sembra essersi ritagliato la propria opportunità televisiva per poter finalmente raccontare una storia. E si tratta di una storia dal potenziale enorme se correttamente sfruttato. Una storia che per struttura, conformazione e tematica si avvicina molto al recente vincitore dell’Oscar, Moonlight. Un paragone azzardato? Forse, trattandosi di un pilot, ma la potenza della tematica c’è ed è assordante. Tutto starà in Singleton e nella sua capacità di mettere su pellicola questa potente storia.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Suddivisione della trama
  • Damson Idris/Franklin Saint
  • Le musiche che accompagnano la narrazione
  • Non una banale Los Angeles degli anni 80 da cartolina
  • Un’ora di pilot non pressante
  • El Oso con annessa porzione di trama

 

Snowfall rappresenta un prodotto di pregevole fattura che pur presentando qualche piccola sbavatura o mancanza riesce a tenere incollato lo spettatore durante la visione. Considerato l’argomento trattato questo risulta essere un notevole punto a favore.

 

Pilot 1×01 ND milioni – ND rating

 

 

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal.
Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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