Heated Rivalry arriva in Italia, su HBO Max, preceduto da una polemica sul doppiaggio (di cui si è parlato qui). Per questo, è al momento disponibile solo in versione originale coi sottotitoli.
“L’accesa rivalità” di cui la serie tratta è quella fra Shane Hollander e Ilya Rozanov, giovani promesse dell’hockey su ghiaccio.
I due si muovono fra gli Stati Uniti e il Canada, terre dove questo sport è molto seguito e praticato. Particolarmente, in Canada è sport nazionale. Per entrambi, quindi, si apre un mondo di grandi guadagni, celebrità mediatica e sponsorizzazioni prestigiose.
Qui si notano subito le differenze. Shane ha alle spalle una famiglia partecipe, con la madre che gli fa da agente. Sempre da parte di madre, ha una vena di sangue asiatico che, agli occhi degli sponsor, fa chic.
Ilya, invece, è russo. La famiglia lo contatta solo per chiedergli soldi, sempre più soldi.
I DON’T WANNA WAIT FOR THIS LIFE TO BE OVER…
Tra i due nasce una relazione. La sequenza del loro primo incontro sessuale occupa una buona percentuale della prima metà di questo pilot. La cosa viene etichettata dai due come “solo sesso“, c’è pure un’immagine pubblica da mantenere.
Però i due, almeno nell’intimità, si trattano con un livello medio di gentilezza e rispetto. Questo fa ben sperare per il futuro. Altro, per ora, non si può dire.
Nell’ormai lontano 1999, un rapporto gay con tanto di bacio entrò nelle trame di Dawson’s Creek. All’epoca fu un notevole atto di audacia, oggi non fa più scalpore. La differenza che colpisce, comunque, è quella fra le coloratissime immagini di Capeside, immerse nella natura e gli ambienti di Heated Rivalry, dove dominano grigio e toni scuri.
SOTTO VUOTO SPINTO
Differenza ancor più fondamentale: in Dawson’s Creek i personaggi parlavano fin troppo, analizzando e spiegando ogni cosa. Qui i dialoghi sono ridotti all’osso e riguardano solo banali punti pratici. Il tutto crea un effetto di ambiente asfittico, “sotto vuoto spinto”.
Chi scrive non ha letto il romanzo Game Chargers di Rachel Reid, né il suo seguito, appunto Heated Rivalry, da cui la serie è tratta. Quindi non sa come si svilupperà l’attrazione dei due giovani, né se il loro sentimento farà breccia nell’ambiente all’apparenza impenetrabile in cui vivono.
Intanto, i due giovani interpreti Hudson Williams e Connor Storrie si muovono bene su questo terreno delicato. Proprio il buon lavoro fatto da Storrie, con quell’accento russo a dare colore e sapore specifico al personaggio, è stato al centro delle polemiche di cui si trattava all’inizio della recensione.
COMPRIMARI DI LUSSO
Per i due ragazzi si tratta del primo ruolo di spicco. Dato che HBO trasmette le gare dei giochi olimpici di Milano Cortina, hanno anche avuto il piacere e l’onore di fare i tedofori in Italia.
Accanto a loro nella serie, comunque, ci sono volti più noti come François Arnaud e Dylan Walsh. Il primo interpreta il veterano dell’hockey Scott Hunter, mentre l’altro si cala nel ruolo del padre di Shane.
Entrambi i personaggi sembrano avere ancora molto da dire nel proseguimento della miniserie. Il primo, per ora, si è presentato come “bel tenebroso”, pronto a fare da mentore ai più giovani in diversi campi. L’altro gioca sulla sua avversione alle moderne tecnologie. Si vedrà.
La storia, d’altronde, è iniziata nel 2008 e promette, saltando qualche mese ogni tanto, di dipanarsi nel corso degli anni.
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
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Il lavoro fatto dallo showrunner e sceneggiatore Jacob Tierney sul materiale cartaceo rende la serie non particolarmente accogliente per lo spettatore, almeno al primo impatto. Non c’è niente di colorato, né di dolce o di sognante. Anche i frequenti salti temporali contribuiscono all’impressione generale di freddezza.
La stessa compattezza e asciuttezza della narrazione, però, porta a seguire gli sviluppi e ad interessarsi alla vicenda. Dopo avere visto il solo pilot, è ancora presto per dire come giungeranno a conclusione le premesse, il voto è quindi interlocutorio.


