Motorvalley 1×01 – Episodio 1TEMPO DI LETTURA 3 min

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Motorvalley 1x01 recensioneIl regista Matteo Rovere e la sua casa di produzione Groenlandia tornano in Emilia-Romagna per parlare di storie che mescolano benzina e buoni sentimenti.
Motorvalley, nuova miniserie italiana targata Netflix, sembra essere in effetti quasi una sorta di remake non dichiarato di Veloce Come Il Vento, pellicola di ormai quasi dieci anni fa ambientata nello stesso universo narrativo dei motori italiani e con tematiche pressoché simili.
Ovviamente ci sono delle differenze fra questo nuovo prodotto e il film del 2016, anche se l’obiettivo di base rimane il medesimo: raccontare storie di outsider che si giocano tutto sul circuito di gara.

SOAP OPERA FRA I MOTORI


I co-protagonisti di questa serie, che fin da subito si caratterizza come “corale”, sono Elena Dionisi (Giulia Michelini), Blu Venturi (Caterina Forza) e Arturo Benini (Luca Argentero).
La prima è l’erede di un’importante casa automobilistica che da anni partecipa al campionato Gran Turismo. Purtroppo, a causa di alcune divergenze con il resto della famiglia, è di fatto estromessa dalla direzione di questa. Dovendosi creare perciò una scuderia tutta sua, decide di puntare su Blu, una ragazza problematica, appena uscita dal carcere minorile, che però si dimostra molto abile al volante. Insieme, un ex-pilota, Arturo, anche lui caduto in disgrazia che ora si trova a fare l’istruttore di go-kart ai ragazzini.
L’episodio ovviamente si concentra sul background di questi tre co-protagonisti che, loro malgrado, devono lavorare assieme per potersi riscattare sulla pista di gara ma anche (e soprattutto) sulla vita. Si delinea dunque un certo tipo di trama orizzontale in cui i personaggi si scopriranno uniti non solo da un semplice legame professionale ma anche umano.

BUONA PARTENZA MA PERICOLI IN CURVA


Come pilot “Episodio 1” fa certamente bene il suo lavoro. I rapporti fra i tre sono perfettamente delineati, come anche le motivazioni che li spingono a collaborare nonostante una certa diffidenza iniziale. Forse anche un po’ troppo dal momento che lo show presenta i soliti problemi tipici delle serie di Netflix: molti (troppi) dialoghi esplicativi. Questi tolgono tutta la componente di suspense e di sorpresa che lo show dovrebbe comportare. Perfino la scena finale che rivela un ulteriore dettaglio del legame fra Arturo e  Blu appare, alla luce dell’intero episodio, esagerata e non troppo in linea con tutto il resto. Molto “soap-opera” ma poca sostanza insomma.
In generale, i personaggi si salvano soprattutto per via della loro naturale “simpatia” (soprattutto il personaggio di Argentero) che unita alla cadenza romagnola (più o meno riuscita a seconda degli interpreti in realtà) fa sì che il tono generale dello show non sia troppo pesante nonostante la drammaticità. Tuttavia, questo crea anche poca credibilità per quanto riguarda la trama orizzontale. Momenti “comici” e drammatici si alternano senza una continuità chiara, cosa che invece c’era, per esempio, nella pellicola del 2016 da cui prende spunto.

CONCLUSIONI


Spesso la trama sembra adagiarsi fin troppo sugli allori di un cast che, in generale, appare ottimo e sulla regia pazzesca di Matteo Rovere che riesce ad inserire sequenze di guida “à la Fast and Furious all’interno dei centri storici italiani. Cosa che, va detto, non è da tutti, e che rappresenta il vero punto di forza dello show.
Ma basterà questo, alla lunga, a rendere Motorvalley una buona serie? Per il momento la trama appare ancora fin troppo raffazzonata e sempliciotta per poter risultare interessante. Certamente bisognerà vedere il resto degli episodi per capire come si evolverà la serie.
Si può però tranquillamente affermare che è molto consigliata per gli amanti dei motori e della velocità sul piccolo e grande schermo essendo, da questo punto di vista, quasi un unicuum nel panorama seriale italiano.

 

THUMBS UP 👍THUMBS DOWN 👎
  • Sequenze di guida 
  • In generale ottima regia
  • Cast
  • Sceneggiatura che poteva osare un po’ di più
  • In generale tutto molto prevedibile e raffazzonato
  • Dialoghi esplicativi everywhere

 

Nonostante un inizio non proprio promettente, Motorvalley conferma la volontà del regista Matteo Rovere e di Groenlandia di voler sperimentare con storie “adrenaliniche” e con personaggi outsider che non si vedrebbero altrimenti in altri prodotti italiani. Basterà questo a renderla un buon prodotto seriale? Difficile dirlo, ma intanto si può godere di particolari “tour” all’interno dei centri storici romagnoli a tutta velocità. Il che non è poco.

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Dottor Jekill

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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