| Il giovane William Shakespeare, molti anni prima di diventare il famoso bardo, si innamora di Agnes Hathaway mentre lavora come tutore per saldare i debiti di famiglia. Da lì a poco si sposerà e costruirà la sua famiglia ma per seguire la sua vocazione letteraria compirà delle scelte che avranno un notevole impatto sulla sua vita |
Arriva nelle sale uno dei film più attesi dell’anno che ha avuto notevoli riscontri oltreoceano e che segna una prova del fuoco per quella Chloé Zhao che aveva fatto un mezzo passo falso con Eternals, film MCU del 2021 non andato benissimo anche perché considerato “sbagliato” anche per la sua vocazione autoriale nonostante l’intento strettamente commerciale che ricopriva.
La regista cinese si misura con Shakespeare e, appoggiandosi al romanzo omonimo di Maggie O’Farrell, offre uno squarcio molto interessante e intenso della vita del bardo di Stratford-upon-Avon, soprattutto legato sugli anni perduti che vanno dal 1582 (quando conosce Agnes) alla prima messa in scena dell’Amleto intorno al 1600-1602.
“Keep your heart open”
“Will: Do you know the story of Orpheus and Eurydice? Orpheus is a man of music. He has this exquisite voice. His playing of the kithara, which is a… is-is a harp-like lyre, is so divine, birds, the… the beasts, e-even the stones and the trees, they all moved to the rhythm of his music. Now, Orpheus falls in love with this beautiful nymph, Eurydice. Soon after their marriage, Eurydice’s bitten by a viper and poison courses through her body, and she’s killed. And Orpheus, filled with grief, journeys to the underworld to take her back. He charms this three-headed dog, Cerberus. He beguiles Hades until finally… he’s allowed to take his love back with him to the world of the living but… under one condition.
Agnes: What is it?
Will: She must follow behind him, and he must not turn around to look at her. Now, as they begin their ascent, Orpheus can’t hear her footsteps, so he listens… and listens and listens and listens. But all he can hear is the sound of his heartbeat. And the rest is silence. And as he approaches the gates of the underworld… he can’t contain himself any longer. He turns around to look at her, and she is… trapped in the underworld forever.”
L’INDAGINE DELLA NATURA UMANA PIU’ PROFONDA
Esiste una sterminata filmografia legata a William Shakespeare e alle sue opere. Anche la sua vita è stata raccontata e romanzata per tentare di coglierne la sua natura così sfuggevole e controversa. Nonostante se ne parli da secoli e rappresenti uno degli apici della letteratura mondiale, non si sa molto della vita del bardo. Di lui ci sono pochissimi riferimenti biografici e uno di questi sembra essere la morte del suo unico figlio Hamnet nel 1596. Il romanzo che fa da ispirazione al film racconta di come questa morte sia strettamente legata alla scrittura della sua opera più famosa. Quell’Amleto citato e noto praticamente a tutti, alla base all’idea di un certo teatro con cui si cresce e con cui ci si deve confrontare prima o poi. Ad inizio film, infatti, viene dichiarato come i due nomi (Hamnet e Hamlet) sia perfettamente interscambiabili in quel periodo.
L’idea della Zhao è quella di usare queste poche informazioni per costruire una narrazione a tratti onirici e a tratti cruda e realistica, usando le molteplici anime dell’autore inglese. Tutto questo usando non tanto il punto di suo punto di vista ma quello della moglie Agnes, che vive una vita in parallelo al marito fatta di quella quotidianità molto pagana della campagna inglese che risulta essere sempre stata stretta a William.
La tragedia vissuta, preceduta da un percorso evolutivo della coppia che deve confrontarsi con una realtà molto spesso avversa alle loro inclinazioni naturali, viene raccontato con un lungo processo di suggestione alle opere stesse dell’autore, confermando come Shakespeare abbia considerato un tutt’uno la sua vita reale e interiori, mero strumento per andare a esplorare e indagare la natura controversa dell’animo umano.
Tanto da rendere necessario usare la tragedia stessa come strumento per elaborare un lutto inenarrabile, in un processo di catarsi (per William) e di comprensione del marito (per Agnes) che erano arrivati a non sentirsi tra di loro, proprio perché persi nella loro ricerca interiore di senso e di equilibrio in un mondo che avevano sempre sentito distante ma che li aveva fatti comunque incontrare.
LA NOMINATION CI STA
La messa in scena è semplicemente perfetta ed estremamente bilanciata nel saper dosare tutte le suggestioni dell’opera omnia del bardo. Le musiche e la fotografia colgono le diverse sfumature degli ambienti e dell’animo dei personaggio, avendo sempre una chiara idea di dove piazzare la telecamera e quindi l’attenzione, conscia e inconscia, dello spettatore. Arrivare a commuoversi per la presa di coscienza e di consapevolezza di Agnes che, come lo spettatore, di fronte allo spettacolo della rappresentazione (delle passioni della vita), viene colpita nell’essenza primigenia dell’animo umano.
Non importa quindi dare una comunicazione diretta delle cose, quasi dichiarata (cosa che lo stesso Shakespeare fatica a dire per tutto il film) ma a mostrarlo in scena, come dovrebbe essere il cinema nella sua essenza. Il tutto secondo la massima legge della comunicazione “mostra, non dire”.
Qui la regista ce lo mostra e quelle mani protese verso il principe morente non fanno altro che confermare questo. Non servono parole. Solo geti che riassumono quello che si sente quando si viene toccati nel profondo.
Menzione d’onore agli attori protagonisti (Jessie Buckley e Paul Mescal), tremendamente in sintonia. Soprattutto il ritratto di Agnes è centrale per la comprensione del mondo che gira intorno alla figura di William Shakespeare
Il consiglio finale non può altro che essere di andare a vedere questo vero e proprio spettacolo emozionale, che ha la sola necessità di toccare le corde più profondo dell’animo umano in molte delle sue sfacettature, come ogni opera d’arte e d’ingegno avrebbe l’ardine di raggiungere.
| TITOLO ORIGINALE: Hamnet REGIA: Chloé Zhao SCENEGGIATURA: Chloé Zhao, Maggie O’Farrell INTERPRETI: Jessie Buckley, Paul Mescal, Emily Watson, Joe Alwyn DISTRIBUZIONE: Cinema DURATA: 126′ ORIGINE: Regno Unito/USA, 2025 DATA DI USCITA: 12/12/2025 (USA), 05/02/26 (Italia) |



