Star Trek: Strange New Worlds 3×06 – The Sehlat Who Ate Its TailTEMPO DI LETTURA 5 min

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Star Trek Strange New Worlds 2x06 Strange New Worlds è a tutti gli effetti un prequel della serie classica. E di conseguenza può beneficiare del vantaggio di tutti i prequel cronologicamente molto vicini all’opera originale, ossia la possibilità di presentare i personaggi già noti al pubblico (e magari molto amati) in vesti diverse, in versioni più giovani e ancora in divenire. Lo si sta facendo fin dalla prima puntata con Spock, e lo si inizia a fare timidamente anche con James T. Kirkquel Kirk, il primo capitano nella storia di Star Trek (Pike dell’episodio pilota “The Cage” non conta).
Kirk è già apparso in passato in Strange New Worlds, ma è solo in questo episodio dal titolo incomprensibile se non si conosce la cultura vulcaniana che finalmente vediamo quello che è destinato a essere: un capitano fiero, pronto a prendere decisioni difficili, ma non per questo privo di umanità o di difetti. E chissà che la serie non ci riservi altre sorprese, in questa stagione o nelle due a venire.

IL CAPITANO CHE HA DA VENIRE…


Sulla carriera di Kirk prima di comandare la USS Enterprise, nella serie classica almeno, si sapeva molto poco. E una delle poche cose note era l’incidente della USS Farragut, cui si accennava nell’episodio “Obsession”. Da qui gli autori di Strange New Worlds hanno deciso di partire, offrendo finalmente agli spettatori vecchi e nuovi il racconto della prima vera crisi che Kirk ha dovuto affrontare da capitano. Più o meno. Diciamo più da facente funzione di capitano, perché il comando sulla carta spetta ancora alla capitana V’Rel.
Il ritratto di Kirk offerto dall’episodio è quello di un giovane ufficiale risoluto, capace di prendere in mano la situazione nei momenti difficili, ma ancora con tutte le asperità di carattere che solo l’esperienza del comando potranno smussare. Si sarebbe potuto puntare su un Kirk già caratterialmente ben definito, clone del personaggio visto nella serie classica (che a dirla tutta oggi risulta pure un po’ anacronistico), e invece quello che vediamo in “The Sehlat Who Ate Its Tail” deve fare i conti anche con le difficoltà del comando, con le esitazioni, con le titubanze inevitabili in un ufficiale che sta ancora muovendo i primi passi della sua carriera.
Menzione d’onore alle scene che vedono Kirk interagire per la prima volta con Spock e con Scotty. Sono pochi istanti, ma chi è cresciuto con la serie classica non potrà non commuoversi al pensiero che questo è l’inizio di una lunga amicizia che avrà modo di crescere, maturare e solidificarsi.

… E IL CAPITANO ATTUALE


Qualche recensione fa ci si era lamentati della scarsa centralità di Pike, ormai ridotto sullo sfondo a favore di altri personaggi, pur meritevoli di attenzione. In questa puntata, invece, l’attuale capitano dell’Enterprise torna al centro della scena, e non è un caso che avvenga proprio quando si dà tanto spazio a Kirk.
I due comandanti, il vecchio e il nuovo, l’attuale e il futuro, sono fianco a fianco nel risolvere la crisi della Farragut e questo permette di attuare un interessante confronto tra i due. Spesso i fan si sono chiesti come sarebbe andata la serie classica se Pike fosse rimasto nello show, e Strange New Worlds sta dando risposta a questo interrogativo; ma adesso possiamo avere anche un assaggio di come sarebbe andata se Pike e Kirk avessero condiviso le luci della ribalta.
C’è da dire che Pike non ruba mai la scena a Kirk, quasi fosse consapevole che un domani dovrà passargli il testimone come protagonista. “The Sehlat Who Ate Its Tail” è tanto più apprezzabile proprio perché riesce a dosare bene i due personaggi, senza che l’uno sovrasti l’altro.

NEMICO INASPETTATO


Pregevole, infine, nell’episodio è il colpo di scena finale: dopo aver affrontato per un’intera puntata un nemico sconosciuto, apparentemente distruttivo e degno di essere annientato, si scopre che non si tratta dell’ennesima specie aliena sanguinaria, come i Klingon o i Borg, ma di altri esseri umani. Scappati dalla Terra secoli or sono, dopo la terza guerra mondiale, particolare che permette di collegare ancora una volta Strange New Worlds a un pezzetto della lore tante volte evocato ma mai realmente approfondito.
Paradossalmente, è proprio nella chiusura che “The Sehlat Who Ate Its Tail” mostra la sua pecca più grossa, ossia una certa ipocrisia di fondo. Finché il nemico non è identificato, il suo annientamento viene presentato come qualcosa di necessario e auspicabile, come se il genocidio di una specie aliena sconosciuta fosse una cosa positiva. Ma appena si scopre che si tratta di esseri umani, apriti cielo! Subito dilemmi morali, pentimenti, toni cupi a destra e a manca. Questo non è lo Star Trek a cui siamo abituati, la serie che cercava di normalizzare il diverso, non di usare due pesi e due misure a seconda della specie che si ha di fronte. Ma forse questa morale facilona è il prezzo da pagare per avere una space opera “seria” negli anni ’20 del XXI secolo, in cui sembra che lo spazio per le sottigliezze e i drammi della serie classica non possano trovare spazio.

 

THUMBS UP 👍 THUMBS DOWN 👎
  • Un episodio dedicato finalmente al giovane James T. Kirk alla sua prima esperienza di comando
  • I primi confronti di Kirk con Spock e con Scotty, futuri compagni di mille avventure interstellari
  • Pike torna al centro della scena, fianco a fianco con Kirk
  • Il colpo di scena sull’identità dei nemici
  • Una certa ipocrisia di fondo nel messaggio finale

 

Nonostante tutto, “The Sehlat Who Ate Its Tail” è per il momento il miglior episodio della stagione, grazie soprattutto al lavoro fatto su un giovane ma già convincente James T. Kirk. Che a questo punto speriamo di vedere più spesso.

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, un dottore di ricerca e un insegnante di lettere, ma non è stato ancora confermato.

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