Ad un passo dal termine di questa terza stagione di Star Trek: Strange New Worlds, ecco che viene sfornato “Terrarium“, che potrebbe tranquillamente essere definito come l’episodio migliore della stagione, almeno in attesa del gran finale. Finalmente viene dedicato largo spazio al tenente Ortegas, la cui storyline è stata covata a lungo durante la stagione, ma che potrebbe aver ancora qualcosa da dire in vista del passaggio verso l’USS Enterprise che il grande pubblico ha da sempre amato.
D’altro canto si continua a spingere sui Gorn, inquadrati ormai come grandi villain dello show, però per la prima volta offerti sotto una luce differente, con una prospettiva meno ostile, e per questo premiata dal voto in calce alla suddetta recensione. Infine, non si può non spendere qualche parola anche per gli ennesimi collegamenti con la lore storica del franchise, simbolo di profondo studio e rispetto da parte degli autori.
BALLA COI GORN
Il tema toccato stavolta è quello del survival movie, con Erica Ortegas intrappolata su una luna dopo esser stata risucchiata all’interno di un tunnel spaziale. L’USS Enterprise troverà alla fine il modo di recuperare la propria timoniera, ma è la dinamica che sorge sull’inospitale luna a dare la scintilla per l’episodio. Ortegas è infatti intrappolata su questa superficie lunare insieme al compagno di avventure che mai si augurerebbe un ufficiale della Flotta Stellare nella timeline di Strange New Worlds: un Gorn.
“Terrarium” è infatti il primo episodio in cui i Gorn vengono appaiono sotto una luca diversa, più “umana” e meno spietata e sanguinolenta. Anche una specie aliena nemica come i Gorn – così come tutte le specie che la Federazione si è trovata ad affrontare nei vari show – sembra avere comunque un senso etico, un proprio codice, un cuore in fondo. Così il rapporto tra Ortegas e la Gorn intenerisce il cuore dello spettatore col passare dei minuti, quando la relazione di amicizia si cementifica mentre si lotta tra la vita e la morte cercando di assicurarsi la sopravvivenza.
IL NEMICO DEL MIO NEMICO È MIO AMICO
“Terrarium” è infatti un episodio in netta contrapposizione con tutti i dogmi prestabiliti nelle precedenti puntate. I Gorn non sembrano così ostili, ed addirittura hanno anche un loro modo (molto peculiare) di giocare a scacchi. D’altronde il vero nemico sembra essere un altro, una luce che perseguita e monitora la strana coppia ad ogni calamità naturale che le si presenta. Il picco emotivo di questo episodio si raggiunge quando l’Enterprise, ad un passo dall’abbandonare le speranze, localizza Ortegas dopo una manovra a dir poco azzardata, e la tenente Noonien-Singh spara un colpo a freddo tramortendo la creatura Gorn.
Non è la prima volta che la Federazione e le azioni che compie vengono visti con un punto di vista diverso, accennando alla discutibilità delle scelte fatte, e di come forse potrebbe esistere un’altra verità, o solo un altro punto di vista. Normalmente il gesto di La’an sarebbe stato visto come giusto, naturale, avendo visto un nemico pericolosissimo come un Gorn, ma in questo caso segna una ferita profondissima nel cuore dello spettatore e nell’anima di Erica Ortegas, che potrebbe forse segnare in via definitiva la sua carriera all’interno della Flotta Stellare.
Metron: “You are not ready to meet us. You won’t remember me, and perhaps someday we may need to reset your perception of the Gorn as well.”
LORE E SERIE ORIGINALE
È da queste misteriose entità luminose che si può quindi partire per disquisire dei punti di contatto di “Terrarium” con la lore della serie classica, che continua ad essere pizzicata nel mentre che si arrivi ad un naturale punto di collegamento, un passaggio del testimone, sul finale di serie. L’episodio odierno è infatti direttamente collegato al celebre episodio “Arena“, uno dei più famosi e rappresentativi della serie originale. L’esperimento dei Metron verrà infatti riproposto proprio in quell’episodio, mettendo a confronto il capitano Kirk e il primo Gorn apparso nella storia di Star Trek.
Un altro importante collegamento è invece quello relativo alla storyline secondaria, ovvero il deus ex machina per cui nasce la corsa contro il tempo dell’Enterprise per recuperare il tenente Ortegas. La USS Constellation del capitano Decker tornerà infatti nel celebre “La Macchina del Giudizio Universale“, candidato anche al Premio Hugo, in cui il commodoro Decker compierà un gesto eroico sacrificando la propria vita nel tentativo di distruggere una pericolosissima macchina aliena mangia-pianeti.
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Batte un colpo la serie che i fan avevano imparato ad apprezzare, con quello che forse è il miglior episodio della stagione, si collega a due episodi storici della serie originale e porta avanti significativamente la caratterizzazione di un personaggio sempre sottovalutato come quello di Erica Ortegas.

La puntata è un chiaro omaggio al film “il mio nemico” dove si vede una storia estremamente simile