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The Brink 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Brink 1x01 - Pilot

Ehy, what does it feel like to be such an asshole?”
“Oh, the world is run by assholes my friend. Don’t understimate the asshole, it’s the most powerful muscle in the body.


Jack Black e Tim Robbins tornano a lavorare fianco a fianco, dopo quasi dieci anni da “Tenacious D in The Pick Of Destiny” – film che tra parentesi consigliamo caldamente – nella nuova black comedy a stampo satirico targata HBO “The Brink”. La serie, che potremmo quasi definire una versione parodiata di Homeland, segue le vicende di Walter Larson (Tim Robbins) Segretario di Stato con una passione per alcol e prostitute ben poco informato sulla situazione in Medio Oriente; Alex Tablot (Jack Black) diplomatico apparentemente senza alcuna capacità che giustifichi la sua carica, ritrovatosi nel bel mezzo di un colpo di stato in Pakistan insieme al suo autista Rafiq Massoud, e infine il pilota Zeke Tilson (Pornstache Pablo Schreiber), uno dei migliori aviatori americani, nonché “ingravidatore folle” e fornitore numero uno di farmaci e pornografia sulla portaerei dove presta servizio, scelto per la missione di contenimento ai danni del generale Umair Zaman, causa del golpe e minaccia per l’Occidente.
La trama viene, almeno per ora, spezzata in tre filoni narrativi ben distinti l’uno dall’altro, ciascuno dei quali cerca di focalizzare l’attenzione su una tematica diversa: una parte strettamente inerente al ruolo cruciale dei politici americani rispetto agli equilibri del paese (e più in generale del mondo), un’altra parte dedicata alle famiglie che vivono in zone di guerra e alle differenze culturali tra oriente e occidente, e un’ultima parte riguardante la precarietà economica che contraddistingue le categorie più basse – quelle che poi di fatto si trovano ad essere realmente a contatto con la realtà della guerra – dell’esercito americano. Tutti i temi trattati vengono affrontati ponendo l’accento sulle assurdità compiute da ciascun personaggio piuttosto che su gag o scambi di battute brillanti, puntando principalmente su quella serie di tratti, fortemente stereotipati (come quello del politico con la passione per prostitute e pratiche sessuali particolari), senza però trascurare il lato più “umano”, elemento necessario se non si vuole correre il rischio di rendere eccessivamente caricaturali alcuni dei personaggi principali.
La serie, apertamente ispirata al “Dottor Stranamore” di Kubrick, si pone come obiettivo una satira pungente al sistema di politica estera americana, condita da quella comicità demenziale e non-sense già presente in alcuni lavori passati dei fratelli Benabib. Certamente apprezzata la decisione di adottare un approccio più realistico alla serie, allontanandosi dal classico stile comedy a favore di un umorismo grottesco e irriverente che da un po’ di tempo a questa parte ha fatto di questo nuovo genere dramedy il compromesso perfetto per attirare le più disparate tipologie di spettatore.
D’altro canto, non si può fare a meno di porre l’accento sui ritmi decisamente lenti con cui questo “Pilot” ci è stato presentato, in netto contrasto con la tipologia di comicità messa in campo, la satira appunto, che necessita di tempi brevi per risultare efficace e che sicuramente risentirà della logica seriale, ben più difficile da gestire di quella cinematografica. Questo è un problema che già ci capitò di segnalare recensendo il piccolo gioiellino di Marcello Macchia, “Mario“, in un certo modo affine allo show dei fratelli Benabib in quanto entrambi critiche alla gestione politica del paese, ma naturalmente non comparabili in termini di comparto autoriale/attoriale e produzione.
Come allora, però, ci sentiamo di riporre le nostre speranze nelle prossime puntate dello show, nonostante un pilot non certo esaltante, consci del fatto che se la serie non avesse proposto nomi altisonanti all’interno del cast, ora staremmo parlando di un flop a tutti gli effetti.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Le coppie Tablot/Massoud e Larson/Kendra molto ben assortite
  • Approccio più realistico alla serie ma comunque divertente
  • Pablo Schreiber assolutamente all’altezza dei suoi colleghi Jack Black e Tim Robbins
  • Pilot dai rimti lenti e poco coinvolgenti
  • Lo stile satirico potrebbe risentire delle tempistiche relative alla logica seriale
  • Poche risate “di pancia” e aspettative tradite rispetto a quanto visto dal trailer
  • La satira potrebbe essere più pungente

 

Puntata tutto sommato sufficiente, ma che in qualche modo tradisce le grandi aspettative maturate in seguito al rilascio del trailer. L’episodio scorre velocemente e non si può certo dire sia stata noioso, purtroppo non si può nemmeno gridare al capolavoro, e questo sicuramente dispiace visto il calibro degli attori messi in campo per il progetto. La sensazione, al termine di questa prima mezz’ora è che sia mancato il coraggio di azzardare qualcosina in più (dalla HBO è ormai lecito aspettarsi un approccio più forte anche in termini di comicità), limitando in qualche modo l’umorismo, ancora lontano da quella satira graffiante su cui invece lo show deve fare necessariamente affidamento per non scadere nella banalità.

 

Pilot 1×01 1.60 milioni – 0.7 rating

 

Ventinovenne oramai da qualche anno, entra in Recenserie perché gli andava. Teledipendente cronico, giornalista freelance e pizzaiolo trapiantato in Scozia, ama definirsi con queste due parole: bello. Non ha ancora accettato il fatto che Scrubs sia finito e allora continua a guardarlo in loop da dieci anni.

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