Sono passati ben tredici anni dalla messa in onda del finale di The Office, giorno in cui la televisione è diventata un pizzico più triste. Non in Italia, in cui lo show di Greg Daniels si è concluso solo nel 2020, sull’onda lunghissima del fenomeno meme che ha caratterizzato le giornate di lockdown per milioni di italiani. Sarà stato certamente questo revival, nato per varie motivazioni, in cui The Office ha potuto godere di una sorta di seconda giovinezza, che ha convinto Peacock – piattaforma streaming di CBS, su cui andava appunto in onda The Office – a dare la luce verde ad un sequel.
The Paper è infatti in tutto e per tutto il sequel di The Office, nato sempre dalla mente di Greg Daniels coadiuvato da Michael Koman. Il cast presenta come unico punto di contatto Oscar Núñez, che riprende il ruolo di Oscar Martinez, capo della contabilità dell’ufficio, ma si compone di un nuovo gruppo di attori comici emergenti, tra cui spicca clamorosamente l’italiana Sabrina Impacciatore, mattatrice e papabile nuova Michael Scott di questo nuovo ufficio.
DA SCRANTON A TOLEDO
La stessa crew che seguì la Dunder Mifflin è tornata all’opera, tornando appunto dove le strade si erano interrotte durante con “Finale“, dopo nove lunghissimi anni di documentazione di un ufficio di un’azienda cartaria. Ad accogliere la troupe ed il pubblico è il buon vecchio Bob Vance, che ricorda a tutti che sono passati 15 anni: la Dunder Mifflin non esiste più, è stata inglobata dalla Enervate, un’azienda che è comunque attiva nel settore della carta, ma aggiornandosi al giorno d’oggi, in cui la vendita di carta non è più un’attività così remunerativa.
Si passa quindi da Scranton a Toledo, sempre in Ohio, nel Midwest. Sebbene fosse stato offerto all’intero ufficio della Dunder Mifflin di trasferirsi a Toledo, a quanto pare Oscar è l’unico ad esser voluto tornare aver accettato. Si fanno i conti con il presente alla Enervate, con l’azienda che ha come core business della carta la produzione di carta igienica e la stampa di un piccolo quotidiano locale, ed attenti a non confondere le due cose.
Esmeralda: “In America, there is a saying about accepting the things that you cannot change. In Italy … we do not have that saying.”
TOLEDO TRUTH-TELLER
Con questo grosso cambiamento, il nuovo ufficio protagonista dovrebbe essere quello del TTT, ovvero il Toledo Truth-Teller, un giornale – stampato e online – che arranca a tirare avanti. Il giornale è un ufficio che si presta a parecchie dinamiche satiriche, riguardo alle infinite contraddizioni, alla libertà di stampa, ma anche a fenomeni contemporanei come il clickbaiting. Tutta la scena se la ruba Esmeralda Grand, interpretata da Sabrina Impacciatore, un’ex partecipante di reality show, e per questo con molta esperienza con i social media, managing editor della versione online del TTT.
Dall’altro lato della filosofia lavorativa giornalistica, l’episodio pilota corrisponde con il primo giorno di lavoro come editor-in-chief del giornale per Ned Sampson, interpretato da Domhnall Gleeson. Un personaggio totalmente inedito, con una caratterizzazione fuori dagli schemi dei personaggi della vecchia serie, un capo che potrebbe dare la svolta al TTT ma anche impacciato e goffo in tutto ciò che fa. Quanto basta per far affezionare subito il pubblico dopo una sola puntata.
REGGERE LA PRESSIONE
La nascita di The Paper è stata una notizia accolta subito con tranquillità da parte dei fan di The Office, rassicurati dal fatto che al timone ci fosse sempre Greg Daniels. Una garanzia di rispetto per la serie madre, per lo meno, ma anche qualcosa di più. Ed infatti The Paper non si limita ad omaggiare The Office, ma va oltre cercando fin da subito di instaurare un nuovo cast di protagonisti con cui far empatizzare subito il pubblico.
Ha molto più senso infatti un’operazione del genere piuttosto che i vari remake localizzati (ultimo quello australiano) che sanno di già visto per poi ripercorrere sempre la stessa storia, come una semplice riproposizione teatrale della stessa pièce. The Paper invece sa affrontare le sfide moderne ponendosi nuovi quesiti, se nel 2005 la vendita di carta era un business romanticamente in via d’estinzione, ora c’è la stampa di giornali che combattono per la sopravvivenza con i quotidiani online, con le loro tattiche di clickbaiting ed infiniti altri spunti sulle dinamiche contemporanee ben note ai lettori da cui Daniels potrà prendere ispirazione.
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Bisogna dare tempo alle sitcom, ma The Paper sembra quasi non averne bisogno. Ci crede anche Peacock, che l’ha rinnovata per una seconda stagione ancor prima di mandare in onda gli episodi. Confrontarsi con The Office sarà durissima, ma The Paper vuole vivere sulle proprie gambe.


