Marvel’s Jessica Jones 1×01 – AKA Ladies NightTEMPO DI LETTURA 12 min

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Dopo il riuscito esperimento adorato da pubblico e critica che porta il nome di Marvel’s Daredevil, il testimone passa a Marvel’s Jessica Jones, continuando così il percorso seriale targato Netflix che da qui a tre anni porterà alla creazione dei Difensori, team supereroistico che dovrebbe essere composto da Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist. Quindi se in teoria si dovrebbe considerare la serie di Jessica Jones alla stregua di quella sul Diavolo Rosso per ragioni sia tecniche (stesso network, stessa join-venture Netflix/Marvel Television) sia narrative (stesso universo narrativo)  a Marvel’s Jessica Jones, in pratica sono quanto di più diverso ci possa essere. Perché? Ce ne sono molti ma uno è semplicissimo: Jessica Jones non la conosce nessuno.

Quello che si denota di più in “AKA Ladies Night” è la voglia degli autori di osare con trame e personaggi, una voglia di osare addirittura superiore a quella di Daredevil, proprio perché la protagonista femminile in questione è sempre stato un personaggio relegato alla Serie B e sconosciuto al grande pubblico; con Daredevil già gli autori potevano osare fino ad un certo punto, poiché il Diavolo Rosso è circondato da una solida fan-base costruita nell’arco di cinquant’anni, oltre al fatto che Ben Affleck lo ha reso famoso nell’omonimo film molte delle sue originali storie a fumetti sono considerate capolavori del comicdom, quindi ardue da adattare per la sacralità che le circonda. Vuoi che la Jones sia un personaggio piuttosto recente, vuoi che di serie a suo carico ce ne siano state poche, vuoi che non abbiano la stessa considerazione/reputazione di quelle dell’alter-ego di Matt Murdock, Jessica è sempre stato un personaggio conosciuto solo agli assidui lettori di fumetti e mai assurto agli onori delle cronache.
A Melissa Rosenberg (sceneggiatrice di tutti i Twilight oltre che produttrice esecutiva e penna di vari episodi di The O.C. e Dexter) è stato sufficiente sapere questo prima di prendere in mano il progetto. D’altronde i character di Serie B sono una polizza d’assicurazione garantita e collaudata. Se qualcuno di incapace ci mette mano e partorisce prodotti scadenti, tutti s’indigneranno ma nessuno ne farà un affare di stato, perché si parla comunque di personaggi che non hanno poi questa grande notorietà ed influenza; se invece qualcuno di competente ci mette mano e sforna qualcosa di eccelso, allora ecco che si rischia di creare dei nuovi fenomeni di costume. Liberi ovviamente di non crederci, ma certi precedenti del grande schermo come Ant-Man e I Guardiani Della Galassia ci danno ragione. E infatti, Marvel’s Jessica Jones si presenta proprio così: come un prodotto di garantita e collaudata qualità.
La serie si presenta fin da subito come un noir sin dalle prime note della sigla e fino ai titoli di coda, impreziosito da una azzeccata narrazione interna che aiuta lo spettatore ad entrare maggiormente nella psiche di Jessica, ma anche a rendere ulteriormente il genere d’appartenenza del serial, usando una sua classica caratteristica in modo moderno ed efficace. Questo metodo (già utilizzato da lei stessa in Dexter) è un ottimo modo per entrare ancora di più nella sua quotidianità e nel suo piccolo mondo, mondo che altrimenti apparirebbe silenzioso e senza dialoghi vista la sua bassa propensione alle relazioni con il prossimo. Come ogni noir che si rispetti, non si può solo lavorare sul contorno, ma anche sulla sostanza. Infatti, Marvel’s Jessica Jones si presenta ancora più spregiudicato di Marvel’s Daredevil, trattando fin da subito argomenti spigolosi e delicati con un cinismo piuttosto tagliente, delle svolte spiazzante, fornendo imprevedibili colpi di scena che legano più casi per poi convogliare in uno unico. Già dai primi minuti, assistiamo ad un prodotto maturo, diverso, crudele e pronto a strattonare lo spettatore per l’audacia con cui le tematiche vengono affrontate. Tutto questo è ovviamente affrontato in maniera non banale e sempre con modi molti ricercati. Basta notare l’attenta regia, le inquadrature e, non ultimo, l’uso dei colori, estremamente importante soprattutto per richiamare in campo il potere del personaggio di David Tennant.
L’attenzione al dettaglio è davvero maniacale, ma graditissima. Ogni minimo aspetto è curato e lo si può denotare proprio dal particolare stile della sigla che riassume in magistrale chiave musicale le caratteristiche della protagonista. Si parte infatti con dei soffici, leggeri e vellutati riff di piano, contrabbasso e sax dai toni ambigui, quasi giocando sul ruolo di investigatrice privata di Jessica (ruolo in cui si è rifugiata e che funge da vera e propria maschera). Il tutto forma una sorta di parodia nera e decadente di sigle più scanzonate alla “Signora In Giallo“, ma anche della figura stessa del tipico investigatore noir descritto dai padrini del genere come Raymond Chandler, fino a mutare in maniera drastica e inaspettata sul rock alternativo rude e grezzo, per poi concludere addirittura con un breve virtuosismo di chitarra. Quest’ultimo passaggio simboleggia ovviamente i traumi e le terrificanti violenze che ha subito, che tornano con prepotenza nella sua vita e che si porranno come centrali nella trama del telefilm. E siamo solo all’inizio.
Ovviamente, essendo un noir al 100%, il problema principale del genere è quello di presentare il protagonista in maniera accattivante, incisiva e che sappia trascinare lo spettatore col dovuto carisma. I comprimari saranno anche importanti ma è il main character che nel genere noir funge da perno principale della narrazione: se si sbaglia quello, si sbaglia tutto ed è stato sicuramente per questo motivo che i comprimari sono poco più che comparse in “AKA Ladies Night” (fatta eccezione per Luke Cage, ma a questo ci arriviamo dopo). Fortunatamente Krysten Ritter risulta azzeccata nel ruolo, nonostante magari la poca somiglianza con la sua controparte cartacea, dimostrando di aver capito e interiorizzato la Jones raggiungendo livelli di immedesimazione pari a quelli di Hugh Jackman con Wolverine. Qui si potrebbe addirittura entrare nella meta-scrittura ed imbastire un discorso su come sia Jessica Jones che Krysten Ritter si siano scelte a vicenda, un po’ come Harry Potter e la bacchetta, ma non è il caso: la Ritter è semplicemente perfetta, lo si capisce dal modo stupendo in cui caratterizza il suo personaggio esprimendo turbe e paure senza l’uso delle parole.
Il problema delle superoine nei fumetti è che poche volte c’è stato un giusto bilanciamento tra personalità forti e personalità fragili, finendo per sbilanciare narrazione e personaggio. Qui Jessica possiede entrambe le cose, meno una: il vittimismo. È una donna forte, sia fisicamente che caratterialmente, una donna fatta di poche parole, molti fatti e sicura di quello che è capace di fare; dentro però è fragile e lotta ogni minuto dei suoi giorni contro gli eventi traumatici del suo passato che la disturbano, che la tormentano, che la fanno tornare ai terrificanti ricordi di quei giorni. Ma pur essendo tormentata ed inquieta dal peso del passato, non ne è schiava tanto da piangersi continuamente addosso, tant’è che la puntata non finisce con lei in lacrime per il ritorno di Killgrave (che si vede quel tanto per rendere più temibile il suo nome) ma con la voglia di riscatto per chiudere definitivamente con il passato. Tutto ciò la rende una protagonista carismatica e forte, che non ha paura di abbattere anche piccoli cliché sulle donne (vedi la scena della carta igienica finita), senza dover sacrificare la sua femminilità. Qualche esempio? Questa frase: “Knowing it’s real means you gotta make a decision. One, keep denying it. Or two do something about it.
Ulteriore prova di tutto ciò è la “relazione” intrapresa con il barista che per molti è ancora senza nome, ma per i divoratori di comics un nome ce l’ha già ed è anche molto conosciuto: Luke Cage.
Altro grande pregio del pilot, oltre che decisione lungimirante della Rosenberg, è stata quella di piantare subito i semi della relazione con Cage. Le frequentazioni dei due, nei comics, diventeranno sempre più frequenti, tant’è che la coppia Luke/Jessica darà addirittura luce ad una bambina, convolerà a nozze e guiderà per diverso tempo una squadra dei Vendicatori; entrambi, nella rispettiva vita editoriale, ricoprono un ruolo molto importante, se non fondamentale per la loro crescita, ed è stata mossa saggia inserire Luke Cage (interpretato da un azzeccato Mike Colter) come comprimario. Per questo motivo Luke è il supporter character con maggior spazio e con l’interazione con Jessica più importante. In tal senso il feeling tra i due personaggi deve essere elevato e fortunatamente, come gradito “effetto collaterale” per questa scelta, Ritter e Colter mostrano l’affinità che proprio ci si aspettava tra i due e che tanto ricorda quella del fumetto originale. Questo ovviamente non vorrà dire che sarà l’unico con cui Jessica interagirà ma per questo primo episodio, se c’era qualche personaggio di supporto che meritava la corsia preferenziale, quello era lui.
Confidiamo che nei successivi episodi verranno sviluppati anche le varie Jeryn e Trish, sopratutto perché, per quel poco che si sono viste, si sono già dimostrate figure interessanti e con un potenziale interessante per dar sfoggio a tutti i lati, nascosti e non, di Jessica.

L’angolo del Nerd della fumetteria all’angolo

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi a raccattare tutte le curiosità, e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action dell’investigatrice privata Marvel? Maccerto che no! Doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, di seguito, come fatto per Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D.Marvel’s Agent Carter e Marvel’s Daredevil eccovi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia sulla puntata.
  1. La protagonista del telefilm è Jessica Jones, creazione che, se confrontata con i pezzi grossi della Marvel come l’Uomo Ragno o Hulk, si può definire pure abbastanza recente. Comparsa per la prima volta sulle pagine di Alias #1 del 2001, la serie avrebbe dovuto essere incentrata su Jessica Drew, all’epoca ritiratasi dal ruolo di Donna Ragno e convertitasi in investigatrice privata ma i piani cambiarono all’ultimo e si preferì per una protagonista del tutto nuova. Grazie al successo della serie (durata 28 numeri) Jessica comparì poi nel sequel ufficiale di Alias, The Pulse, come membro del Daily Bugle e poi come membro ufficiale dei New Avengers. 
  2. Da quanto visto da questo pilota, la serie Netflix prende a piene mani quanto raccontato nel quarto arco narrativo di Alias, intitolato “The Secret Origin of Jessica Jones”, arco narrativo in cui si scopre il suo traumatico passato. 
  3. Anche questa serie avrebbe dovuto chiamarsi Alias, dato che il nome si basava sull’agenzia della Jones chiamata Alias Investigations, tuttavia per non confondersi con un altro più famoso Alias, divenne AKA Jessica Jones. 
  4. La sequenza del cliente di Jessica defenestrato è presa pari pari dal primo numero della serie originale.
  5. La donna a cui Jessica affida uno dei due casi di “AKA Ladies Night” è Jeryn Hogarth. Comparso sulle pagine di Iron Fist #6 del 1976 per la prima volta, Jeryn svolge il ruolo di avvocato, consulente finanziario e amico di Danny Rand, più noto come Iron Fist, ma a “tempo perso” anche CEO della Rand Corporation, azienda lasciatagli dal padre Wendell quando morì. No tranquilli, non siete ubriachi, avete letto bene: abbiamo usato tutti termini e parole al maschile, perché nei fumetti, Hogarth è un uomo. Nel serial ha subito una “gender inversion” e una pesante rivisitazione. Carrie-Anne Moss ringrazia.
  6. Non è la prima volta che i serial Marvel/Netflix citano spasmodicamente Iron Fist, oltre che a prendere i personaggi del suo cast e utilizzarli per ricoprire ruoli importanti attorno alla trama. Già Daredevil lo fece a suo tempo
  7. Sempre a proposto di Jeryn, qualcuno potrebbe dire che il personaggio interpretato dalla ex-Trinity di “Matrix” è il primo personaggio omosessuale del Marvel Cinematic Universe. Ci spiace deludere chi pensa così ma Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. l’ha battuta sul tempo. Jeryn dovrà accontentarsi del secondo posto. 
  8. L’amica bionda di Jessica è Patricia “Trish” Walker, meglio conosciuta come Patsy Walker. È un vecchissimo personaggio della Marvel Comics, introdotto per la prima volta su Miss America Magazine #2 del 1944, testata che trattava di drammi giovanili e romantici con una vena da commedia leggera. Il personaggio andava forte e, negli anni successivi, ottenne diversi spin-off e una crescita personale e caratteriale sempre più sfaccettata, aumentando anche la serietà dei toni. Quando poi andò a formarsi l’Universo Marvel, Patsy venne introdotta attraverso una leggera operazione di retcon, finendo per avere anche lei una identità superoisitica; su Avengers #144 del 1976, la Walker adottò ufficialmente l’identità di Hellcat.
  9. Il personaggio della Walker, sopratutto nel suo alter-ego di Hellcat, è maggiormente conosciuto per esser stato uno dei membri più famosi dei Difensori: squadra di supereroi outsiders che Devil, Luke Cage, Jessica Jones e Iron Fist dovrebbero andare a formare una volta concluse le rispettive prime stagioni. 
  10. Hope, i genitori di Hope, Wendy Ross (la moglie di Jeryn) e Pam (l’amante di Jeryn) sono personaggi inventati appositamente per lo show. 
  11. Malcolm Powder, comparso per la prima volta su Alias #6 del 2002, è un fan del lavoro di Jessica Jones, il quale (una volta scoperto che gestiva la Alias Investigations) andò spesso a trovarla; si autoproclamò il suo assistente e cominciò a rispondere al telefono per lei, prima che Jessica lo sbattesse sempre fuori dall’ufficio. Tuttavia, dopo un po’ di tempo, Jessica acconsentì ad assumerlo part-time come assistente. Nello show, subisce una rivisitazione di ruolo e di etnia. 
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La sigla
  • Krysten Ritter AKA Jessica Jones
  • Apparizioni creepy di Killgrave
  • Atmosfere e tonalità noir
  • L’affinità tra Ritter/Jones e Colter/Cage
  • Poco interesse verso i personaggi secondari

Il debutto televisivo di Jessica Jones è decisamente superlativo. “AKA Ladies Night” è un pilot coi fiocchi che lavora tantissimo sul personaggio principale, il suo mondo e la sua personalità, dando vita a quella che si prospetta una serie piena di sorprese. Se non c’è mai un minuto di noia è merito non solo di un cast azzeccatissimo, ma anche della cura dei dettagli, come la scelta di certe inquadrature e delle musiche. Rispetto a Marvel’s Daredevil, è qualcosa di ancora più maturo, più urban, più noir e più dark. E abbiamo detto tutto.

AKA Ladies Night 1×01
ND milioni – ND rating

Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

12 Comments

  1. Essendo in carcere, lo è diventato per pura sopravvivenza, non perché si fosse in qualche modo riscoperto gay. Poi la sua omosessualità era solo un modo per azzeccare qualche risata. Insomma, poco più di uno scherzo 🙂 in MAOS invece, e anche MJJ, è una cosa molto più seria.

  2. Ok. Ora non ricordo benissimo iron man 2 ma lì mi pareva avesse già qualche atteggiamento velatamente ambiguo, ma potrei sbagliare.

    Comunque direi che dei 3, quello più serio ed evidente è quello in MJJ (forse anche perché su Netflix)

  3. Che sia ambiguo è assodato 🙂 anche perché, viene parecchio descritto come un pistola già di suo, quindi avranno spinto l'acceleratore sui comportamenti più camp 😀

    Indubbiamente, quello di Jeryn è quello più serioso.

  4. Buona la prima puntata…!
    E' un genere tutto diverso dai soliti prodotti "Marvel", come gia successo con Daredevil..e questo non mi dispiace affatto.

    Vediamo di conoscere meglio questa ragazza…si presenta interessante. Ogni settimana mi gusterò una puntata, così l'attesa sarà interessante..

    Son curioso, e spero, di vedere accenni alla Oscorp, al Daily Bugle (ora che possono farlo).

    Ps: nella scena del bar, quando Jessica prova a raccontare la storia del bancone, del cliente, etc. Luke Cage la corregge dicendo che il tizio si chiamava Melvin. E' forse un riferimento a Melvin Potter? O magari solo un caso di omonimia..

  5. Dubito fortemente ci saranno riferimenti alla Oscorp o al Daily Bugle. Il passaggio di Spiderman alla Marvel è arrivato in corso di riprese per Jessica Jones e quindi è difficile che siano riusciti a fare qualcosa su due piedi. Poi ovviamente mai dire mai, io non me ne lamenterei mica…

  6. Le riprese sono iniziate a febbraio e nello stesso mese è stato stipulato il contratto tra Sony e Disney,
    In un intervista riguardo DAREDEVIL era stato detto di non essere riusciti a inserire questi elementi poichè, appunto, la fusione era arrivata in ""ritardo"" rispetto alla produzione della serie tv.

  7. E allora speriamo che ci sia già qualcosa, anche se la Oscorp probabilmente è un tema troppo distante a Hell's Kitchen e Jessica Jones.

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