DC’s Legends Of Tomorrow 1×01 – 1×02 – Pilot, Part 1 – Pilot, Part 2TEMPO DI LETTURA 14 min

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The name’s Rip Hunter. I’m from East London. Oh, and the future. 
[…] I’ve assembled you all because I need your help. The future of the world is in peril because of a man by the name of Vandal Savage. 
[…] Savage can be restored from but a single cell. Vandal is immortal. 
[…] In the future, he will employ the evil he’s perfected over his long life, and the power he has amassed throughout history, to finally conquer the world. I’ve been tasked with assembling an elite team to stop him. How? To travel through time. To capture Savage before he grows into the monster he becomes. I know it’s difficult for you to fathom, but where… when I’m from, the year 2166, you and everyone on this roof aren’t just considered heroes… You’re legends.

Nonostante il fatto che qualcuno erroneamente consideri “Pilot, Part 1” come la vera series premiere, un primo vero e sostanzioso giudizio dell’ultimo spin-off di Arrow e The Flash si può dare solamente al termine di “Pilot, Part 2” perché, checché se ne dica, c’è un filo logico che lega entrambi gli episodi e solamente al termine del secondo si può trarre veramente le prime conclusioni. Non per niente noi abbiamo aspettato di vedere la seconda parte prima di recensirla.
In questi mesi c’è stata molta trepidazione e attenzione al minimo livello di dettaglio per DC’s Legends Of Tomorrow, d’altronde non poteva essere altrimenti considerando il cast molto folto, la trama e le connessioni (nonché risvolti) che ci sono e ci saranno con le altre due serie di Arrow e The Flash. Notate bene come Supergirl sia tutt’ora completamente scollegata da quanto avviene in casa The CW nonostante i vari commenti di Berlanti circa l’universo comune in cui agiscono. Le speculazioni e ipotesi che si sono susseguite sin dalla scorsa primavera circa i vari membri del team sono state di ogni genere e non potevano non esserlo considerando che:

  • White Canary (Sara Lance) era morta fino a “Restoration” di qualche mese fa
  • Ronnie Raymond era morto nel season finale di The Flash e non ci poteva essere alcun Firestorm senza di lui
  • Hawkman e Hawkgirl non avevano ancora esordito sul piccolo schermo sino allo scorso Dicembre quando fecero la prima apparizione in costume in “Legends Of Today” e “Legends Of Yesterday
  • Atom/Ray Palmer era morto fino a “Lost Souls
  • Rip Hunter non era mai apparso prima
Piano, piano però tutte le speculazioni e le domande rimaste sono state sviscerate ed elegantemente risolte fino ad arrivare a questa doppia series premiere che ha il doppio (difficilissimo) compito di risultare appetibile e credibile pur dovendo gestire un team di otto nove individui apparentemente ingestibili, visto il loro curriculum. È questa la sfida primaria a cui hanno dovuto rispondere le 4 poliedriche menti che si celano dietro DC’s Legends Of Tomorrow e, siamo contenti di dirlo, l’hanno superata più che egregiamente.
Nei fumetti i cosiddetti “team-up” sono all’ordine del giorno, così come lo sono anche i gruppi di supereroi o supercriminali che collaborano attivamente per sopraffarsi. Circa le motivazioni che li spingono ad unirsi si potrebbe disquisire all’infinito: se per i supereroi spesso e volentieri incorre la necessità di affrontare un nemico che il singolo non potrebbe sconfiggere, per i supercriminali il discorso è diverso e varia a seconda delle intenzioni finali, siano esse la sconfitta di un supereroe o siano la messa a punto di un piano d’azione globale con fini economici. In realtà al lettore di fumetti poco importa perché quello che interessa è lo scontro che ne seguirà, in tv però il discorso è diverso ed il quartetto Greg Berlanti, Marc Guggenheim, Andrew Kreisberg e Phil Klemmer ha avuto l’onere e l’onore di iniziare sul piccolo schermo questo genere. Ovviamente con tutte le problematiche e le potenzialità del caso.
L’alchimia tra i protagonisti è palpabile, lo si vede subito sia dagli scambi di battute, sia per i tempi comici e non con cui si delineano gli spazi e le figure dei vari character. Ci sono gli “alpha” come Captain Cold, Rip Hunter o Martin Stein; i supporter character come Heat Wave e, perché no, Gideon; le potenziali mine vaganti come Jefferson o White Canary. C’è spazio per tutti e nessuno viene tralasciato, si potrà evolvere ulteriormente certi personaggi che hanno bisogno di più caratura e profondità per rimanere appetibili nel lungo periodo (Heat Wave, Atom e White Canary su tutti) però l’inizio e l’approccio sono corretti e apprezzabili e questo è ciò che conta. Senza un cast appetibile non si va molto lontani.

So what you’re really asking is, do we want to fish or cut bait? Return to 2016 and live out the rest of our lives as insignificant losers or… Make another play at becoming legends. Figure out how to end Savage and save the world. Preferably, without causing any more nuclear explosions.

Ci vogliono due atti completi per inserire nei binari giusti il treno della DC chiamato Legends Of Tomorrow e, se alla fine della 1° parte si potrebbe avere qualche legittimo dubbio, con lo scoccare dell’80° minuto si nota che il treno ha preso definitivamente velocità e non prevede ulteriori rallentamenti nella sua corsa.
Le otto mani che firmano la sceneggiatura di questa doppia series premiere dimostrano di avere un piano a lungo raggio già steso e preparato, pertanto ogni azione ed ogni dettaglio sono stati soppesati attentamente al fine di non creare “danni” al piano originale. Si, anche la morte di Hawkman era stata concepita fin dall’inizio e c’è un motivo lampante per il quale non può che essere vista come una benedizione: la morte di Carter Hall è il vero motivo scatenante della serie. Rip Hunter potrà avere anche raccolto e “convinto” tutti i vari character a collaborare per il fine ultimo di eliminare Vandal Savage ma quanti effettivamente vogliono quello? Ciò che emerge nella Parte 1 tra i prescelti di Rip è il desiderio di diventare “Legends”, non di uccidere Vandal Savage e prevenire l’apocalisse, ma solo di essere ricordati dai posteri (uno su tutti Brandon Routh come attore Atom). C’è quindi una forma di egoismo ed egocentrismo enorme che offusca le menti di tutti e, di conseguenza, le loro azioni che sono votate totalmente a questo scopo. Savage è solo un ostacolo e allo stesso tempo un mezzo per raggiungere questo fine, nient’altro.
Il percorso psicologico iniziato nella Parte 1 però raggiunge il suo pieno compimento solo nella Parte 2, cioè con la morte di Hawkman e con i vari errori commessi sia in Norvegia, sia a livello temporale con il Martin Stein più giovane. Nei secondi 40 minuti avviene infatti un risveglio delle coscienze che non può essere tralasciato e che, anzi, porta sotto i riflettori il cambiamento della psicologia di tutti i membri della squadra di eletti:

So what you’re really asking is, do we want to fish or cut bait? Return to 2016 and live out the rest of our lives as insignificant losers or… Make another play at becoming legends. Figure out how to end Savage and save the world. Preferably, without causing any more nuclear explosions. Savage has my attention. Look, we didn’t know Carter from Adam, but if you take out one of my crew, you better pay the price.

Con la morte di Hawkman il tutto diventa una sorta di questione personale che funge da collante per l’intero team, non più interessato alla gloria personale ma al riscatto sia sul campo di battaglia, sia a livello carismatico, viste le diverse debacle che ci sono state in soli due episodi. È quindi in quest’ottica che deve esser vista la sua morte. D’altronde, character senza alcuno scrupolo morale come Heat Wave o Captain Cold, non possono che sentirsi legati ad un team solo se messi in relazione ad un nemico da sconfiggere che gli ha umiliati in un passato recente; allo stesso modo questa valvola funziona bene anche per molti altri character come Martin Stein e Jefferson Jackson oppure come Atom e White Canary.
La tematica dei viaggi nel tempo è molto ben sfruttata e garantisce un certo livello d’attenzione che altrimenti sarebbe potuto venire a mancare. Ovviamente i riferimenti e gli omaggi alla trilogia di Ritorno Al Futuro non potevano mancare, così come non potevano mancare i paradossi temporali che sicuramente si faranno sempre più vividi e frequenti man mano che ci saranno cambiamenti nella linea temporale. Purtroppo però non è tutto oro ciò che luccica.
Ci sono state delle situazioni che hanno fatto storcere il naso per la loro “demenzialità”. Stiamo parlando principalmente di due sequenze, ben realizzate per carità, ma che analizzate a mente fredda lasciano alquanto perplessi. In “Pilot, Part 1” si fa la conoscenza di Chronos, un cacciatore di taglie al soldo de I Signori Del Tempo, e si assiste subito ad uno scontro impari tra lui e tutte le “leggende del domani”, che pur essendo in una straripante superiorità numerica, fuggono spauriti e indifesi come degli animali selvatici quando vedono del fuoco. Lo scontro con Boba Fett Chronos è squilibratissimo verso i prescelti di Rip Hunter sulla carta ed invece la situazione proposta si contraddice proponendo uno squilibrio opposto ed irrealistico. Allo stesso modo, quando in Norvegia Vandal Savage ordina di uccidere le “leggende”, nessuno dei signori del crimine (né tantomeno Cold o Atom) si preoccupa di non cominciare a sparare a caso quando nel bel mezzo della stanza c’è una bomba atomica. Anzi, tutti sono alquanto sereni e fiduciosi circa il loro futuro visto che nessuno scappa o si preoccupa di fermare il timer.
Per diventare una serie di alto livello DC’s Legends Of Tomorrow dovrà lavorare molto su questo genere di situazioni al fine di migliorare la credibilità e non risultare cafone nella sua pomposità. Non è difficile, basta solo più attenzione.

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi e raccattare tutte le curiosità e le ammiccate d’occhio per questa incarnazione live-action della città più malfamata dei fumetti? Ma certo che no, doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, come abbiamo fatto per Marvel’s Agents Of SHIELDMarvel’s Agent CarterGotham e Constantine, ecco a voi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia disseminati nella puntata. Per facilitare la spiegazione, suddividiamo fisicamente la raccolta dei riferimenti fumettistici in due categorie dedicate rispettivamente ai due episodi.

Easter Eggs in Pilot (Part 1)
  1. Fa il suo ufficiale debutto Rip Hunter, personaggio comparso per la prima volta su Showcase #20 del 1959. Hunter è il figlio di Booster Gold ed è stato leader e membro di svariati gruppi di viaggiatori temporali; in linea di massima, insomma, Rip Hunter è quello che i fan definiscono, un “time master”. Siccome gli sceneggiatori del Flarrow-Verso sono dei burloni, come “inside joke” il ruolo di Rip Hunter è stato affidato a Arthur Darvill, attore conosciuto per il ruolo di Rory Williams: compagno d’avventura dell’undicesimo Dottore della serie Doctor Who.
  2. La Waverider prende il suo nome dall’omonimo supereroe sempre impegnato in viaggi nel tempo. Comparso per la prima volta su Armageddon 2001 #1 del 1991, Matthew Ryder, era uno scienziato vissuto nell’anno 2030 in un periodo in cui il mondo era dominato dalla dittatura di Monarch. Ispirato dal supereroe che gli salvò la vita da bambino, cominciò degli esperimenti per ottenere dei poteri, finendo col fondersi con il tessuto spazio temporale e ottenendo così numerosi poteri, di cui due furono il viaggio nel tempo a volontà e la predizione del futuro delle persone. Con i suoi nuovi poteri e le sue nuove sembianze, Matthew assunse l’identità di Waverider. 
  3. Curiosamente parlando, questo Rip Hunter televisivo è molto più simile al Waverider del fumetto, dato che nei comics era sempre Waverider quello che voleva intervenire sulla linea temporale per prevenire dispotici disastri. Il Rip Hunter dei fumetti, invece, riguardo agli interventi temporali è sempre stato molto conversatore al riguardo: possiamo addirittura dire che avrebbe sposato il pensiero dei suoi superiori.  
  4. Dobbiamo davvero spiegarvi chi sono i Darth Vader e Boba Fett citati nell’episodio? 
  5. Da alcune interviste, gli sceneggiatori del serial hanno promesso di riempire il laboratorio e lo studio di Rip Hunter di cimeli, gadget e mobilia appartenenti a importanti fasi dell’Universo DC o a personaggi celebri del loro universo, come prova delle avventure del time master. Un paio di giorni prima della messa in onda di “Pilot (Part 1)”, Caity Lotz/White Canary ha pubblicato una foto in cui lei Brandon Routh/Atom e Arthur Darvill sono in una di queste stanze e mostrano al pubblico alcuni di questi oggetti. Tra i più riconoscibili abbiamo il casco del Sergente Rock (in testa alla Lotz) e il flauto di Red Pieper (che suona Darvill).
  6. La St. Roch University è ben conosciuta dai fan DC Comics, sopratutto dai fan di Hawkman e Hawkgirl, i quali stabilirono lì la loro base operativa per un certo periodo di tempo. 
  7. Il personaggio di Aldus Boardman è stato creato appositamente per lo show.
  8. Fa il suo debutto Chronos, qui presentato come un semplice cacciatore di taglie. Nei fumetti il nome Chronos è appartenuto a due personaggi, entrambi criminali e con l’abilità di viaggiare nel tempo e manipolare la storia. Il più famoso dei due è David Clinton, il primo Chronos, debuttato sulle pagine di The Atom #3 del 1962. Ladruncolo di poco conto, Clinton attribuì la sua consistente incarcerazione al suo tempismo, o alla mancanza di questo. Per migliorarlo, studiò il ritmo di alcuni pezzi di tempo e facendo pratica imparò a sincronizzare ognuna delle sue azioni con il ticchettio dell’orologio della prigione. Alla fine della sua condanna sviluppò uno straordinario senso del tempo che finì per utilizzare per la sua futura carriera criminale. Adottò quindi un costume colorato e l’alter ego di Chronos, il Ladro del Tempo. Clinton acquisì l’insana fascinazione per il tempo e sviluppò una serie di armi ingannevoli e trappole mortali basati su frammenti di tempo (orologi con lame come mani, meridiane volanti). Il secondo fu invece Walker Gabriel, il quale venne in possesso delle ricerche di David Clinton dopo la sua morte. Divenne il secondo Chronos e fu il protagonista di una serie omonima di breve durata pubblicata dalla DC Comics, agendo sia da eroe che da criminale, a seconda delle circostanze, e incorrendo spesso nei Linear Men. Prima comparsa: Chronos #1 del 1998. 
Easter Eggs in Pilot (Part 2)
  1. Fa una apparizione speciale in questo episodio Damien Darhk, l’attuale villain principale della quarta stagione di Arrow. Nei fumetti, Darhk compare per la prima volta su Titans #1 del 1999 e si presenta come una figura misteriosa e sfuggevole, auto-proclamandosi una delle personalità che ha tirato le fila nella storia segreta d’America, oltre che avere grandi connessioni con la organizzazione criminale H.I.V.E. Comparirà per l’ultima volta su Titans #12 del 2000 apparentemente ucciso da Vandal Savage sotto gli occhi dei Teen Titans cresciuti; a loro insaputa, però, è sopravvissuto e da allora tiene un profilo basso.
  2. Viene citata la Ivy University, campus in cui, nei fumetti, insegnava Ray Palmer/Atom.
  3. Vi ricordate la scena in cui Martin Stein perde l’anello? Ecco, è la citazione a Ritorno Al Futuro che vi dicevamo sopra. La sequenza (per come è stata diretta e mostrata) non può non ricordare i cambiamenti nel presente tipici nei viaggi temporali di Marty McFly, sopratutto quando si presentava una situazione in cui si rischiava di compromettere seriamente la linea temporale. 
  4. Sempre parlando di Martin Stein, la sua controparte più giovane dice di essere il cinque volte vincitore del Carlin Award. Il premio è una onorificenza fittizia ed è più una citazione a Mike Carlin, sceneggiatori di fumetti e editor della DC Comics. Più che come scrittore di fumetti, Carlin è conosciuto per essere stato l’editor di Superman. 
  5. Quando Hawkman e Hawgirl discutono per la prima volta su come accedere alle memorie riguardanti il pugnale, alle loro spalle si può vedere un manifesto da ricercato tipico del Far West. In quel poster è raffigurata la faccia di Jonah Hex, famoso personaggio protagonista di storie di stampo western che comparirà in uno dei prossimi episodi del serial. 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Guest star in ogni dove: Oliver Queen, Damien Darhk, Laurel Lance
  • Effetti speciali sorprendentemente rispettabili
  • Morte a sorpresa
  • Rip Hunter è una piacevole sorpresa anche per il suo accento british
  • Viaggi nel tempo e paradossi temporali in ogni dove
  • Alchimia nel e del cast
  • Chronos VS Legends: la superiorità numerica è una cosa futile
  • Bomba atomica innescata e nessuno che si preoccupa
Il pericolo di assistere ad uno show “macchietta” è stato velocemente fugato, ora rimane la necessità di rendere la serie più serie e coerente con sé stessa. Il potenziale per farlo c’è tutto.
Pilot, Part 1 1×01 3.21 milioni – 1.2 rating
Pilot, Part 2 1×02 2.89 milioni – 1.1 rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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