Narcos 2×04 – The Good, The Bad, And The DeadTEMPO DI LETTURA 4 min

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If it seemed like Escobar’s world was crashing down around him, it was actually about to get worse.

La frase soprastante detta dall’onnisciente Murphy del futuro si potrebbe ancora considerare come parte del prologo dell’episodio, sia perchè posta all’interno dei primi 15 minuti, sia perchè totalmente contrastante con quella che dovrebbe e potrebbe essere giustamente usata nella parte finale della puntata: “If you fuck Escobar, Escobar will fuck you“.

This dramatization is inspired by true events. However, certain scenes, characters, names, businesses, incidents, locations and events have been fictionalized for dramatic purposes.

Per parlare di “The Good, The Bad, And The Dead” bisogna innanzitutto impostare un discorso basato sulla creazione di Narcos. Il drama di Netflix è prima di tutto una serie televisiva e, come tale, viene realizzata, scritta e prodotta. Non tutto ciò che viene mostrato deve essere preso alla lettera come vicenda realmente accaduta, certamente alcuni fatti salienti come la fuga da La Catedral sono veri mentre altri sono costruiti appositamente per esigenze sceniche e sceneggiative. A tal proposito c’è un disclaimer iniziale a ricordare che non tutto ciò che viene raccontato è vero e che “scene, personaggi, nomi, lavori, incidenti, luoghi ed eventi sono stati romanzati per ragioni teatrali”. Il Colonnello Horacio Carrillo è l’emblema di quanto appena detto.
Il character interpretato da Maurice Compte non è infatti mai realmente esistito ma è tratteggiato sulla falsariga delle azioni e della vita del Colonnello Hugo Martinez, il primo e originale comandante del Search Bloc, anche se ricorda a tutti gli effetti più il Punisher di Daredevil. Ulteriore discrepanza rispetto alla vera storia di Martinez, a riprova delle necessarie (ma apprezzabilissime) modifiche fatte dagli showrunner, la si trova nel finale di questa puntata: Carrillo muore per mano di Escobar; Martinez invece, dopo essere stato a comando del Search Bloc, si è ritirato in pensione. Ma su Martinez e la sua storia ci sarà modo di parlare in futuro. Ecco quindi che la scelta di far morire Horacio Carrillo, dopo appena un episodio dal suo ritorno in pompa magna, assume dei connotati meramente scenici che gonfiano Narcos in maniera positiva grazie alla scelta, tutto sommato consona ed in linea con il personaggio di Escobar, di tendere un’imboscata al suo nemico numero 1.
Sempre guardando al lato ludico di Narcos, non si può non constatare la dovuta e voluta esclusione di Peña (e Murphy) dall’operazione dove altrimenti sarebbero morti entrambi. Il bisogno implicito di mantenere in vita entrambi, o almeno Murphy, è una clausola imprescindibile che si era già sottoscritta nel pilot, non c’è quindi da sorprendersi se ogni sparatoria, inseguimento o scontro finisce e finirà sempre con i due ancora vivi. È però esattamente su quest’ultimo punto che bisogna mettere i puntini sulle “i” perchè, se è pur vero che la morte di Murphy, Pablo e/o Peña non avverrà prima del series finale, è altrettanto vero che il loro status quo è la parte più interessante della narrazione. Anni e anni di caccia all’uomo, costellata di piccole vittorie e grandi fallimenti, minano l’anima di qualsiasi uomo, anche di quello che nel proprio lavoro trova la massima gratificazione personale. Né Murphy né Peña hanno una vita personale perfetta, uno dei due neanche ce l’ha mentre l’altro ha moglie e figlia a Miami, ecco quindi che la gratificazione lavorativa si configura come l’unico stimolo per andare avanti a prescindere dal risultato.

This ain’t on you, Javi. It’s on Escobar. And one way or another, he pays.

Mettendo in prospettiva quanto si è appena detto, si riuscirà quindi a capire lo stato d’animo di Peña al termine dell’episodio: un uomo distrutto, completamente atterrito e svilito per aver mandato Carrillo e i suoi amici e colleghi in un’imboscata che è costata la vita a tutti. Assistere in differita al sonoro dell’evento è la ciliegina sulla torta che innalza ulteriormente il livello di dolore e di colpevolezza di un Peña che, completamente impotente, si sente ricadere sulle spalle il peso di tutte queste morti.
Nella realizzazione dell’imboscata trovano compimento anche le figure di Maritza e Limón, due personaggi, due character creati appositamente con il fine ultimo di garantire l’imboscata di Carrillo e mostrare quanto la guerra dei Narcos possa essere vista anche su diversi fronti, oltre che quello “canonico” del narcotraffico. Ecco quindi che in questa “The Good, The Bad, And The Dead” emerge, ancor più che in altri episodi, una forte componente teatrale e d’intrattenimento, completamente volta alla creazione di un pomposo piano per ribaltare nuovamente la situazione in Colombia ed al contempo empatizzare con i protagonisti, completamente svuotati e atterriti.
La puntata è “discutibile” quanto si vuole se si è dediti alla storicità degli eventi ma “perfetta” in tempistiche e realizzazione per tutte le altre tipologie di spettatore.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Imboscata ordita da Pablo
  • Effetti psicologici e tracollo di Peña
  • La storyline di Limón e Maritza diventa di senso compiuto
  • Regia sempre molto attenta al dettaglio
  • Wagner Moura è Pablo Emilio Escobar Gaviria
  • L’eccessiva teatralità potrebbe risvegliare gli animi e le coscienze di parte del pubblico più attaccato alla veridicità storica che alla realizzazione finale dell’episodio
Narcos si concede la libertà di romanzare pur di mantenere alta e viva la tensione. L’obiettivo è centrato pienamente ed il risultato, grazie ad interpretazioni ed una resa scenica encomiabile, si fa ampiamente perdonare per l’abbandono temporaneo della veridicità storica.
Our Man In Madrid 2×03 ND milioni – ND rating
The Good, The Bad, And The Dead 2×04 ND milioni – ND rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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