House Of Cards 5×08 – Chapter 60TEMPO DI LETTURA 4 min

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There is something beyond the grave; death does not end all, and the pale ghost escapes from the vanquished pyre.

È un ritorno al passato quello che sta vivendo Frank Underwood. Momentaneamente privato della sua carica presidenziale, in attesa delle elezioni in Tennessee e Ohio, l’ormai ex Presidente abbandona la Casa Bianca dove la fa da padrone da ormai tre stagioni, per rimettersi sul campo da gioco procacciandosi nuovi contatti e appoggi. Questa ottava puntata rompe con la routine delle precedenti e spezza in due l’affiatata coppia degli Underwood: Claire si ritrova a dover risolvere una nuova controversia internazionale con la Russia; Frank si trova presso gli Elysian Fields, dove una sorta di gruppo ristretto composto da alcuni degli uomini più ricchi ed influenti degli Stati Uniti saltuariamente si ritrova. O citando proprio Frank Underwood: “This is where the real power is.”
Della trama riguardante Frank poco viene aggiunto: la votazione determinante sarà quella dello Stato dell’Ohio e la campagna è ancora aperta. Maggiore spazio viene concesso, invece, a Claire che con il passare del tempo sembra riuscire a prendere le misure al nuovo incarico ricevuto: la vicenda della nave da ricerca russa bloccata dai ghiacci ed in fase di affondamento, con il conseguente rifiuto/consenso, agli aiuti internazionali sembra ricordare la vicenda del sottomarino K-141 Kursk dove però il risultato fu sciaguratamente peggiore. La Claire che ci è stata fin qui mostrata appare lontana anni luce rispetto alla Claire in grave difficoltà con l’incarico di ambasciatrice a cui tanto aspirava: l’evoluzione del personaggio e la sua caratterizzazione risulta essere al contempo uno degli elementi di forza (quando trama e sceneggiatura sono a favore) e di debolezza della serie. L’aver dato la possibilità a Claire di saggiare così da vicino il potere della carica presidenziale avrà sicuramente delle ripercussioni nel breve futuro: già nelle passate puntate Doug ha mostrato non poca riluttanza verso la prima Presidentessa (sebbene solo momentaneamente) degli USA. A fare da contraltare a Doug c’è però LeAnn, assente nella puntata, ed il suo silenzioso appoggio verso il lato femminile della coppia Underwood.

Doug Stamper: “Congratulations, sir. I wanted to be the first to say it.”
Frank Underwood: “We still have to campaign.”
Doug Stamper: “Yeah, but you’re going to win.”
Frank Underwood: “We are, Doug. We are.”

Uno dei personaggi forse più controversi di questa serie risulta essere l’eterno dannato Doug Stamper: per quanto si mostri come sempre il più fidato braccio destro di Frank, gli scontri con quest’ultimo non sono mancati. Non è quindi da escludere un possibile voltagabbana da parte di Doug, alla ricerca di pace per il proprio animo. Non aiutano in tal senso i molteplici fantasmi che sembrano riaffiorare ed aumentare di intensità, puntata dopo puntata: Hammerschmidt e la sua duplice ricerca con oggetto Zoe e Rachel; Seth che pare avere ancora il dente avvelenato, nonché intenzionato a metterlo definitivamente fuori dai giochi per spianarsi la strada; la vicenda della Moretti Foundation che sembra lentamente essere riportata a galla. Se in aggiunta a questo si tiene presente che Hammerschmidt sembra essere entrato in possesso di un nuovo video dell’omicidio di Zoe Barnes, appare chiaro quanto la situazione appaia marcia fin dalle fondamenta.

I won anyway, because I never lose.

Ed è proprio in questo collimarsi di situazioni che viene a porsi un ulteriore dubbio: Claire lascerà affondare Frank, ora che ha vestito i panni della persona più potente del pianeta?
D’altra parte si è fatta strada silenziosamente, tramite riprese e scene, di questo malcontento tra i due coniugi ed ora che Claire sembra avere maggiore voce in capitolo potrebbe decidere di lasciarsi alle spalle un peso (Frank) se questo dovesse impedirle il raggiungimento di un suo personale scopo od obbiettivo. Tutto ciò non è però da vivere come una ulteriore diatriba tra i due, visto come i toni sembrino molto più mascherati e meno plateali rispetto a quelli di inizio quarta stagione.
La registrazione del governatore Conway, dopo quella del generale Brockhart, sembra porre in maniera definitiva la lapide ad una corsa presidenziale caotica e senza precedenti, ma con un risultato che, stando alle percentuali presentate in questa stagione (19% di consenso verso Frank Underwood), farebbe invidia pure a Donald Trump ed Hilary Clinton.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Michael Kelly/Douglas “Doug” Stamper
  • Robin Wright/Claire Underwood
  • L’abile gestione della situazione da parte di Claire
  • Frank Underwood all’esterno della Casa Bianca e calato in un nuovo contesto
  • Presidente Petrov momentaneamente una mera macchietta
  • Affaire Macallan usato più come sabbia negli occhi che realmente sfruttato
Alcuni particolari sono ancora da limare e la serie ha sicuramente ampi margini di miglioramento, ma tenendo in considerazione che si tratta di una quinta stagione e il trattamento della gestione di determinati personaggi, non si può che fare un plauso generale per questa puntata.
Chapter 59 5×07 ND milioni – ND rating
Chapter 60 5×08 ND milioni – ND rating

Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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