House Of Cards 5×10 – Chapter 62TEMPO DI LETTURA 5 min

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Garrett Walker: This is ancient history, but by modern political standards, my election was a landslide. I was gonna change this country. But then… things happen. People lie… You lie to keep up. The things that you’ve been lauded for all your life, those are suddenly fatal flaws.
People who’ve been with you through thick and thin, who you thought would never fail you, they fail you. You make strange alliances with unsavory people. And it all becomes clear way too late. And no one else truly understands. Except someone who’s been in the office.

La decima puntata di questa stagione è la rappresentazione, in una serie tv, dell’immaginario collettivo della frase “quando i nodi vengono al pettine“: il cedimento non è unilaterale e riguardante solo Frank, ma coinvolge ogni membro della gestione Underwood. Doug si ritrova incastrato in una indagine doppia e colpito su più fronti (Seth, silenziosamente e Tom Hammerschmidt); Claire si mostra apertamente in disaccordo con Frank, riguardo una decisione molto importante, e molto vulnerabile in presenza di Tom; Frank pugnalato alle spalle da Garrett.
Cerchiamo di andare quindi con ordine, tenendo pur presente uno degli aspetti maggiormente negativi di questa puntata (fattore che incide sul voto generale): la gestione a singhiozzo della sottotrama riguardante Aidan Macallan.
Francis killed Zoe Barnes. Francis killed Peter. And so many more are gonna die.
Stretta nell’abbraccio di Tom e nel confortevole silenzio della sua camera da letto, Claire sembra liberare quel lato del suo carattere così umano ma al contempo così fuori contesto. L’aver rivelato quei segreti potrebbe essere sintomo del riconoscimento del problema (Frank), per poi iniziare la ricerca di una soluzione (eliminazione di Frank?). Ma non è l’unico elemento che sottolinea e mostra questa separazione, ormai anche ideologica, tra i coniugi Underwood: l’incontro tra Garrett e Frank, con annesso risultato, li pone ancor di più in contrapposizione. C’è anche da far menzione del fatto che Claire ha assaporato la carica presidenziale e più persone al suo fianco sembrano ricordarle che potrebbe scalzare il marito dalla poltrona. Abbiamo già visto nelle passate stagioni diatribe, litigi e allontanamenti tra Claire e Frank, poi successivamente appianate e risolte. Ma in questo caso, considerando la silenziosità con cui Claire si sta allontanando, potrebbe essere la svolta decisiva del loro rapporto. Una cosa è sicura, però: il rapporto dei due coniugi è più che mai legato a doppio filo e, dalla sopravvivenza di uno dei due, sembra dipendere anche quella dell’altro.
Doug è diventato uno dei personaggi meglio costruiti via via con il progredire della serie, riuscendo in determinate situazioni a mettere in sordina anche i protagonisti stessi. Il merito, oltre che agli sceneggiatori, è da attribuire anche a Michael Kelly, capace di far cogliere allo spettatore le infinite sfumature del combattuto animo di Doug. La sua posizione privilegiata all’interno dell’amministrazione ha creato innumerevoli scontri diretti con un personaggio entrato in corsa: Seth Grayson. Quest’ultimo, cercando di screditare Doug e quindi di riottenere il suo posto al fianco del Presidente, sta lentamente erodendo la stessa stabilità degli Underwood facendo crollare quel figurativo castello di carte che il titolo della serie richiama. E Frank, trovandosi seduto sulla poltrona in cima a questo castello, è quello che rischia i maggiori danni di caduta.
Ma oltre a Seth anche Tom Hammerschmidt con la ripresa del suo giornalismo di inchiesta sta scalfendo Doug: le indagini riguardo Zoe (ed il frame che vede Doug in fase di sopralluogo della metropolitana) e Rachel stanno facendo riaffiorare ogni singolo tassello del puzzle che lo riguarda. Potrebbe trovarsi nella condizione di abbandonare l’amministrazione per limitare i danni verso Frank, oppure decidere di voltargli le spalle come già aveva tentato di fare quando si era messo in contatto con Heather Dunbar. Una cosa appare chiara: dalla costruzione di questa stagione appare abbastanza certo che si vedrà un generale tirar le somme dove questi nodi dovranno essere affrontati.
Ultimo, ma non per importanza, è Frank ed il suo scontro indiretto con Garrett Walker, l’ex Presidente eletto. La commissione di indagine capeggiata dal membro del congresso Alex Romero (personaggio che si sta sempre più ritagliando il proprio spazio di vero antagonista della stagione), con la testimonianza di Walker, sembra poter colpire con un gancio direttissimo l’amministrazione presidenziale ed intaccare enormemente la credibilità di Frank: essere tirato in mezzo ad una cospirazione internazionale concernente le elezioni, in linea teorica, dovrebbe portare al procedimento dell’Impeachment. Proprio come è accaduto per Walker nella seconda stagione. Questo potrebbe spalancare le porte della presidenza a Claire. Ma si sta ragionando qui in via del tutto teorica, visto e considerato come Frank è riuscito a rimodellare, piegandoli al suo volere, molti dei processi democratici degli Stati Uniti (vedasi, per esempio, le elezioni).
Is this my presidency? Forever with a target on my back? Haunted and hunted.
Oltre a Romero ed alla sua figura di cui si è accennato prima, altri personaggi potrebbero riservare delle sorprese (dato il loro personale coinvolgimento in molte questioni di interesse) con l’avvicinarsi degli episodi conclusivi: Jane Davis ed il suo criptico ruolo attorno a Claire e Catherine Durant; LeAnn che potrebbe prendere decisioni sconvenienti (per gli Underwood) vista e considerata la morte di Aidan a cui la donna era molto legata.
La commissione di inchiesta del Congresso potrebbe mettere in ginocchio Frank Underwood. Ma non è l’unica freccia della giustizia pronta ad essere scoccata nella sua direzione. La sua sopravvivenza alla Casa Bianca dipende interamente da come saprà reagire a questo ulteriore attacco nei suoi confronti. ma se dovessero venir meno le sue due spalle (Claire e Doug) potremmo per la prima volta vedere il capitolare del Presidente Underwood, schiacciato dal suo stesso passato.
THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tom Hammerschmidt ed il progredire della sua inchiesta
  • Jane Davis ed Alex Romero: personaggi sempre più in prima linea
  • Scontro verbale tra Garrett e Frank
  • Claire e Tom
  • Claire ed il suo momento di umanità
  • La morte di Macallan
  • Il clima infame verso Underwood
  • Aidan Macallan e la sua gestione
  • Tom per il momento appare più un personaggio di contorno che altro
  • La morte di Macallan
Come la passata stagione, l’avvicinarsi del finale rende i ritmi ed il susseguirsi di avvenimento più forsennato che mai. Ciò non può che rendere felici gli spettatori in trepidante attesa delle sorti della presidenza Underwood.
Chapter 61 5×09 ND milioni – ND rating
Chapter 62 5×10 ND milioni – ND rating


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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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