Marvel’s The Defenders 1×02 – Mean Right HookTEMPO DI LETTURA 6 min

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Pur non essendoci state così tante inquadrature degne di essere selezionate per rappresentare questa recensione, l’immagine scelta come recap di “Mean Right Hook” non è casuale, così come non è causale l’inquadratura e la scelta di presentare l’effetto del pugno al rallentatore. Andando indietro nel tempo, una scena estremamente simile è possibile trovarla nel pilot di Marvel’s Luke Cage, ovvero in quel “Moment Of Truth” che aveva finalmente visto Luke Cage come protagonista. A rigor di logica la scelta di riprendere quella scena e riproporla con la stessa inquadratura è quindi un omaggio voluto (e apprezzato). E come tale non ci si poteva esimere dal riproporlo.


Danny Rand: Hey!
Luke Cage: You back for more?
Danny Rand: Oh we’ve not even started. […] What are you made of?
Luke Cage: Just remember, you started this.

Se “The H World” ha svolto il mero ruolo di raccoglitore di storie per dare un (lentissimo) inizio a The Defenders, “Mean Right Hook” prosegue nel lavoro del suo predecessore e, forte di non dover proseguire all’interno dei soliti stilemi narrativi del “riassunto delle scorse puntate”, offre allo spettatore i primi due crossover tra “difensori”: Luke Cage e Danny Rand prima, Matt Murdock e Jessica Jones dopo, il tutto senza dimenticare il fugace incontro tra Elektra e quest’ultima.
Inutile dire che il primo incontro tra due supereroi è sempre un momento estremamente delicato, ricco di aspettative e potenzialmente dirompente o viceversa deprimente, a secondo di come il tutto viene presentato. La tendenza generale dei comics è quella di trovare un escamotage, generalmente un equivoco, per far incontrare e scontrare i due character salvo poi portarli entrambi dallo stesso lato per affrontare una minaccia comune. Questa tecnica narrativa, oltre ad essere già stata usata per Daredevil/The Punisher ed in modo simile anche per Jessica Jones/Luke Cage, viene riproposta con successo anche per Iron Fist/Luke Cage: davvero niente di cui lamentarsi. Si potrebbe fare invece qualche obiezione circa l’improvvisa apparizione di Matt Murdock durante l’interrogatorio di Jessica Jones ma è più che presumibile che seguiranno spiegazioni nella prossima puntata (Hogarth o simili), pertanto al momento bisogna sospendere il giudizio e godersi il plot twist già ampiamente spoilerato nei vari trailer.

Matt Murdock: Jessica Jones, stop talking.
Hi, this is over.

Jessica Jones: Who the hell are you?
Matt Murdock: My name is Matthew Murdock.
I’m your attorney.

Una delle prime cose che si nota è l’attenzione al dettaglio nella regia: colori e sfumature diverse per ogni personaggio, riprese rotanti ed ininterrotte (esempio con Danny e Colleen nel negozio di spade) ed il tentativo costante di creare reciprocità tra i personaggi. Gran poco è lasciato al caso e, anche se questo costante cambio di tonalità potrebbe infastidire, dall’altro è più che apprezzabile la scelta di enfatizzare il punto di vista di ciascun character.
“Mean Right Hook” non è un episodio che crea palpitazioni ma non è nemmeno una puntata da mani nei capelli. La generale votazione sarebbe ovviamente più bassa se gli ultimi 7 minuti non fossero stati così intensi, e questo è un fattore da evidenziare perchè, nel clima generale che si è creato, il bisogno di accelerare il ritmo c’è e lo si percepisce come vitale. Perdonata ovviamente “The H World” per il suo lento ma doveroso inizio, “Mean Right Hook” riesce a far rivalutare anche la puntata precedente alla luce delle varie sottotrame che sembrano portare tutti i personaggi verso un’unica direzione. Come già si diceva nella scorsa recensione, Petrie e Ramirez si approcciano alla miniserie da lontano rinfrescando la memoria circa lo status quo dei vari personaggi e, al contempo, introducono alcuni plot, apparentemente sconnessi gli uni dagli altri, ma che stanno già convergendo.
Il terremoto che ha avuto epicentro in Hell’s Kitchen non è ovviamente causato da una faglia quanto piuttosto dal piano di Alexandra e Madame Gao, un piano che in qualche modo coinvolge sia l’architetto scomparso, sia l’utilizzo dei giovani ragazzi di Harlem, sia il fantomatico muro di K’un-Lun da abbattere. È quindi importante constatare come sin da ora (e a ragion veduta visto lo scarso tempo a disposizione) si stia già portando ogni singola storyline verso una direzione comune e poco importa che il desiderio di Matt di non tornare a vestire i panni di Daredevil sia ancora vivido, che Stick sia in mano di Alexandra o che Danny e Colleen siano ancora in alto mare e senza alcuna traccia da seguire. Il primo assaggio delle potenzialità della serie è stato dato e difficilmente si potrà abbassare il ritmo d’ora in poi: si può ufficialmente dichiarare conclusa la prefazione.

Poteva RecenSerie non sbattersi per voi a raccattare tutte le curiosità e le strizzate d’occhio per questo attesissimo crossover? Maccerto che no! Doveva eccome! Per la gioia dei nostri carissimi lettori, di seguito, eccovi la “guida” a tutti i vari easter eggs e trivia sulla puntata.

  1. Spesso si sente, da parte dei personaggi, un riferimento ad un evento chiamato “l’Incidente”. Altrimenti chiamata “La Battaglia di New York”, è un riferimento all’invasione aliena dei Chitauri respinta dai Vendicatori nel film Avengers.
  2. Ad un certo punto, nel dojo di Danny e Colleen, si può intravedere una copia del libro “Karate do: Il mio stile di vita” di Gichin Funakoshi.
  3. Quando Jessica Jones e Misty Knight si incontrano, la seconda dice alla prima: “thought she’d be bigger“. È una presa in giro dello show ad alcune lamentele mosse all’epoca in cui la scelta di Kristen Ritter come Jessica Jones era notizia fresca. 
  4. Dal luogo in cui Alexandra presenzia al suo concerto privato si può vedere il Columbus Circle di New York. Due isolati più avanti, ci sono due palazzi adiacenti abbastanza “famosi” nella cultura cinematografica: uno è il palazzo dove abitava il personaggio di Dana Barrett (interpretato da Sigourney Weaver) nel primo Ghostbuster; l’altro è quello dove abitava il personaggio di Lois Lane (interpretato da Margot Kidder) nel primo film di Superman del 1978.
  5. Danny Rand e Luke Cage sono destinati ad avere una grande amicizia e una lunga collaborazione. Anche nei fumetti per molto tempo i due hanno condiviso, come protagonisti, ben due testate: Power Man And Iron Fist e Heroes For Hire. Nonostante ciò, la puntata decide di portare in scena un classico cliché supereroistico: i supereroi, quando si incontrano per la prima volta, si menano per poi andare d’accordo.
  6. Matt Murdock e Jessica Jones sono abbastanza amici nei fumetti. Jessica, per esempio, ha fatto (insieme a Luke) la guardia del corpo di Matt quando la sua identità di Daredevil venne resa pubblica. Matt, invece, è spesso corso in aiuto di colleghi supereroi quando questi erano ingiustamente invischiati in beghe legali. 
  7. A tal proposito, la sequenza finale in cui Matt offre aiuto legale a Jessica è ripresa da Alias #3 del 2002
  8. Il titolo è un riferimento al un tipo di pugno comune nel pugilato e nelle arti marziali. 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Regia di qualità e molto peculiare
  • Primi crossover tra “difensori”
  • Recitazione sempre encomiabile
  • Generale lentezza anche se comprensibile
  • Si potrebbe cambiare outfit a certi personaggi visto che per alcuni è inverno (Jessica Jones con la sciarpa) e per altri è estate (Danny Rand sempre a torso nudo)
Non sarebbe un episodio degno del Thank Them All ma gli ultimi 7 minuti (ed un generale senso di comprensione per il lento amalgamarsi richiesto) ci porta a chiudere un occhio e a ringraziare. Consci che ovviamente ora bisogna ingranare la marcia.
The H World 1×01 ND milioni – ND rating
Mean Right Hook 1×02 ND milioni – ND rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un’età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del “Progetto Recenserie”. E’ un burbero dal cuore d’oro che gira per l’etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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