Dark 1×07 – Kreuzwege – CrossroadsTEMPO DI LETTURA 4 min

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“A life for a life.”

Dark rimescola le carte, complica il gioco, aggiunge ulteriori elementi alla già fitta trama e rompe gli indugi relativamente a molti fatti palesatesi nelle passate puntate. “Crossroads” rappresenta, a conti fatti, il miglior episodio della serie fino a questo punto e non è un caso che la votazione concessa rispecchi una “benedizione”.
La serie sa di poter giocare con il proprio spettatore e con i molteplici misteri fin qui presentati: i viaggi temporali, persone che arrivano nel passato e che dal passato provengono. In questo variegato calderone temporale, Baran bo Odar scegli i pezzi più pregiati e li assembla in circa cinquanta minuti di scene cariche di tensione che alternano presente e passato, incollandole tra di loro con un rumore di lostiana memoria. La serie mette per un attimo da parte qualsiasi questione teendrama, ma approfondisce le problematiche famigliari soffermandosi in particolar modo su Katharina ed Ulrich, nonché sulla vedova (allegra) Hannah. Tutto ciò, però, diversamente dalle passate puntate non rallenta il treno di Dark ed anzi rappresenta un momento di pausa concesso qui e là allo spettatore per potersi, successivamente, rituffare nella commistione tra passato e presente. Un particolare fondamentale per la serie, sì, ma al quale non è stato concesso il giusto spazio per potersi esprimere: ecco quindi che “Crossroads” permette agli sceneggiatori di imbastire nuovi collegamenti, cercando di chiarire alcune regole fondamentali dei viaggi nel tempo con il dilungarsi dell’episodio.

Stranger: “How little we understand of the world.”
Jonas: “Is this real? Or am I crazy, just like my father? Do you even exist? Or are you the hallucination of a lunatic?”
Stranger: “You’re not crazy, neither was your father. Sometimes it’s hard for us to grasp things that go against all we are conditioned to believe. How did people feel the first time they were told the Earth was round?”
Jonas: “Yes, it is. It’s totally insane.”
Stranger: “And if it’s not?”
Jonas: “How can that be? Is there a breach in time in the cave? So Mikkel hangs out here until he becomes my father?”
Stranger: “Even if you don’t want to believe it, that is your father.”

I tre personaggi verso i quali lo spettatore si rivolge con timore, ora, sono tre: l’anziano Helge dal misterioso passato, lo Straniero che sembra voler aiutare e guidare Jonas e su tutti, il cupo Noah di cui ancora è impossibile la collocazione nelle antiquate squadre di Bene/Male.
Helge è stato fin dall’inizio posto come un personaggio informato ed importante per la questione dello squarcio temporale e degli esperimenti, anche semplicemente per il suo danno fisico all’orecchio che tanto richiama i traumi ai timpani che uccelli, capre ed il piccolo John Doe (Mads?) hanno riportato. La sua “collaborazione” passata con Noah lo pone ora come un vero e proprio individuo informato dei fatti e dal quale potrebbe giungere un qualche tipo di spiegazione più valida.
Lo Straniero sembra limitarsi al ruolo di guida relativamente a Jonas, nonostante si sia palesato come possessore del misterioso marchingegno che da diverse puntate sembra non voler più far capolino all’interno della storia, quasi fosse una sorta di asso nella manica del prestigiatore.
Noah, diversamente dai precedenti, rappresenta una parentesi estemporanea nonché personaggio privo di un vero e proprio background dal momento che viene mostrato intaccato dal tempo sia nel 1986, sia nel 2019. Del suo colloquio con Bartosz ancora nessuna idea. Sarebbe difficile che gli sceneggiatori abbiano inserito il loro incontro a casaccio per guadagnare tempo, considerata la passione per i dettagli fin qui dimostrata, tuttavia al momento la questione viene lasciata in sospeso o banalmente accantonata a favore di questioni più pregnanti.

Jonas: “That’s bullshit. I’m taking him back and putting this right.”
Stranger: “Don’t you get it? If you take Mikkel back, you’ll be meddling in the course of events. Your father will never meet your mother, they won’t fall in love or get married. And you won’t be born! If you take him back now, you’ll be erasing your own existence. The role you play in all of this is much bigger than you think. But every decision for something is a decision against something else. A life for a life. What will you decide?”

Curiosità: l’illustrazione della Tavola di smeraldo che appare nella puntata (sul quadro preso da Mikkel e tatuata sulla schiena di Noah) reca le parole con le quali si era introdotta la scorsa recensione, oltre ad essere disegnata da Heinrich Khunrath.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Henge, lo Straniero e Noah
  • Jonas e Charlotte: due personaggi alla ricerca di risposte
  • L’intreccio temporale si allarga
  • Gli esperimenti che tornano a far parte della cornice narrativa
  • Il suono nel momento in cui si cambia narrazione tra passato/presente
  • La narrazione temporale portata avanti parallelamente senza incasinare lo spettatore
  • Fotografia e le riprese bucoliche
  • Niente teen drama
  • Drammi famigliari ed affini finalmente semplice sfondo narrativo considerato che il focus della storia è situato altrove
  • Jonas ed il suo viaggio
  • Per questa volta il nulla

 

“…tic, tac…I can change the past…and the future…tic, tac…”

 

Sic Mundus Creatus Est 1×06 ND milioni – ND rating
Kreuzwege 1×07 ND milioni – ND rating

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

2 Comments

  1. Ma se qualcuno leggendovi non capisse l’inglese, perché non mettere sotto anche la traduzione delle citazioni di puntata?

  2. Inseriamo citazioni in inglese per questione di coesione generale rispetto al prodotto di cui stiamo parlando. A volte inseriamo anche la versione in italiano, ma si tratta di sporadici casi.
    Il fatto che si scelga solo una è per via di una mera questione di prolissità.
    D’altra parte le citazioni riportate sono tratte dalla puntata e facilmente individuabili da chi sta leggendo (che si presume abbia visto la puntata). Unitamente a ciò, non si tratta di citazioni complesse o arzigogolate, ma di un dialogo con botta e risposta tra due personaggi.

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