Homeland 7×06 – Species JumpTEMPO DI LETTURA 4 min

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Con “Species Jump” questa settima annata di Homeland raggiunge la sua metà compiendo il canonico giro di boa, e per l’occasione vengono finalmente rimessi uno di fronte all’altro i due protagonisti di Homeland, finora tenuti lontani l’uno dall’altro e alle prese con due vite totalmente differenti: Carrie e Saul. Non è infatti un caso che questa “reunion” avvenga esattamente in concomitanza con la metà della stagione, anzi è in qualche modo un evento celebrativo che strizza l’occhio al pubblico e prova a mettere qualche certezza in più per i restanti sei episodi. E quindi si può già cominciare a trarre qualche conclusione circa quanto mostrato sinora.
Innanzitutto bisogna parlare della trama, poiché si era partiti tirando le fila della scorsa stagione, con una Keane totalmente in preda alla mancanza di fiducia e in versione tirannica a causa del tentato omicidio e del rovesciamento di potere partito da una manipolazione interna agli USA; mentre ora, nel giro di soli sei episodi, si è arrivati a tirare in ballo (in maniera estremamente elegante) la Russia. Ci si potrebbe dichiarare sorpresi se non fosse che da sempre Gansa e Gordon hanno ammesso di prende liberamente spunto dalla situazione politica attuale per le loro stagioni di Homeland. E mai come in queste ore (con una crisi diplomatica profondissima tra Regno Unito e Russia a causa del tentato omicidio dell’ex spia sovietica Sergei Skripal) il tema dell’influenza dei russi sugli altri governi sembra vivo e vegeto. Purtroppo.
Il legame che intercorre tra questa e la scorsa stagione è comunque vivo e vegeto vista l’influenza dell’opinione pubblica tramite notizie ritagliate e rilasciate ad hoc per manipolare l’umore e la realtà. Solo che questa volta il manipolatore è della Kamchatka.

Carrie:I’m in a corner, Saul. A bad corner. […] About a month ago, I ran into an old Bureau friend. We had a couple drinks, got to talking, turns out, we shared a similar view about what was going on in the country.
Saul:[…] What’s his name again?
Carrie:Dante. Dante Allen.
Saul:Tell me, how’d you find out she was in West Virginia  in the first place?
Carrie:She got a parking ticket there.
Saul:No, I mean, who brought it to your attention?
Carrie:He did. Dante did.
Saul:You say you’re old friends, the two of you just bumped into each other by chance? When was this?
Carrie:Right after I got fired by Keane.
Saul:Interesting coincidence.
Carrie:Oh, God. Oh, my God. Oh, my God. Fuck me.

Ovviamente non potevamo non riportare come quote il dialogo tra Carrie e Saul che, di fatto, spiana la strada alla seconda parte di stagione in cui il ruolo delle spie russe giocherà un ruolo fondamentale. Con un paio di semplici domande Saul è riuscito (grazie ad una visione oggettiva dall’esterno) a mettere in dubbio l’affidabilità di Dante, un personaggio che, anche dal punto di vista del pubblico, non era mai stato messo in discussione. C’è infatti da constatare come il character sia stato volutamente presentato allo spettatore sin dall’inizio, ovvero come un riluttante aiutante di Carrie sulla cui riproposizione si era volutamente sorvolato. In pochi istanti si riesce quindi a costruire un clima di diffidenza generale verso tutto e tutti che indirettamente porta anche ad empatizzare con la Keane, ormai sempre più vittima come tutti.
Va poi anche riconosciuto il ruolo sempre più rilevante di Saul che lavora nelle retrovie sfruttando tutte le sue conoscenze per valutare la gravità della situazione. Ed è immaginabile che la restante parte della stagione vedrà la sua storyline incrementare ulteriormente di valore andando anche a collidere con il plot di Carrie. Supposizioni ovviamente, ma se due indizi fanno una prova…

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Dante: dal Paradiso all’Inferno, una strada inversa rispetto al suo omonimo…
  • Carrie e Saul finalmente faccia a faccia e con un dialogo a cuore aperto che serve da svolta alla trama
  • Resa dei conti tra “New Russia” e “Old Russia”
  • Saul e la ZipLine
  • Forse alcune forzature (chissene frega di fare la mamma alla figlia di Brody e del debito accumulato finora) ma comunque tutto molto trascurabile

 

Un episodio di altissimo livello per la delicatezza con cui vengono sciorinate svolte narrative importantissime riguardo la trama. Niente è come sembra, il nemico non è più solo interno ma anche esterno e la diffidenza regna sovrana. In tutto ciò il conto in banca di Carrie continua a non essere un problema, ce ne siamo fatti una ragione.

 

Active Measures 7×05 1.32 milioni – 0.3 rating
Species Jump 7×06 1.25 milioni – 0.3 rating

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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