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Supernatural 15×02 – 15×03 – Raising Hell – The RuptureTEMPO DI LETTURA 4 min

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È veramente difficile riuscire a dare una valutazione complessiva a questo doppio episodio che chiude, a meno di ulteriori colpi di scena totalmente inaspettati, le porte al fatto che “God threw one last apocalypse at us“. È difficile perché “Raising Hell” e “The Rupture” sono fondamentalmente agli antipodi della scrittura e del ritmo, il primo con una parvenza quasi da filler, il secondo con tutti i crismi per essere annoverato e ricordato ancora a lungo nella storia delle puntate più belle di Supernatural. E d’altronde è anche difficile per “Raising Hell” competere con ben tre morti eccellenti ed una potenza narrativa ben diversa, però si può guardare ai due episodi come a due facce della stessa medaglia.

SCATENANDO L’INFERNO: LA FACCIA BRUTTA


Arrivare subito dopo “Back And To The Future” non è proprio una fortuna: il paragone arriva in maniera naturale, c’è tanta differenza e risiede soprattutto nelle intenzioni degli sceneggiatori.
Le quattro mani dietro questo script, due di Brad Buckner e due di Eugenie Ross-Leming, hanno partorito fondamentalmente un episodio di passaggio e di omaggio. Non è un caso se infatti vengono gettate alcune basi per la trama orizzontale con il ritorno di Samara ed il suo confronto con Chuck ma, al tempo stesso, Kevin Tran ricompare come fantasma e Ketch fa la sua comparsata abbastanza inutile ai fini della trama. La puntata non è chiaramente costruita per essere ricordata in un futuro prossimo, soprattutto se è seguita da un capolavoro come “The Rupture”. C’è tanta fretta, tanto pressapochismo ed una discreta superficialità di fondo che pesano nel giudizio generale e lo peggiorano ulteriormente non appena si assiste a “The Rupture”.

LA ROTTURA: LA FACCIA BELLA


Ci sono diversi lati di questa puntata che non si sarebbero mai potuti vedere in un altro casuale terzo episodio, ed è principalmente dovuto al fatto che, detto in gergo calcistico, sono saltati tutti gli schemi. Non avendo una stagione prevista per il futuro, Andrew  Dabb e Robert Singer si possono permettere un atteggiamento spregiudicato, letteralmente portando la narrazione su sentieri che si sarebbero difficilmente visti altrimenti (tipo Castiel che va all’Inferno 5 minuti, uccide Belphegor, ritorna sulla Terra e litiga con Dean). Come già detto sopra, c’è ovviamente l’intenzione di omaggiare quante più guest star possibili nel corso di questi ultimi 20 episodi. E si vede.
Non era mai accaduto prima che non uno, non due ma bensì tre supporter character morissero nella stessa puntata, stiamo ovviamente parlando di Ketch (non mancherà a nessuno), Jack/Belphegor (in pochi episodi era già diventato più interessante del vecchio Jack) e Rowena (a suo modo una presenza rassicurante nel cast oltre che un Deus Ex Machina efficientissimo). Tre canti del cigno che arrivano in maniera completamente inaspettata e mettono un nuovo livello di aspettative per le puntate che arriveranno: non avere aspettative, tutto può accadere.

Castiel:You used to trust me, give me the benefit of the doubt. Now you can barely look at me. My powers are failing, and and I’ve tried to talk to you, over and over, and you just don’t want to hear it.
You don’t care. I’m dead to you. You still blame me for Mary. Well, I don’t think there’s anything left to say.
Dean:Where you going?
Castiel:Jack’s dead. Chuck’s gone. You and Sam have each other. I think it’s time for me to move on.

E rimanendo su quest’ultima frase, quando si parla di possibilità non si può che discutere anche l’addio colmo di rabbia e tristezza di Castiel e Dean. Sconfitta anche l’ennesima Apocalisse è tempo, come al solito, di raccogliere i cocci morali e fare i conti con quel che è rimasto a livello umano tra i personaggi e l’astio di Dean per la morte della madre non si è ovviamente placato. Qui però un ottimo Robert Berens (sceneggiatore di puntata) si permette di mettere un punto alla diatriba attraverso delle parole ed un mutismo scenico estremamente efficaci che trasmettono tutta l’insofferenza generale. Era più facile sbagliare i tempi ed i modi piuttosto che renderli così sentiti, fortunatamente non è andata così.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il corno di Lilith: bel escamotage
  • Piovono ritorni importanti: Kevin Tran, Chuck, Samara, Rowena, Ketch
  • Vanno apprezzate anche le varie morti che colgono tutti di sorpresa perché si pensava di aver più tempo a disposizione prima degli addii
  • “The Rupture” è una sorta di capolavoro
  • Scontro Castiel VS Belphegor all’Inferno
  • Scontro Dean VS Castiel
  • Sam uccide Rowena: è uno dei momenti più alti della puntata ed è anche ricco di emozioni come non ne si provava da diverso tempo
  • “Raising Hell” è nettamente inferiore a “The Rupture”
  • Svariati ritorni ma alcuni un po’ privi di consistenza (Kevin e Ketch)

 

Se “Raising Hell” è stata quasi una sorta di filler, “The Rupture” ha invece praticamente la forza di un season finale. Facendo la media tra un Save ed un Bless viene fuori un Thank Them All, voto che sembra abbastanza giusto complessivamente. Ma che soddisfazione gli ultimi 40 minuti…

 

Back And To The Future 15×01 1.23 milioni – 0.4 rating
Raising Hell 15×02 1.16 milioni – 0.3 rating
The Rupture 15×03 1.24 milioni – 0.3 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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