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The Crown 3×01 – OldingTEMPO DI LETTURA 5 min

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“A great many changes. But there we are. Age is rarely kind to anyone. Nothing one can do about it. One just has to get on with it.” 

A quasi due anni dal rilascio della seconda stagione, Netflix riapre i cancelli della sua Buckingham Palace con il ritorno di uno dei pezzi più pregiati, The Crown.
L’historical drama creato da Peter Morgan, che nelle passate edizioni ha collezionato un’ampia gamma di premi e nomination, si ripresenta al pubblico con una terza stagione che cambia letteralmente volto. Per rimanere fedele alla sua caratterizzazione storica, infatti, la serie decide di rappresentare il passare degli anni non solo attraverso il racconto di fatti e avvenimenti ma attuando anche un cambiamento radicale nel cast, sostituendo quegli attori che avevano prestato i loro volti ai protagonisti nelle prime due stagioni con nuove facce più mature che, a conti fatti, si dimostrano realistiche non solo nel mostrare i cambiamenti fisici che avvengono nel tempo, ma anche e soprattutto quelli caratteriali.
A fare da contorno, poi, spicca come al solito uno dei grandi marchi di fabbrica di The Crown ossia la regia, sempre affidata a Stephen Daldry, già regista di film di altissimo livello come Billy Elliot e The Hours. Caratteristiche sublimi sin dal primissimo episodio, regia e fotografia si pongono al centro della narrazione grazie ad inquadrature elevate che donano ancora più carisma alle scene e ad un set sempre impeccabile.

IL CAST

Come si sottolineava precedentemente, una delle maggiori novità della terza stagione di The Crown risiede sicuramente nella sostituzione del cast. Dopo aver ottimamente interpretato i personaggi principali della famiglia reale per due stagioni, Claire Foy, Matt Smith, Vanessa Kirby e Victoria Hamilton su tutti, cedono il passo alle new entry: Olivia Colman sostituisce così la Foy nei panni della Regina Elisabetta, Tobias Menzies diventa il nuovo Principe Filippo, Helena Bonham Carter assume il ruolo della Principessa Margaret, mentre Marion Bailey prende il volto della Regina Madre.
Un cambiamento deciso dalla produzione per mostrare al meglio il passare degli anni ma che in scena si trasforma in un’arma potentissima a livello di profondità recitativa. Se Claire Foy era infatti stata bravissima nel mettere in mostra una giovane Elisabetta alle prime armi come regnante, all’inizio anche un po’ giustamente titubante ed impacciata, il cambio ottenuto con Olivia Colman si rivela altamente appagante. La Colman, infatti, porta in scena una Regina completamente diversa, come è giusto che sia ormai decisamente più sicura di sé e consapevole del proprio ruolo.
Una scena su tutte rende ancor più potente il diverso approccio ormai assimilato della protagonista: il faccia a faccia con il nuovo Primo Ministro. Ancora riecheggia nella mente degli spettatori il primo incontro durante la prima stagione tra Winston Churchill e la Regina, dove quest’ultima mostrava tutte le inesperienze del caso. Situazione completamente diversa quella che va in scena adesso con il Ministro Wilson, con Elisabetta ben più autoritaria e consapevole, pronta sia a mettere in riga che all’occorrenza scusarsi, rimanendo pur sempre sul suo piedistallo.
Ma il cambio di attori e la potenza che ne deriva non viene circoscritto alla sola protagonista della serie. Per ciò che si è potuto vedere in questo primo episodio, anche il personaggio del Principe Filippo assume con Tobias Menzies (che finalmente ricopre un ruolo pronto a dargli maggior credito dopo i suoi trascorsi in Outlander e Game Of Thrones) una maturità tutta nuova, mostrata anche nel rapporto con la moglie, che si discosta da quel più giovane e rivoltoso Filippo che aveva dovuto portare in scena (sempre più che egregiamente) Matt Smith.
Non si può poi non menzionare una delle new entry più di spicco: Helena Bonham Carter si ritrova nei panni di una Principessa Margaret diversa ma non troppo da quella vista nelle passate stagioni. La Carter, come ha già mostrato dai primi minuti dedicateli, appare subito perfetta per interpretare i tormenti e le inquietudini che da sempre hanno accompagnato la figura della Principessa. A livello attoriale, un primo assaggio da parte di tutti che si pone già come punto primario della bellezza di questa nuova stagione.

VENA POLITICA 

Per contestualizzare il cambiamento anche a livello storico, si decide di ripartire ambientando “Olding” durante le elezioni per la scelta del nuovo Primo Ministro del 1964. Così facendo, l’episodio costruisce una solida base sia temporale che, appunto, storica ma al tempo stesso questo elemento trasferisce la quasi totale narrazione sotto una luce prettamente politica. Le dinamiche interne della famiglia, infatti, vengono congelate, a parte per alcuni input da utilizzare in futuro (la crisi del matrimonio della Principessa Margaret tra tutti), mentre è lo scenario politico che si prende il palcoscenico. Ottima risulta così la presentazione del rapporto della Regina con il nuovo Primo Ministro Harold Wilson, a capo del partito Laburista. Partendo con uno sguardo alla preoccupazione monarchica per la sconfitta dei conservatori, continuando con i sospetti di spionaggio, fino al cambio di opinione che la stessa Regina si ritrova infine ad avere nei confronti del nuovo Capo del Governo, l’episodio mostra in maniera perfetta la creazione di questo rapporto tra i due.
Politico, poi, è anche il riferimento al KGB e alla storia realmente accaduta che ha visto in quegli anni il responsabile e critico dell’Arte di Buckingham Palace, Anthony Blunt, invischiato nel ruolo di spia per i servizi segreti russi. Un avvenimento che è servito a mettere in scena come, ancora una volta, la Corona si sia vista costretta a “chiudere un occhio”.
Infine, meno politico ma in questo caso molto più personale ed emozionale, è stato l’ultimo meritato saluto riservato a Winston Churchill. Al di là dell’indubbio peso che questa figura ha avuto nel panorama politico non solo inglese, è stato altamente apprezzabile l’inserimento di un giusto commiato anche al personaggio stesso e al rapporto che questo ha avuto in scena, nelle passate due stagioni, con la Regina Elisabetta.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Nuovo cast eccezionale, con una messa in scena perfetta tra cambiamenti fisici ma soprattutto comportamentali 
  • Il commiato a Churchill e il suo rapporto con la Regina
  • Regia e fotografia sempre sublimi 
  • Una serie che continua a lasciarsi narrare attraverso la storia: ottimo il partire dell’elezione del nuovo Ministro e il riferimento allo scandalo Blunt
  • Forse un episodio fin troppo politico (seppur giusto per contestualizzare)

 

Dopo un’attesa lunga due anni, Netflix ritorna con uno dei suoi pezzi più pregiati, dimostrando che con il giusto agglomerato di cast, sceneggiatura e regia, la qualità può essere ancora di casa.

 

Mystery Man 2×10 ND milioni – ND rating
Olding 3×01 ND milioni – ND rating

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Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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