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Homeland 8×02 – Catch And ReleaseTEMPO DI LETTURA 4 min

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Un soldato tenuto in prigionia per un lunghissimo tempo. Un agente compromesso, una possibile spia o ancora peggio un probabile agente infiltrato da parte della fazione nemica per poter ribaltare gli equilibri del gioco. Homeland ha deciso di ripartire da questi presupposti, ben conosciuti dal suo pubblico, per questa stagione finale.
In passato si era già sperimentato l’azzeramento scenico e narrativo ed il ritrovarsi catapultati in una nuova realtà. Forse questo ottavo ciclo assume connotazioni differenti solo per il semplice fatto di essere l’atto conclusivo di una serie dall’alto tasso di riconoscimenti da parte della critica, eppure la sensazione è di ritrovarsi dinanzi all’inizio del percorso di redenzione (e possibile sacrificio) di Carrie. E’ una sensazione che permea ogni singola scena e che scaturisce da ogni inquadratura riguardante l’agente della CIA durante la visione degli episodi. Il parallelismo con Brody appare di una semplicità a tratti addirittura banale, ma la sensazione di sacrificio è forse uno dei parallelismi che sta rimanendo più sottinteso in questi primissimi episodi di questa stagione.
Brody arrivò alla propria personale redenzione sacrificandosi per una causa e, in particolar modo, per l’amore (ed odio, il rapporto così era nato e così morì) che provava per Carrie. La sua, improvvisata, stella, osservata con dolore e rammarico dalla stessa Carrie, rimane una delle scene migliori dell’intera serie, nonché (ad avviso di buona parte del pubblico) l’effettivo inizio del declino di Homeland, solitamente accostato proprio alla morte di Brody.
Come ogni nuovo ciclo narrativo, tuttavia, Homeland ha la necessità di carburare e di prendere velocità. “Catch And Release” assume quindi il ruolo di secondo atto della première: ruoli ancora non ben definiti; una battaglia che si sta andando a delineare; equilibri ancora più precari di quanto si potesse sospettare; Saul preso in ostaggio; Carrie che, passo dopo passo, sembra in grado di poter riacquistare la fiducia degli altri e di se stessa.

 

“To His Excellency, the Emir Haissam Haqqani assalamu alaikum.
Seems like a lifetime since you and I met in the mountains of Safed Koh, when we fought on the same side. Now we fight as enemies, using every weapon we have: the drone, the suicide bomber…to kill and maim families, children.
We’re like two madmen, hands around each other’s throats, unable to let go, spilling each other’s blood and treasure for 18 years. No one can win such a war. I’ve come to believe this. I think in your heart, you believe it, too. So I invite you to come talk to me…face-to-face, because you and I know that it’s only the men with guns who can make peace.
I’ll be at the Kashmir Hotel in Peshawar from Tuesday, alone, apart from the four men guarding me. No drones, no satellites, no backup… you have my word. I can wait three days, no more. It’s time to stop sending our young men to die. Come and talk.”

 

L’attentato sul finire di puntata, dopo il quale Saul viene preso in ostaggio dalle truppe di Haqqani, smuove in modo intenso le acque già di loro non placide ed infittisce la trama della stagione ponendo la possibilità di un risvolto violento ed armato.
In una televisione in continua evoluzione e spesso e volentieri (in questi ultimi anni) basata sulle limited series (spesso e volentieri proprio costruite a tematiche legate alla guerra o simili, si pensi a The Looming Tower o Waco, per esempio), Homeland ha corso il rischio di farsi attendere. Anzi, forse ha fatto di peggio: si è fatta desiderare. Ed il pubblico, non più in grado di fidelizzarsi ad un prodotto ma pronto ad abbandonare la nave e correre incontro alla novità del momento, non sembra essersi interessato troppo del ritorno in scena di Carrie e Saul. Gli ascolti sono crollati della metà e non sembrano intenzionati a rialzarsi. Si può considerare Homeland, prodotto a tutti gli effetti di ottima fattura, vittima della moderna televisione e dei nuovi usi e costumi del pubblico? La risposta definitiva potrà essere colta solo nei prossimi episodi, ma il dubbio continua a rimanere.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Episodio senza infamia e senza gloria
  • Il rapimento di Saul e l’attentato terroristico (di cui gli americani sono incolpati)
  • Faccia a faccia tra Carrie e Yevgeny
  • La sigla
  • Ritmi blandi e lenti: siamo pur sempre ad inizio stagione

 

La stagione è ancora nella sua fase introduttiva e, giustamente, i ritmi sono blandi e volti a far calare lo spettatore nel contesto della narrazione. Ma, insomma, il rapimento di Saul può certamente aiutare a movimentare il tutto.

 

Deception Indicated 8×01 0.60 milioni – 0.1 rating
Catch And Release 8×02 0.68 milioni – 0.1 rating

 

 

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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