Downton Abbey: The Grand FinaleTEMPO DI LETTURA 3 min

Un film che conclude in modo degno e soddisfacente lunghi anni di successo internazionale. Anche se i difetti non mancano.
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1930: i tempi stanno cambiando velocemente e radicalmente. Anche la famiglia Crawley deve trovare un modo per trasportare il proprio mondo nella nuova epoca, possibilmente senza tradire gli antichi valori. Non aiuterà, in questo senso, il divorzio di Lady Mary. Sarà molto più utile una visita di Noël Coward.

Il gran finale di Downton Abbey giunge tre anni dopo il film precedente e trova, sostanzialmente, tutti al loro posto. D’altronde, lo showrunner Julian Fellowes aveva detto da subito di non voler trattare l’epoca in cui il nazismo salì al potere. Era il 1933 e la storia della famiglia Crawley è arrivata ormai al 1930.
Si sente solo, fortissima, la mancanza della compianta Dame Maggie Smith, a cui la pellicola è dedicata (e la citazione pure). Non c’è il suo umorismo inimitabile e tagliente e questo influisce sul tono generale della vicenda, dove i momenti di sorriso e leggerezza sono smorzati e limitati rispetto al passato.
Mancherebbe anche Matthew Goode, causa molteplici impegni di lavoro, ma già era assente nel film precedente. La sua assenza, inoltre, è ben integrata nella storia, le fornisce quasi il motore.

My dear, all life is a series of problems, that we must try and solve. First one, and then the next, and the next, until at last we die.

Lo spettatore affezionato può quindi valutare il percorso personale dei vari personaggi. Daisy, ad esempio, da ultima delle servette impacciate è diventata capo cuoca. Non solo: sa anche farsi valere davanti al nobile organizzatore della fiera campestre.
Thomas Barrows, da viscido valletto, è diventato il compagno manager, felice e sereno, dell’attore Guy Dexter.

PREZZY PAZZY 


Torna anche Paul Giamatti, nel ruolo dello zio d’America. Il suo arrivo, però, non significa una bella eredità per risolvere tanti problemi, anzi.
Il tema dei rincari su ogni fronte è un altro degli assi portanti del film. Viene quasi da chiedersi se l’epoca dei prezzi pazzi non sia cominciata allora, ormai quasi cent’anni fa.
Il personaggio di Giamatti, comunque, serve per sottolineare la differenza di mentalità fra Inghilterra e Stati Uniti nei confronti delle persone divorziate. A lui tocca anche una battuta sul passato, che a volte sembra un confortevole rifugio più del domani. Dato il contesto della storia, non ci si sente di dargli torto.

CAMBIAMENTI EPOCALI


Altro cameo breve, ma significativo, è quello di Allen Leech, nel ruolo dell’ex autista Tom Branson. Ha portato la figlia, ormai grandicella, in visita ai nonni di Grantham. La scena in cui parla di come siano cambiati i tempi vale per le parole pronunciate, ma anche per i dettagli. I gentiluomini seduti a tavola, infatti, sono tutti in smoking. Si ricorda una puntata in cui lo stesso Branson era arrivato a Downton Abbey di fretta e si presentò a cena in smoking. Questo diede luogo a lunghi minuti di amene canzonature, perché allora a cena si andava in frac.
Un’ulteriore dimostrazione della cura per i dettagli che la serie e i film hanno sempre avuto.


Doveva essere una storia emozionante e commovente: lo è. Doveva concludere in modo degno e soddisfacente lunghi anni di successo internazionale: lo fa, anche se i difetti non mancano.
Uno darà fastidio ai più puristi: le canzoni tradotte nella versione italiana. D’altronde, il testo è necessario per capire i dialoghi successivi, quindi passi. Il secondo sta nelle luci delle scene finali: fanno un po’ troppo Regno dei Cieli.
Di sicuro, il film è gravemente sconsigliato a chi giudica Il Piccolo Lord “un’insopportabile esaltazione della filantropia dei nobili inglesi”. Vedere la scenata di Lady Edith al truffatore. Per gli altri, può essere un racconto dove gli affetti, in fin dei conti, riescono addirittura a sorpassare gli orpelli e le buone maniere tramandate dal Settecento e dall’Ottocento e fanno da mozzo alla ruota del tempo che gira.

 

TITOLO ORIGINALE: Downton Abbey – The Grand Finale
REGIA: Simon Curtis
SCENEGGIATURA: Julian Fellowes
INTERPRETI: Michelle Dockery, Hugh Bonneville, Elizabeth McGovern, Laura Carmichael, Jim Carter, Paul Giamatti, Alessandro Nivola
DISTRIBUZIONE: Focus Features
DURATA: 123′
ORIGINE: USA – UK, 2025
DATA DI USCITA: 11/09/2025 (Italia) 12/09/2025 (Usa – Uk)

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FBruscoli

Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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