Dopo aver praticamente rapito Marianna, Sandokan deve addentrarsi nel cuore della giungla. Questo comporterà un viaggio tanto interiore quanto esteriore sia per lui, sia per lei.
La Tigre della Malesia deve scoprire chi siano i suoi genitori biologici e cosa sia successo loro. Sotto questo aspetto, si rivela essenziale l’aiuto della tribù indigena, dove spiccano le figure del vecchio saggio capotribù Tuwak Balau e del giovane irruento guerriero Lang.
Dal canto suo, la Perla di Labuan compie un tragitto personale dall’educazione impartitale sin da piccola, dove gli inglesi “esportano civiltà”, al capire che, in un clan dove tutto è condiviso non esistono i concetti di “ladro”, “ricco”, povero”, o il bisogno di dire grazie.
La serie, quindi, continua il discorso intrapreso anche sotto questo aspetto.
CRESCONO I COMPRIMARI
Cambiano anche gli scenari. Questa volta il set si è spostato tra il Borneo malese e la Thailandia. Le location, quindi, sono molto più vicine a quelle dove Emilio Salgari ha ambientato il suo ciclo di romanzi dedicati a Sandokan.
Proprio Emilio Salgari è il nome con cui è accreditato il personaggio interpretato dal giovane Samuele Segreto. Sarebbe un mozzo della ciurma dei Tigrotti, innamorato di Sani, l’ancella di Marianna. In realtà, lo scrittore italiano non visitò mai le terre lontane di cui scriveva.
Comunque, l’importante ai fini della serie è che i personaggi comprimari crescano. Con Emilio aumenta anche la presenza del sergente Murray, interpretato da John Hannah. Anche lui, agendo in tandem con Lord Brooke, sta arrivando a capire molte cose e a cambiare il suo sguardo sulla realtà.
Interessante notare come, alla fine, il vero cattivo della situazione sia il machiavellico sultano del Brunei, uomo senza scrupoli.
IL COBRA
Sandokan, si diceva, intende scoprire la verità sulla sua storia.
In questo, paradossalmente, lo aiuta l’essere stato colpito dal veleno di un cobra. Secondo la migliore tradizione, una perdita temporanea della vista conduce ad una più acuta vista interiore.
Questa scelta di sceneggiatura non è il massimo del realismo, però si può tranquillamente perdonare.
Innanzitutto, il combattimento del protagonista col serpente è molto più riuscito di quello contro la tigre. Fa parte di quella quota “azione e avventura” per cui gli spettatori si sono sintonizzati su Rai1.
Secondariamente, è pronubo all’innamoramento tra Sandokan e Marianna. Come si vede dall’immagine, la “cerimonia di matrimonio” tra i due avviene in un meraviglioso scenario di natura incontaminata. Ci sono anche i bambini a fare il tifo. Sempre, però, per le regole dell’avventura, tutto avviene pochi istanti prima di una sconvolgente rivelazione con cui la serata si conclude.
E ADESSO? NON RESTA CHE ATTENDERE IL GRAN FINALE
Alla luce dei nuovi sviluppi, i due innamorati si trovano divisi. La situazione è complicata, perché bisogna tener conto non solo dell’inimicizia fra il popolo Dayaki e gli inglesi, ma anche e soprattutto di quella di tutti e due contro il sultano del Brunei.
Commentando sui social, alcuni hanno scritto che la serie con Kabir Bedi e Carole André insegnava come l’amore si debba costruire e conquistare. Finora, anche la versione 2025 sembra aver rispettato questo presupposto.
Restano ora le ultime due puntate, ovvero l’ultima serata. La serie veleggia sicura verso il finale premiata da ottimi ascolti, alla luce dei quali si parla già di una seconda stagione.
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
|
|
Giunti a questo punto, lo si può serenamente affermare: Çan Yaman non è Kabir Bedi. Più che l’uomo eccezionale destinato a straordinarie imprese, è il Prescelto a coordinare intere tribù verso il futuro. L’attore turco svolge bene il suo compito di catalizzatore per il lavoro di tutti gli altri.
Tra i comprimari, come si diceva, spicca il giapponese Hal Yamanouchi, nel ruolo di Tuwak Balau. Se a qualcuno sembra di aver già sentito la sua voce, con quella pronuncia particolare, è perché è naturalizzato italiano e ha lavorato molto come doppiatore.
In conclusione, grazie a chi ha contribuito ad un prodotto fatto secondo regole classiche, ma organizzato intelligentemente per essere fruibile anche dallo spettatore moderno.
