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Avatar – Fuoco E CenereTEMPO DI LETTURA 4 min

Il punto forte è che il film non fa sentire il peso delle sue oltre tre ore di durata. Il punto davvero sgradevole però è trasformare il credito accumulato in un referendum se stessi. Il prodotto è molto adatto a chi vuole fare un viaggio con la fantasia, per allontanarsi dalla routine quotidiana coi suoi soliti problemi. Assai meno a chi vuole un'opera da affrontare con acuto spirito critico.
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Pianeta Pandora, poco tempo dopo gli eventi del film precedente. La famiglia Sully, ancora devastata dal lutto e il clan Na’vi dell’Acqua si trovano ad affrontare una nuova, letale minaccia. I Marines spaziali, infatti, si sono alleati ai Na’vi del clan del Fuoco, capitanati dalla spietata Varang. Essi hanno rinnegato Eiwa, con i suoi principi di pace e coesione, a favore di violenza e distruzione. Sarà di nuovo grande battaglia per la salvezza del pianeta e di tutti i suoi abitanti.

Stavolta, tra un film di Avatar e l’altro, sono passati solo tre anni e non una dozzina. I realizzatori hanno avuto meno tempo per sviluppare nuove tecnologie di animazione. Gli spettatori, dal canto loro, hanno avuto meno tempo per scordarsi cosa era accaduto.
Forse anche per questo, la storia inizia subito con un rimando alla lacerante perdita subita dalla famiglia Sully. Questo dà il tono, per esempio, al personaggio di Neytiri per tutto il resto della pellicola.
Tra i membri della famiglia cresce, moltissimo e bene, anche il personaggio di Spider. Gli sceneggiatori, a quanto pare, volevano tagliarlo, ma hanno fatto benissimo a tenerlo.

ACQUA E FUOCO


Il film, però, offre il suo meglio nelle scene di azione vorticosa. In esse il regista James Cameron profonde tutta la sapienza e l’esperienza accumulata sin dai tempi di Aliens – Scontro Finale. Il tutto, beninteso, lasciando intatta la meraviglia visiva delle sequenze con le navi volanti dei mercanti, o dove viene illustrato il rapporto fra i Na’vi dell’Acqua e i grandi animali marini.

Il fuoco dell’odio lascia solo le ceneri del dolore

Una crudele delusione attende invece chi si aspettava, per il clan del Fuoco, un trattamento simile a quello riservato al clan dell’Acqua. In altre parole, una spiegazione esauriente sulle loro origini, motivazioni e comportamenti. Questo non accade e la scelta ha un suo senso.
Nel presente, serve a lasciare spazio ad altro, come le già citate scene d’azione e la rappresentazione della coppia da un miliardo di dollari formata da Varang e da Miles Quaritch. Nel futuro, lascia spunti da sviluppare in un eventuale quarto film.

L’EGO DI JAMES CAMERON


Proprio qui sta un grande problema. Il finale di questo terzo Avatar è frettoloso, tagliato col pennato e pure male. Si pensa di essersi persi qualche pezzo, invece no. Controllando su Wikipedia, si ha la conferma di come il percorso di certi personaggi si interrompa bruscamente e con mala grazia.
Anche questo farebbe pensare ad uno sviluppo nel prossimo capitolo. James Cameron, però, ha dichiarato che, se questo non incasserà a sufficienza, la saga si interromperà qui.
Ok, il regista ha creato un suo mondo, sviluppando pure le apposite tecnologie per rappresentarlo al meglio, grazie ad anni di ricerca. Lo ha riempito di ciò che ha voluto, a cominciare dalla sua passione per l’oceanografia. Citazioni di Titanic e “escono dalle fottute pareti” a parte, ha il pieno diritto di affermare che questi film li può dirigere soltanto lui, o qualcuno da lui specificamente formato.

PER VIAGGIARE CON LA FANTASIA


I risultati parlano da soli: questa nuova avventura, per esempio, non fa sentire il peso delle sue oltre tre ore di durata.
Il punto davvero sgradevole è trasformare il credito accumulato in un referendum su se stessi. Peccato di hybris che gli dei non perdonano sin dai tempi dell’antica Grecia.
Tutto sommato, il prodotto è molto adatto a chi vuole fare un viaggio con la fantasia, per allontanarsi dalla routine quotidiana coi suoi soliti problemi. Assai meno a chi vuole un’opera da affrontare con acuto spirito critico.
Cameron ha ribadito più volte di essere molto più interessato allo sviluppo delle nuove tecnologie cinematografiche di quanto non lo sia alla trama della saga.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE


Effettivamente, non ci sono grandi variazioni nel plot tra La Via dell’Acqua e questo Fuoco e Cenere.
Dev’essere perché i due capitoli sono stati concepiti e girati insieme, onde evitare troppa crescita degli attori più giovani.
Ci sono inoltre passaggi decisamente prevedibili. Un personaggio con il braccio perso lottando contro i grandi animali marini, più capitan Uncino che capitano Achab, ha il destino già segnato sin dall’inizio.
Diversi sono gli elementi derivativi. Uno su tutti, l’albero magico della vita e della pace: nella saga della Ruota del Tempo si chiama Avendesora, ma là i temi sono trattati da un altro punto di vista.
Le derivazioni, comunque, non sono un male assoluto. La trascinante sigla finale di Miley Cyrus denuncia ambizioni da Oscar nella sua somiglianza con When You Believe. Non si sa se ce la farà, intanto crea davvero un’atmosfera da comunità unita a celebrare e festeggiare.

 

TITOLO ORIGINALE: Avatar: Fire And Ash
REGIA: James Cameron
SCENEGGIATURA: James Cameron, Rick Jaffa, Amanda Silver
INTERPRETI: Sam Worthington, Zoe Saldana, Stephen Lang, Oona Chaplin, Sigourney Weaver, Kate Winslet
DISTRIBUZIONE: 20th Century Studios
DURATA: 197′
ORIGINE: USA, 2025
DATA DI USCITA: 17/12/2025

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Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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