
“You’re wrong, dear. You’re wrong. I have no choice but to do this.”Want” ain’t really part of the equation […] Well, makes the punishment more impactful, for sure. It’s not personal, Tracy, hard as that is to understand. It’s punishment. For Kyle, yes, but, you and Kyle, you’re incidental. You know who I’m punishing, and you know he deserves it.”
Innumerevoli volte, nel mondo della serialità televisiva, le uscite di scena di alcuni personaggi hanno portato a un peggioramento dello show in termini di narrazioni e storyline. Nel caso di Mayor Of Kingstown, invece, l’episodio finale della terza stagione deve essere considerato come un evento assolutamente positivo. Non per la qualità in sé della puntata (che era senza dubbio insufficiente), ma perché ha portato alla morte di Milo, Iris e Roman. Si trattava di figure che rappresentavano una zavorra per lo sviluppo dei personaggi e delle trame. Gran parte delle vicende giravano intorno a loro ma – nel concreto – non accadeva mai nulla. Roman utilizzava solo aneddoti e modi di dire; Milo (nei pochi istanti in cui appariva sullo schermo) proferiva minacce a cui non veniva dato seguito; Iris era entrata in un circolo vizioso di avvenimenti che sembrava non avere una via d’uscita. Con tutti i difetti che ancora persistono, il cambiamento radicale di villain ha portato a una novità importante nel mondo di Mayor Of Kingstown: I nemici di Mike McClusky possono effettivamente compiere delle azioni per attaccare il protagonista e i suoi alleati.
MERLE CALLAHAN
Come anticipato nella sezione precedente, l’introduzione di villain più funzionali alla narrazione non ha eradicato i molteplici difetti dello show. Per fare un esempio, l’arco narrativo di Merle Callahan non è stato lineare. Introdotto nella première della terza stagione, Callahan è sembrato a lungo una figura di contorno, un residuato di un mondo passato, senza alcun potere reale nel mondo odierno.
A corroborare quest’impressione ha contribuito il fatto che – nel corso di tutte le puntate della quarta stagione – il vecchio leader dell’Aryan Brotherhood ha passato il proprio tempo raccontando a Kyle aneddoti e frasi motivazionali in stile biscotti della fortuna. Il cambio di passo repentino (iniziato proprio nella scorsa puntata, durante il trasferimento tra i detenuti comuni) ha prodotto conseguenze più che reali. In primo luogo, Callahan ha dato fuoco – letterarlamente – all’unico leader degli ariani che fosse in buoni rapporti con Mike. Dopodiché, mediante il diversivo della casa in fiamme, ha ucciso Tracy.
L’omicidio di Tracy è uno degli eventi più consequenziali dal pilot a oggi (più della morte di Mariam, per fare un esempio), in quanto certifica il fallimento di Mike. Il protagonista dello show, un po’ come i villain delle precedenti stagioni, utilizza sempre espressioni in cui promette a chiunque di essere al sicuro. Giunti all’atto pratico, però, non è stato in grado di garantire protezione neanche a sua cognata e al suo nipotino.
Inoltre, questo evento potrebbe (e dovrebbe) essere il punto definitivo di rottura tra Kyle e Mike. Tutto ciò, infatti, è accaduto perché Kyle ha accettato il carcere senza incastrare Robert, che a sua volta avrebbe incastrato Ian e Mike. Uno dei due fratelli ha rispettato la propria parte dell’accordo, l’altro non lo ha fatto. Difficile immaginare un punto di non ritorno più chiaro di questo.
IL BRACCIO DESTRO
Mentre la minaccia degli ariani è stata senza dubbio sottovalutata, Mike ha percepito in maniera (quasi) tempestiva il pericolo rappresentato da Frank Moses. In questa particolare storyline, infatti, le sue mosse sono sicuramente più efficaci di quelle atte a contenere Callahan, Robert, oppure Hobbs.
Nel dettaglio, l’assassinio di LJ per mano di Lamar è una sfida diretta al gangster di Detroit da parte di Mike. Rispetto alle altre situazioni, in questo caso il Sindaco di Kingstown ha ridotto al minimo le passeggiate in automobile e le conversazioni telefoniche. Ha capito che Lamar stava facendo il doppio gioco, ha avvisato Bunny, e subito dopo ha attaccato frontalmente l’impero di Frank Moses.
Il fatto che tale risolutezza sia presente solo quando si tratta di aiutare Bunny conferma l’inadeguatezza di Mike nel ricoprire il ruolo del mediatore super-partes che deve far contente tutte le parti in causa. Dal punto di vista narrativo, invece, un’accelerazione simile era assolutamente necessaria per consentire di concludere l’arco narrativo di Moses nelle prossime due puntate.
IN VISTA DEL FINALE
Parlando del finale, dunque, sono attualmente presenti molteplici storyline che hanno bisogno di una chiusura, ossia:
- La vendetta di Mike nei confronti di Callahan
- Il rapporto tra Kyle e Mike a seguito della morte di Tracy
- La posizione di Hobbs e Torres all’interno del carcere
- Robert (il fatto che non sia stata mostrata direttamente la sua morte fa presagire un ritorno in scena)
- L’attacco dei colombiani contro il potere di Bunny
- La vendetta di Bunny contro Frank Moses
- Il tentativo di Mike di fornire a Evelyn un caso importante, in modo da convincerla a scarcerare Kyle
Inoltre, non vanno dimenticate vicende di contorno che sono state introdotte nel corso delle puntate (si pensi, ad esempio, al minutaggio dedicato all’agente Breen e alla sua insistenza nei confronti dell’agente Stephens). Tutto sommato, la quarta stagione ha mostrato dei miglioramenti rispetto alle precedenti. Al fine di confermare ciò, sarà fondamentale che le due puntate conclusive non seguano le orme del passato e garantiscano una chiusura delle vicende che sia coerente e che non sia affrettata. Tra due recensioni sapremo se si sia trattato di una speranza vana. Non ci resta che attendere.
| THUMBS UP 👍 | THUMBS DOWN 👎 |
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A due puntate dal termine, Mayor Of Kingstown sforna un episodio stranamente consequenziale per i suoi standard. In quanto spettatori e recensori, di certo non ci si può lamentare di questo cambiamento.
