The Voice Of Hind Rajab recensione film oscar 2026

The Voice Of Hind RajabTEMPO DI LETTURA 3 min

Una pellicola che tratta un tema sensibile e delicato, realizzato da un folto e rinomato gruppo che garantisce protezione al film stesso.
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Striscia di Gaza, 29 gennaio 2024. Al centralino della Mezzaluna Rossa di Ramallah giunge una drammatica richiesta di soccorso. Una famiglia palestinese, in procinto di fuggire da Gaza, è intrappolata in una macchina, mentre l’esercito di Israele sta attaccando. Unica sopravvissuta alla sparatoria è Hind Rajab, una bimba all’ultimo anno di scuola materna. Gli operatori della Mezzaluna Rossa Omar, Rana, Mahdi e Nisreen saranno in prima fila per tentare di salvarla, trascorrendo ore di angoscia. Dovranno, da un lato, tenere il contatto telefonico con la bambina, dall’altro giostrarsi con la burocrazia e i pericoli di una zona di guerra.

The Voice of Hind Rajab è candidato agli Oscar 2026 come Miglior film straniero, per la Tunisia, dopo aver vinto il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria a Venezia 2025.
La regista tunisina Kawthar ibn Haniyya ha preso spunto dalle registrazioni messe in Internet proprio dagli operatori della Mezzaluna Rossa coinvolti nella vicenda, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica. Ha poi chiesto il permesso di utilizzarli a Wisam Hamada, la madre di Hind Rajab.
Una sua prima scelta, nel realizzare il film, è stata quella di usare le registrazioni originali per tutte le voci che si sentono al telefono. Senza farle sentire prima in versione completa agli attori, per ottenere da loro reazioni più genuine. Un’altra scelta particolare si vede nel finale: sullo schermo dello smartphone si vedono i visi dei veri Omar, Rana, Mahdi e Nisreen. Parte fiction e documenti reali si fondono così in maniera ottimale.

Without coordination, those 8 minutes can cost them their lives.

SI AVVERA UN INCUBO


Quanto al contenuto, questa non è solo una di quelle storie che vanno “patite” insieme ai personaggi, come possono essere Gravity o 1917. C’è di più.
Se la regista/sceneggiatrice ha voluto trasmettere un senso di impotenza, rabbia e tristezza ci è riuscita benissimo. Anche se là non si era in tempo di guerra, viene da fare il paragone con la storia di Alfredino Rampi, e non solo per l’età della piccola vittima.
Nella vicenda italiana, bisognava procurarsi una trivella (e quando arrivò si ruppe), tutto quanto poteva andare storto ci andò, nonostante l’interessamento dello stesso presidente Pertini. Nella striscia di Gaza, è un incubo di permessi da chiedere a Croce Rossa, Ministero, esercito israeliano e chi più ne ha più ne metta. Il tutto, si badi bene, per evitare che gli stessi soccorritori finiscano uccisi, come è già successo varie volte.

UNA VOCE CONTRO LA GUERRA


Il finale, poi, non è un pugno nello stomaco: è una vera e propria mazzata in testa in grado di tramortire lo spettatore.
Ancor più se si considera la distanza fra la macchina dove c’era Hind Rajab e i soccorritori. In condizioni normali sarebbe stata percorribile in soli 8 minuti. Proprio la necessità, date le manovre militari, di ottenere i permessi delle varie autorità e una rotta sicura ha fatto dilatare i tempi a ore e ore.
Queste considerazioni sono un’ottima campagna di propaganda contro la guerra. Ad esse si aggiunge l’interpretazione degli attori. Su tutti, Omar con la bava alla bocca davanti a Mahdi, frustrato dalle lungaggini burocratiche. Mahdi non è meno desolato, ma lo dimostra in modo diverso. Rana, dal canto suo, piange e sviene.

DEFINISCI BAMBINO (CIT. EYAL MIZRAHI)


Quanto sia sensibile e delicato il tema trattato (e ancor più il materiale utilizzato) lo dimostra anche la nutritissima schiera di produttori dietro quest’opera. C’è Brad Pitt con la sua società Plan B, c’è Joaquin Phoenix con la moglie Rooney Mara, ma anche Alfonso Cuarón, l’italiano Francesco Melzi d’Eril e molti altri.
Un così folto gruppo garantisce protezione al film e aiuta a risolvere le complicazioni burocratiche di una collaborazione fra varie nazioni.


Questo atto di impegno civile non basterà certo, da solo, a risolvere le controversie internazionali. Intanto, però, il ringraziamento del voto non premia solo la realizzazione del lungometraggio, ma anche tutti coloro che cercano ogni giorno di salvare le vite degli altri, magari a rischio della propria.

 

TITOLO ORIGINALE: صوت هند رجب – Ṣawt al-Hind Rajab
REGIA: Kawthar ibn Haniyya
SCENEGGIATURA: Kawthar ibn Haniyya
INTERPRETI: Saja al-Kilani, Clara Khuri, Motaz Malhees, ‘Amir Hulayhil
DISTRIBUZIONE: I Wonder Pictures (Italia)
DURATA: 89′
ORIGINE: Tunisia, Francia, USA, UK 2025
DATA DI USCITA: 25/09/2025

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FBruscoli

Casalingoide piemontarda di mezza età, abita da sempre in campagna, ma non fatevi ingannare dai suoi modi stile Nonna Papera. Per lei recensire è come coltivare un orticello di prodotti bio (perché ci mette dentro tutto; le lezioni di inglese, greco e latino al liceo, i viaggi in giro per il mondo, i cartoni animati anni '70 - '80, l'oratorio, la fantascienza, anni di esperienza coi giornali locali, il suo spietato amore per James Spader ...) con finalità nutraceutica, perché guardare film e serie tv è cosa da fare con la stessa cura con cui si sceglie cosa mangiare (ad esempio, deve evitare di eccedere col prodotto italiano a cui è leggermente intollerante).

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