
Un episodio che trasforma il matrimonio più atteso della stagione in una vetrina grottesca di dolore, crepe emotive e desideri impossibili da controllare.
Levinson non perde tempo e fa subito vedere il matrimonio che tutti stavano aspettando: Cassie e Nate finalmente si sposano con tutti i cinquantamila dollari di fiori tanto agognati. Ovviamente, è Euphoria e il matrimonio diventa una scusa perfetta per mostrare il lato oscuro di questo gruppo di persone.
QUELLO CHE CONTA È QUELLO CHE MOSTRI AL MONDO
È evidente come tutto ciò che i personaggi vogliono mostrare sia l’unica cosa che conta. Purtroppo in Euphoria accade esattamente il contrario di quello che si vuole. Ognuno vuole mostrare al mondo che la sua vita è perfetta e sotto controllo, dando l’idea di essere in una sorta di felicità manifesta o in equilibrio. Negli interstizi della narrazione però si riescono a vedere le crepe: Jules che vede Maddy andare via capendo quanto stia soffrendo per il matrimonio del suo ex fidanzato con la sua ex migliore amica; Jules e Nate che condividono un momento di umanità insieme; Lexi, purtroppo monca della sua nascente storia con Fez, che giudica la sorella davanti a Jules preservando la sua anacronistica verginità.
Ce ne sono tante di scene in cui Levinson tocca i tasti giusti in mezzo alle esagerazioni, spesso compiaciute, che riempiono le varie storyline di Euphoria, insieme a mille citazioni più o meno esplicite. In questo senso, il gioco tra grottesco e dolore che si intravedeva già in Euphoria 3×01 – Àndale e in Euphoria 3×02 – America My Dream qui trova finalmente una forma più compiuta.
LA GRANDE ASSENZA RESA COME PRESENZA
Fez è ancora vivo ed è in carcere. Rue lo sente al telefono ma non lo spettatore. Perché non è possibile, essendo morto l’attore che lo impersonificava. Levinson sceglie una strada poco battuta quando deve fare i conti con la scomparsa di un interprete chiave della propria produzione. Zendaya mostra di saper rendere questo “monologo” coerente e allo stesso tempo coinvolgente, alludendo senza esplicitare il dolore nel girare una scena necessaria ma fondamentale, utile a ricordare quello che Fez ha rappresentato e quello che avrebbe potuto ancora rappresentare.
Sta tutto lì. La sua assenza pone il dubbio di come le cose si sarebbero potute sviluppare, non solo con Lexi ma anche come possibile contraltare al degrado emotivo e sociale che praticamente investe tutti i personaggi. Questa idea di un futuro diverso mancato torna anche nelle aspettative di chi deve fare i conti tra l’idea di essere qualcuno e una realtà invece molto più fallibile. Non importa se si poteva diventare grandi artisti o persone di successo: adesso le proprie paure più recondite, la povertà o la mancanza di status sociale, sovrastano la sofferenza altrui, in un continuo giocare tra grottesco e tragico, dentro un disarmante ma appassionante caleidoscopio di eventi ed emozioni. Ed è proprio questo che rende questo il miglior episodio finora della stagione.
OGNUNO NON AL SUO POSTO
Non c’è più il tempo del liceo e della tanto decantata giovinezza, almeno da come la raccontava Cal. Continuano sempre le storie di sangue, sesso e soldi. Interessante capire ora quale sarà lo sviluppo di tutti i personaggi, che molto probabilmente arriveranno al loro punto di svolta, considerando però la piega western-criminale che investe sempre di più le vite dei protagonisti, tra mercanti di droga, armi e strozzini.
L’idea di Levinson probabilmente è quella di far crescere Euphoria da teen drama disfunzionale in qualcosa di più grande, mantenendo però una cifra stilistica sopra le righe e grottesca. Adesso questo sembra più evidente rispetto agli episodi precedenti, meno equilibrati. In più qui riesce a mostrare molto meglio i personaggi in un quadro più ampio, spesso neanche facendoli parlare ma lasciandogli la scena per spiegarsi. La tensione che pervade tutto l’episodio, quasi in attesa di un’esplosione imminente, non viene disattesa ma spostata di quel tanto che basta da rimanere inaspettata e, soprattutto, narrativamente appassionante ed efficace.
Chi temeva di avere una stagione peggiore rispetto alle precedenti, può ricredersi. Euphoria rilancia molto bene e riesce a far rimanere incollato lo spettatore. Anche perché, a questo punto, la sensazione è che la stagione abbia finalmente trovato un equilibrio più forte tra ambizione visiva, eccesso e sostanza emotiva.






