Due Spicci | Episodi 1-4TEMPO DI LETTURA 4 min

Con Due Spicci Zerocalcare torna a raccontare ansie, precarietà e disagio generazionale attraverso la sua serie più adulta e consapevole di sempre.
Recensione Serie TVDue Spicci Stagione 1 Episodio 1-4 Due Spicci Di Valori Netflix

Torna Michele Rech, in arte Zerocalcare, e il suo mondo metà umanoide metà zoomorfo in questa nuova miniserie che, insieme alle precedenti Strappare Lungo I Bordi e Questo Mondo Non Mi Renderà Cattivo, compone un’ideale “trilogia del disagio”.
Anche in questo caso, infatti, sono presenti temi ricorrenti delle precedenti serie d’animazione come la precarietà (materiale ma anche e soprattutto esistenziale), le varie insicurezze, l’ansia sociale e tematiche più o politiche.
Quello che però differenzia maggiormente Due Spicci, realizzato sempre dalla casa di produzione Movimenti Production e distribuita da Netflix, è una maggiore consapevolezza narrativa che si evidenzia nell’introspezione dei personaggi (qui più “adulti” e consapevoli che mai dei propri limiti) e ad una voglia di sperimentazione visiva che non si era mai vista nei due precedenti lavori di Rech e soci.

NUOVI E VECCHI CHARACTER


Non è solo però il modo di raccontare e l’animazione che è diventato più adulto e quindi più consapevole dei propri mezzi. Lo show segue i cambiamenti di cui gli stessi Zero, Sara e Secco (il trio di co-protagonisti principali) sono portatori sani.
Anche se, di fatto, la storia orizzontale è pressoché slegata agli accadimenti precedenti (ed è il motivo per cui le tre serie risultano comunque a sé stanti), la meta-narrazione si rivolge principalmente allo spettatore che ha già visto gli altri due prodotti, per cui è comunque presente una continuità con le storie precedenti. Di conseguenza questi character risultano un po’ “cambiati” perché ora sono più “vecchi” e quindi reduci dai loro vissuti precedenti, pur mantenendo la loro psicologia ben definita e i rapporti di amore-odio che intercorrono fra loro.
Un elemento molto importante, dal momento che fa sì che lo spettatore possa subito essere coinvolto nella narrazione orizzontale senza perdersi in troppi spiegoni inutili. E rende anche più facile l’introduzione dei nuovi character fissi dello show: l’amico Cinghiale, ex-compagno di classe di Zero che lo convince a diventare suo socio in affari nel bar che gestisce, e Smeralda, altra vecchia conoscenza del protagonista con cui instaurerà una singolare convivenza.

LA DURA VITA DELL’ESSERE ADULTI


Tutto, dal tono dell’introduzione alle tematiche scelte per questo terzo volume della saga, rimanda al leitmotiv del cambiamento. Un cambiamento che si preannuncia come traumatico, come evidenziato dalla scelta dei colori freddi rispetto a quelli caldi.
I protagonisti della vicenda si trovano infatti in quella fase della vita in cui si comincia a fare i conti con quanto è stato realizzato finora.
E quando la forbice fra le aspettative e la dura realtà prende il sopravvento è qui che cominciano i problemi. Soprattutto se, a questo, si aggiungono tematiche “adulte” come debiti e usura. Zero e i suoi amici si trovano ben presto catapultati in situazioni che mettono in dubbio la loro amicizia, ma soprattutto (cosa ben più grave) loro stessi.

CAMBIO DI TONO (?)


Per fortuna anche in questo caso il tutto viene stemperato dalla consueta ironia che contraddistingue la serie. E dalle continue pause meta-narrative inscenate soprattutto dalla figura dell’Armadillo (doppiato dal solito Valerio Mastandrea), voce della coscienza dello stesso Zero.
Sono questi momenti che si rivelano più che necessari per creare un buon ritmo narrativo. Comico e drammatico si alternano così mentre Zero e i suoi amici cercando di risolvere i mille problemi che li affliggono.
Ma, anche in questo caso, si avverte un cambio di tono rispetto alle prime due serie. Il tono dell’Armadillo rimane sempre cinico e disilluso ma qui si ammanta di una sfumatura più “paterna” (come nel meraviglioso monologo della “fortezza”).
Non rimane che vedere dove porterà questa rinnovata “maturità” dell’autore e dei suoi personaggi.

THUMBS UP 👍

  • Soliti personaggi ma anche new entry non male
  • L’Armadillo sempre e comunque
  • Secco
  • Sigla e soundtrack
  • Citazioni everywhere
  • Tono più “adulto” dello show
  • Metafora della fortezza
  • Animazione sempre più sperimentale
  • Scena finale Smeralda-Sara…

THUMBS DOWN 👎

  • …che per coerenza però poteva non essere doppiata sempre da Zerocalcare ma da due doppiatrici professioniste!
  • Niente di particolarmente rilevante
Il giudizio di Recenserie

THANK THEM ALL

Il ritorno di Zerocalcare nella sua serie più “matura” e consapevole dei propri mezzi. Si parla di tematiche molto forti ma, per fortuna, è sempre presente la consueta ironia che caratterizza i lavori di Michele Rech.

Valutazione finale: KILL THEM ALL
Valutazione finale: BURN THEM ALL
Valutazione finale: SLAP THEM ALL
Valutazione finale: SAVE THEM ALL
Valutazione finale: THANK THEM ALL
Valutazione finale: BLESS THEM ALL
Giacomo Marcheselli

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita di tutti i giorni fa l'addetto museale. Con il calare delle tenebre, e nel tempo libero in generale, si trasforma in critico cinematografico e seriale nonché podcaster dilettante trattando gli argomenti più disparati ma sempre in ambito culturale e mediatico.

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