
L'ultima stagione continua a costruire la tensione con un episodio di apparente quiete che prepara il vero inizio del gran finale.
The Bear si avvia verso il suo finale di stagione (e di serie). E lo fa con tutta la calma di questo mondo, con una sensazione di ineluttabilità costante che caratterizza quest’ultima stagione. Tutti i personaggi si dividono, infatti, fra una stoica resistenza nel voler a tutti i costi portare avanti il lavoro del ristorante e la consapevolezza di essere comunque arrivati al punto finale della propria storia.
Questo difficile equilibrio fra sentimenti contrastanti sembra essere fatto apposta per ricalcare quello dello spettatore, che si approccia alla stagione sapendo benissimo che sarà l’ultima. La cosa incredibile è che non c’è, di fatto, una vera e propria sensazione di malinconia (almeno non sempre) ma in realtà anche una certa vivacità, nei personaggi rappresentati e da parte degli autori, che dimostra come lo show, anche nel suo “canto del cigno”, sa ancora dire la sua.
LA QUESTIONE “MARY HEYMAN”
Uno dei modi con cui lo show si mantiene più vivo che mai è certamente il suo essere corale il più possibile, dando spazio e importanza anche a tutte quelle storylines “minori” che però regalano performance attoriali di livello.
È il caso di tutta la parte che riguarda Zio Jimmy (Oliver Platt), Computer (Brian Koppelman) e la new entry Terry (Elsie Fisher). Questi, alla ricerca dei tanto sospirati diritti demaniali del ristorante, si servono dell’inedita collaborazione di Pete (Chris Witaske). Tutta questa sequenza è fondamentale perché spezza il tono prettamente drama che caratterizza il resto dello show concedendosi un momento-comedy che spezza la tensione del ristorante. Il che introduce il nuovo character della proprietaria Mary Heyman (Deirdre O’ Connell) destinata a diventare la nuova “eroina” della situazione e dello spettatore. Soprattutto per il fatto che si tratta di un personaggio decisamente sopra le righe. Per cui è facile immaginare il confronto fra questa e altri due character simili come Zio Jymmy e Computer, soprattutto se unito all’ingenuità di Pete.
Unica pecca è purtroppo il personaggio di Terry “Cheese” Cheddario, che possiede comunque un potenziale comico come contraltare degli altri personaggi più schizoidi. Ma, in questo contesto (ed essendo purtroppo ancora una new entry) difficilmente riesce a emergere come dovrebbe.
IN ATTESA DEI CLIENTI
Natalie: “Our Mother of Victory…”
Richie: “Pray for us!”
Tutto quello che segue all’interno dell’episodio è la quiete prima della tempesta. Anzi, “durante” la tempesta. Tutto lo staff del The Bear, infatti, viene mostrato mentre si prepara alla serata forse più lunga della loro vita, mentre al di fuori del locale la bufera sta facendo tardare sempre di più i clienti. Il che è ovviamente il pretesto, da parte degli sceneggiatori, di tirare ancora più in lungo i momenti di confronto fra i vari character presenti. Questi si trovano di fronte l’ennesima difficoltà con cambio di ritmo di lavoro (dovuto al ritardo) e di menù, in una situazione che si potrebbe tranquillamente definire “kafkiana“.
Eppure gli stati d’animo rimangono più o meno “calmi” apparentemente. E, tramite i dialoghi, emerge tutto il percorso evolutivo compiuto dai vari character. Su tutti Richie (Ebon Moss-Bachrach) che, dopo il bellissimo discorso motivazionale del precedente episodio, qui è protagonista di una scena di “mindfulness” particolare dove si consolida il suo rapporto con Jessica (Sarah Ramos). O Sydney (Ayo Edebiri), che qui dimostra una qualità di leadership mai vista prima. Soprattutto nei confronti di Tina (Liza Colón-Zayas), utile a ribadire lo stretto rapporto affettivo fra le due.
Ma i veri protagonisti dell’episodio sono certamente chef Marcus (Lionel Boyce) e chef Luca (Will Poulter). Questo nel bene ma anche purtroppo nel male. Se infatti anche le loro scene confermano l’immenso lavoro del proprio percorso evolutivo, la lite e il successivo incrinarsi della loro amicizia avvengono in maniera fin troppo velocizzata. E (forse) un po’ fuori contesto a questo punto della trama orizzontale.
ARRIVO DEI CLIENTI
Bisognerà dunque vedere come tutte queste storylines si evolveranno da qui in poi, visto l’arrivo tanto atteso dei clienti con cui si conclude la puntata. Che, in realtà, rappresenta, da un certo punto di vista, il “vero inizio” dello show, l’atto finale per il locale di Carmy e soci. Da qui in poi si vedrà quanto effettivamente i personaggi avranno imparato a destreggiarsi nel mare delle difficoltà e a fare squadra fra loro.
Nel frattempo “Raspberries” conferma ancora una volta l’alta qualità dello show con una regia eccelsa (da parte del regista italiano Duccio Fabbri) e con dei dialoghi veramente eccezionali. Uno su tutti quello fra chef Luca e Sydney con il racconto del ristorante fallito in Danimarca. L’ennesima prova che, in un prodotto seriale, si può trasmettere grande emotività anche con poco. Anche per questo l’episodio si merita il suo Thank, in attesa di vedere come sarà il (probabile) ultimo servizio del The Bear.
THUMBS UP 👍
- Dialoghi e regia
- Richie e Jessica
- Pitt - Zio Jimmy - Computer, il trio di cui non sapevamo di aver bisogno...
- Sydney e Tina
THUMBS DOWN 👎
- ... ma il personaggio di Terry sconta il fatto di essere una new entry in una stagione finale
- Lite Marcus-Luca forse un po' troppo fuori contesto in questo caso?






